Un triangolare di beneficenza tra Palermo FC, Calcio Catania e Venezia FC per sostenere la ricerca contro il cancro nel nome di Alessia La Rosa. L’idea arriva da Catania, dopo la morte della bambina di otto anni che, durante la sua lunga battaglia contro la malattia, era riuscita a unire tifoserie storicamente distanti.
L’iniziativa è stata proposta dal tifoso rossazzurro Dario Bucchieri, profondamente colpito dalla vicenda della piccola.
“Non sarà facile, ma voglio lanciare questo appello, magari coinvolgendo vecchie glorie e chissà, un giorno, anche i bambini delle scuole”, ha spiegato. “La storia di Alessia mi ha profondamente colpito e nel mio piccolo voglio provare a far qualcosa, sperando che la mia proposta non resti inascoltata”.
Il legame nato oltre il calcio
La proposta assume un valore simbolico particolarmente forte perché coinvolge realtà sportive segnate da rivalità storiche. L’idea di vedere insieme le maglie rosanero, rossazzurre e arancioneroverdi nasce infatti dal clima di solidarietà che si era creato attorno alla bambina durante la malattia.
Nelle ultime ore sono arrivati diversi gesti di vicinanza. Durante l’allenamento a porte aperte allo stadio Massimino di Catania è stato esposto uno striscione dedicato ad Alessia. Nei giorni precedenti, inoltre, una delegazione di tifosi rossazzurri aveva raggiunto Palermo per partecipare alla camera ardente.
Anche i tifosi del Venezia avevano mostrato la loro vicinanza invitando Alessia allo stadio Penzo prima del peggioramento delle sue condizioni.
“La piccola principessa degli ultras”
Per Dario Bucchieri, vedere unite le tre tifoserie rappresenterebbe il tributo più significativo alla memoria della bambina.
“Vedere queste tre tifoserie unite per finanziare la ricerca in memoria di Alessia rappresenterebbe secondo me il tributo più alto alla ‘piccola principessa degli ultras’ capace di ricordare a tutti che, davanti alla vita, non esistono divisioni”.
Un evento per finanziare la ricerca
L’obiettivo dell’iniziativa sarebbe quello di raccogliere fondi da destinare alla ricerca sul cancro, coinvolgendo non solo ex calciatori e tifosi ma anche scuole e associazioni.
L’idea del triangolare benefico arriva in un momento di forte emozione per le comunità sportive coinvolte e punta a trasformare il ricordo di Alessia in un’occasione concreta di sostegno alla ricerca scientifica.
