Palermo, Schio, Minneapolis. Tre città che non sembrano avere nulla in comune, eppure nella notte tra il 9 e il 10 giugno 2026 le ha unite una traiettoria sola: quella di Costanza Verona, 26 anni, cresciuta nel vivaio del Verga Palermo, entrata in campo al Target Center con la maglia delle Dallas Wings per i suoi primi minuti in regular season WNBA.
Quattro punti. Due assist. Due tiri tentati, due andati a segno. Sei minuti sul parquet della lega più importante del basket femminile al mondo. Non era mai successo a una giocatrice siciliana. Adesso sì.
Da Palermo al Texas: il percorso di una campionessa
Chi conosce il basket palermitano sa cosa significa il Verga. Non è una società con le risorse dei grandi club del nord, non ha dietro sponsor da capogiro né strutture all’avanguardia. Ha però formato giocatrici serie, con la testa sulle spalle e le gambe allenate a sudare. Costanza Verona è il prodotto più luminoso di quel percorso.
Dopo gli anni del vivaio in Sicilia, il salto verso i campionati maggiori: Battipaglia, Torino, Geas. Ogni tappa un gradino in più, nessuna scorciatoia. Nell’estate del 2021 arriva a Schio, la Famila Wuber, una delle squadre più forti d’Europa. Lì non è più una promessa: diventa titolare, diventa campionessa.
Con le scledensi accumula un curriculum che fa impressione già solo a leggere i numeri: tre scudetti, quattro Coppe Italia, tre Supercoppe. In Serie A1 ha chiuso l’ultima stagione con 8,8 punti, 4,0 assist e 2,9 rimbalzi di media a partita, numeri da playmaker di livello continentale.
Con la Nazionale ha già fatto la storia (prima del debutto WNBA)
Prima ancora di mettere piede sul parquet di Dallas, Costanza Verona aveva già scritto pagine importanti con la maglia azzurra. Al FIBA Women’s EuroBasket 2025 l’Italia ha conquistato il bronzo, tornando sul podio continentale dopo trent’anni di assenza. Nella finale per il terzo posto contro la Francia, vinta 69-54, Verona ha chiuso con 11 punti e una prestazione solida su entrambi i lati del campo.
Poi il torneo di qualificazione mondiale a Puerto Rico, a marzo 2025: Italia seconda nel girone, pass conquistato per la Coppa del Mondo 2026. Verona ha guidato la squadra con 3,5 assist di media nelle cinque partite del torneo, il valore più alto del gruppo azzurro.
La notte del Target Center
Dallas quella notte ha perso nettamente contro le Minnesota Lynx: 76-100, partita chiusa già all’intervallo sul 38-58. Olivia Miles ha dominato per Minnesota con 24 punti, 7 rimbalzi e 6 assist; Paige Bueckers ha risposto con 23 punti per Dallas, ma le Wings hanno sofferto pesantemente nelle percentuali al tiro (37,7% dal campo, 28,6% da tre).
In quel contesto, Verona è entrata. Sei minuti, quattro punti, due assist, nessun errore. In una squadra in difficoltà, ha fatto quello che le è stato chiesto. E lo ha fatto bene, con il 100% al tiro, la percentuale più alta del roster Dallas quella sera.
Una prima volta che conta
Il basket siciliano femminile non aveva mai espresso una giocatrice in WNBA. Non con un minuto giocato, non con un tiro tentato in regular season. Ci sono atlete siciliane che hanno avuto carriere importanti in Italia e in Europa, ma nessuna aveva mai raggiunto la lega americana.
Costanza Verona ci è arrivata partendo da Palermo, da un vivaio di periferia sportiva, senza la visibilità delle grandi accademie. Ci è arrivata a forza di lavoro, stagione dopo stagione, da Schio alla Nazionale fino al Texas.
È il tipo di storia che la Sicilia dovrebbe raccontare ad alta voce.
