PALERMO. Una fabbrica di metamorfosi, una ferramenta ortopedica, un set dove protesi e scherzi della natura si confondono e si sovrappongono: dalla strada si avrà l’impressione di una scatola profonda che ospita protesi informali per animali. È il secondo intervento di Glass-room – arte in trasparenza, il progetto proposto da CoopCulture a RISO, Museo d’arte moderna e contemporanea e all’Accademia di Belle Arti: la vetrina su strada si è trasformata da qualche mese in spazio d’arte permanente e accessibile 24 ore su 24. Dopo “Staffage” di Maria Tindara Azzaro, il front del museo RISO apre a “Teratoteca” del giovane allievo della classe di Scultura Tony Lombardo. L’opera si presenta come un campionario alienante, un allestimento seriale sospeso tra sanitaria ortopedica, pet shop, candy store e sexy shop; e si interroga sul rapporto tra corpo, vulnerabilità, animalità e tecnologia. “Palermo nel primo dopoguerra diventa uno dei centri di produzione delle protesi, per uomini e animali: tutta l’installazione rievoca quel periodo attraverso le foto d’archivio, mantenendo una tensione tra visibile e inaccessibile” spiega Lombardo. Attraverso protesi, anatomie ibride e dispositivi zootecnici, Lombardo costruisce una riflessione sul confine tra umano e non-umano, mettendo in discussione gerarchie e immaginari sedimentati. La vetrina del museo si trasforma in uno spazio di tensione e confronto, abitato da “vestigia cyborg” – museruole, collari, protesi, targhette – che interrogano il presente e aprono a nuove possibilità relazionali con il più-che-umano.
Il testo critico è di Luca Seguenza. Il testo critico
“È importante che la vetrina diventi un occhio esterno, una provocazione artistica” ha spiegato Evelina de Castro, direttore del RISO al fianco del direttore dell’Accademia di Belle Arti, Umberto De Paola e del docente di Scultura Daniele Franzella. “Il lavoro di Coopculture a stretto contatto con la direzione del Riso, guarda avanti, al pubblico e agli artisti di domani” interviene Letizia Casuccio, direttore generale di Coopculture. Il terzo e ultimo intervento sarà di Aurora Amorelli (Caltanissetta, 2000) che a luglio userà invece la gommapiuma per ideare un luogo dell’ inconscio.
Tony Lombardo – Teratoteca
Nel suo intervento nella Glass-room, Tony Lombardo immagina la vetrina come un set, una market-officina, piccola fabbrica di metamorfosi in cui ogni corpo, umano e animale, si rompe e si ricompone. Stand in ferro trattato espongono “merci” ibride – museruole, collari, protesi, targhette – sospese tra pet shop e Wunderkammer, tra cura e controllo. La scena rimanda agli animali che accompagnavano i soldati nei conflitti e ai mutilati di guerra riportati alla vita grazie alle protesi, evocando la Palermo dei primi del Novecento e una storia industriale e medica quasi dimenticata. Cavi intrecciati, pareti in legno forato, neon freddi e una patina monocroma costruiscono un ambiente che sembra un documento d’archivio e allo stesso tempo una visione distopica. Ne nasce una narrazione che incrina i confini tra naturale e artificiale, organico e sintetico, abbandono e addomesticamento.
Tony Lombardo (Palermo, 2001) vive e lavora nella sua città natale. Dopo il diploma accademico di primo livello in Scultura, prosegue il biennio specialistico presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. La sua ricerca si sviluppa attorno all’archetipo animale come dispositivo simbolico e narrativo, capace di interrogare identità, memoria e immaginario collettivo. Attraverso forme ibride e pratiche installative, il suo lavoro riflette sulle relazioni tra umano e animale, tra materia e racconto, trasformando la scultura in uno spazio di cura, memoria e possibilità.
PROSSIMA RESIDENZA
Aurora Amorelli
Il suo materiale per scelta è la gommapiuma, organica, morbida, inclina a modellarsi: la ricerca di Aurora Amorelli si muove costantemente tra i poli di forma, materia e spazio, ogni sua creazione non è che la materializzazione di una visione interiore, un processo che nasce nella mente per trovare compimento in un corpo plastico, essenziale a se stesso e al contesto che lo ospita. Negli ultimi anni, il suo lavoro si è concentrato sul concetto di dualità: la coesistenza di forze opposte che definiscono l’esperienza umana. Interpreta l’identità come il risultato di una stratificazione dinamica tra conscio e inconscio, due dimensioni inseparabili la cui interazione genera equilibrio anziché conflitto.
