Energia, dinamicità, quattro masterclass, il concorso enologico “Premio Alberto Gino Grillo”, oltre duemila presenze e soprattutto tanto divertimento. Sono state queste le emozioni della “tre giorni” che s’è svolta tra la Valle dei Templi di Agrigento e il piccolo promontorio marnoso della Scala dei Turchi di Realmonte. Co-protagonista l’Emilia Romagna coi suoi prodotti enogastronomici rinomati in tutto il mondo. Attraverso il convegno, IRVO lancia il Manifesto della Rete: prende vita il primo network delle bollicine siciliane e lo spumante diventa la porta d’accesso al territorio siciliano
REALMONTE (Ag). Dodicesima edizione e nuovo successo per Ais Sicilia a Realmonte, tra la Scala dei Turchi e la Valle dei Templi, con la sua tappa fissa e punta di diamante annuale di Sicilia in Bolle.
Macchina organizzativa dei tastevin regionali sempre in velocità a pieni giri, ogni volta variegata di contenuti dentro una manifestazione dinamica, tecnica ed edificante insieme, a tratti anche molto divertente, grazie ai confronti dei propri prodotti con gli areali italiani più vocati alla spumantistica.
Ancora altro record di presenze per l’evento ideato da Ais Agrigento Caltanissetta: oltrepassata quota 2.000 partecipanti alla serata di festa finale, 63 aziende presenti, di cui 55 siciliane, e con un totale di bottiglie stappate di oltre 7mila unità.
La celebre kermesse sul comparto spumantistico siciliano è stata anche quest’anno meta da parte di appassionati intervenuti da tutte le province siciliane e da tutta Italia.
Partner ufficiale di Ais Sicilia per l’edizione n° 12 è stato nuovamente l’IRVO, l’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, che attraverso il convegno “Bollicine Siciliane. Dall’eccellenza enologica all’esperienza di un territorio” ha dato vita ad una vera e propria mappatura ampelografica siciliana, unendo sotto la stessa egida tutte le tappe di un itinerario che unisce paesaggi vulcanici, colline dell’entroterra, coste mediterranee e isole dominate dal vento. Mappare questo territorio ha il profondo significato di integrare tra loro i vitigni autoctoni al mare, siti archeologici, città d’arte, borghi, parchi naturali e l’immancabile gastronomia.
«Le bollicine siciliane – osserva Giusi Mistretta, commissaria IRVO – hanno dimostrato di possedere una propria identità e sono frutto del nostro territorio e della competenza dei produttori che investono in qualità, innovazione e sostenibilità. Oggi questa realtà merita di essere valorizzata in maniera organica, per affermare un’immagine collettiva forte e riconoscibile».
Il convegno, promosso dall’Istituto Regionale dell’Olio e del Vino (IRVO) in sinergia con la sezione siciliana dell’Associazione Italiana Sommelier, è stato teatro del battesimo del percorso della “Rete delle bollicine siciliane” avviando la stesura della dichiarazione d’intenti che unisce produttori, istituzioni e consorzi per trasformare la bollicina siciliana nella porta d’accesso a nuovi itinerari enoturistici.
Un progetto di collettività, dunque, che scommette sul comparto spumantistico siciliano e sulla sua autorevolezza avente scopo di costruire un’offerta enoturistica dedicata, coordinata e di alto livello. «La competitività – aggiunge Mistretta – passa attraverso la collaborazione, la capacità di fare sistema e di avere un’identità condivisa. Saremo promotori di questo laboratorio di cooperazione tra consorzi e associazioni di produttori ai quali sottoporremo una “Dichiarazione di Intenti”, per portare avanti una visione comune e rafforzare l’identità delle bollicine siciliane».
«Il Manifesto della Rete delle Bollicine Siciliane – ha spiegato Francesco Baldacchino, presidente Ais Sicilia – rappresenta un importante esempio di come il dialogo e la collaborazione possano trasformarsi in una visione condivisa per il futuro del vino siciliano. Il percorso avviato insieme all’IRVO e ai produttori testimonia la volontà di mettere a sistema competenze, identità e progettualità, con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio enologico che è espressione autentica della nostra terra. Come Ais Sicilia crediamo fortemente che fare rete significhi creare cultura, rafforzare il legame con il territorio e offrire alle bollicine siciliane una voce unica, autorevole e riconoscibile».
E non è Sicilia in Bolle se non c’è confronto e cooperazione. Per l’edizione 2026, infatti, un contributo significativo al successo della manifestazione è arrivato dalla partecipazione dei Consorzi di tutela dell’Emilia-Romagna, protagonisti di un percorso di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari italiane attraverso degustazioni e abbinamenti che sabato 11 luglio hanno messo in dialogo i loro prodotti con le bollicine siciliane attraverso due focus d’approfondimento, entrambi sold out, su Lambrusco, aceto balsamico tradizionale e il proverbiale Parmigiano Reggiano.
Così come pure sold out domenica 12 luglio gli approfondimenti sugli spumanti da Catarratto del celebre enologo Tonino Guzzo, e lunedì 13 il raffronto tra spumanti di Sicilia ed Emilia Romagna.
Molto apprezzato dal pubblico l’alternanza di momenti di approfondimento tecnico a degustazioni guidate come quella che si è tenuta domenica mattina presso Tenute Marino con l’associazione ARCA, Associazione Regionale Catarratto Autentico, incontri con produttori durante la serata finale di lunedì coi banchi d’assaggio, il Gala Dinner a Casa Diodoros nel bel mezzo della Valle dei Templi, e la cerimonia di premiazione del concorso enologico “Premio Alberto Gino Grillo”, il contest che s’è svolto lunedì 13 con oltre 70 giudici tra degustatori ufficiali di Ais Sicilia, giornalisti e ristoratori, sulle etichette delle bollicine siciliane. Oltre al riconoscimento del vino top, anche tre le categorie analizzate come innovazione, abbinamento gastronomico e piacevolezza.
Lungo l’elenco degli ospiti partecipanti. Oltre al folto elenco dei rappresentanti dei sei consorzi emiliano-romagnoli, Ais Sicilia ha avuto l’onore e il piacere di accogliere anche Luca Manfredi, presidente Ais Emilia Romagna, Luca Giordana, sommelier, degustatore e relatore ai corsi Ais, e Angela Di Lello, presidente Ais Abruzzo.
A completare il programma della manifestazione, un itinerario del gusto dedicato alle eccellenze dell’Emilia-Romagna, con vini e prodotti simbolo della sua tradizione agroalimentare. Protagonisti il Consorzio Tutela Lambrusco, il Consorzio del Parmigiano Reggiano, il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP, il Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP, il Consorzio Italiano Tutela Mortadella Bologna e il Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini, che hanno contribuito a valorizzare il dialogo tra le migliori produzioni emiliano-romagnole e le bollicine siciliane.
