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Sant’Erasmo è l’avamposto della costa nord di Palermo. Per decenni zona di degrado, ingresso dimenticato della città per chi percorre la Statale 113 che collega il versante settentrionale dell’Isola, da Messina a Trapani. Prima ancora era stato il luogo di svago dei palermitani, quello della passeggiata a mare dei nobili. 

Da sei anni, però, il Foro Italico, all’interno del quale alla fine del XVIII secolo fu disegnato il moletto di Sant’Erasmo, è uno dei simboli della rinascita del capoluogo siciliano. Una seconda giovinezza partita nel 2020 quando, al posto degli immobili fatiscenti e dei muri in tufo pericolanti, l’Autorità Portuale realizza strutture moderne su cui qualcuno decide di investire. L’idea è semplice: realizzare una trattoria di mare in riva al mare. Può sembrare banale ma Palermo è una città che, a dispetto del nome (Panormos vuol dire “tutto porto”), in molti casi, ha voltato le spalle al mare, ingabbiandolo, chiudendolo. Da qui l’idea su cui Saverio e Vittorio Borgia, ristoratori palermitani già titolari di diversi locali fra Palermo e Milano, decidono di investire.

Una sfida nella sfida quella di Borgia Group. La prima: puntare sull’alta ristorazione in un’area della città fino ad allora conosciuta per una cucina più pop. La seconda sfida è stata quella di inaugurare il locale nel luglio 2020, in pieno post Covid. Una scommessa vinta se Molo Sant’Erasmo, in estate come in inverno, non conosce pause o flessioni, riuscendo a garantire ai propri ospiti una qualità omogenea.

Al Molo Sant’Erasmo Palermo è raccontata attraverso uno dei suoi protagonisti: il mare. Il pesce, la tecnica, il servizio, l’esperienza vissuta sono tutte “materie prime” che caratterizzano l’offerta enogastronomica di questo locale. 


La borgata di Sant’Erasmo, un tempo simbolo del rapporto autentico tra Palermo e il suo mare, ha ritrovato dignità e slancio dopo decenni di declino. Tra anni di abbandono e speculazione edilizia, si è aperta una nuova pagina, fatta di riappropriazione urbana, bellezza e vocazione comunitaria.

C’era un tempo in cui Sant’Erasmo, piccolo borgo marinaro che delimita il centro storico e l’inizio della Costa sud, era il cuore pulsante del rapporto tra la città e il suo mare. Un porticciolo vivo di barche e pescatori, con le reti stese ad asciugare e il profumo del sale che entrava nelle case. Nel ‘700 Sant’Erasmo era stato un importante porticciolo che accoglieva pescherecci, con tonnare e approdi attivi fino agli anni ‘70 del XVIII secolo.

Poi, il declino: decenni di incuria, cemento e speculazione edilizia hanno oscurato la bellezza di questo angolo di costa. Un lungo periodo di abbandono culminato con il “sacco di Palermo” tra gli anni ’50 e ’60 del 1900: case fatiscenti, capannoni abbandonati, discariche e degrado urbano segnarono anni difficili. Il colpo decisivo arrivò nel 1959, con lo spostamento della linea ferroviaria da Sant’Erasmo ad Acqua dei Corsari, suscitando il definitivo isolamento e l’abbandono della borgata. 


Il progetto di recupero


Solo nel 2018 prende il via una fase di riqualificazione verde e partecipata della zona sud: bonifica, pedonalizzazione, piste ciclabili, giardini, installazioni artistiche e architettoniche. 

Con un investimento pubblico di circa 2,8 milioni euro, lo studio Provenzano Architetti ha concepito interventi a basso impatto, tre padiglioni distintivi (ristorante, gelateria, urban center) che collegano Sant’Erasmo con il Foro Italico, e il restauro in pietra di Billiemi, che richiama le basole storiche della città antica.

Furono rimossi impianti obsoleti, come il distributore di carburante, e connessi i livelli tra via Padre Messina e il Foro Italico, valorizzando l’accesso al mare.

Il 10 ottobre 2019 la conclusione dei lavori e l’inaugurazione del nuovo porticciolo “porto di città”, aperto alla comunità e riconnesso al mare e alla pesca locale.


La ristorazione di qualità


“Abbiamo fatto tanta strada dal primo giorno – dice Saverio Borgia -, Molo San’Erasmo lo consideriamo un fiore all’occhiello nel panorama della nostra proposta di ristorazione. Una scelta vincente per la quale ringraziamo chi ha creduto e continua a credere in questo progetto, chi viene a trovarci e chi ci supporta quotidianamente. La nostra è una squadra compatta, che lavora con passione”.

Nel luogo in cui la foce del fiume Oreto incontra il Tirreno. Uno spazio in cui la città può tornare a dialogare col mare, attraverso la fantasia dei piatti di pesce proposti dalla brigata guidata dallo chef Salvatore Piccionello.

Come le migliori trattorie vengono proposti piatti della tradizione rivisitati in chiave moderna senza mai dimenticare il territorio. Il pesce fresco appena pescato viene cucinato ed esaltato in piatti semplici e pieni di significato.


La nuova scommessa: burger in riva al mare


Nel giugno 2026 Borgia Group decide di raddoppiare e accanto alla trattoria di mare viene inaugurato Sant’Erasmo Burger Box.

Un progetto nuovo per spirito e posizionamento, pensato per un pubblico giovane, dinamico e abituato a una ristorazione veloce ma di qualità. Sant’Erasmo Burger Box nasce infatti come uno spazio informale, contemporaneo, dove il cibo è protagonista ma senza rigidità, in un ambiente curato, accogliente e facilmente fruibile in ogni momento della giornata.

Il menu punta su una proposta mirata e identitaria: burger preparati con materie prime selezionate, pinze leggere e croccanti, abbinamenti studiati per essere semplici ma non banali. Grande attenzione anche alle diverse esigenze alimentari, con varianti gluten free e i panini planted. L’idea è quella di offrire un’esperienza accessibile, ma senza compromessi sulla qualità.

Alla guida della cucina c’è lo chef Davide Autovino, già protagonista con Mezzena – la steakhouse del gruppo – di un importante riconoscimento: la vittoria del People’s Choice Award per il Sud e le Isole ai TheFork Awards 2025. Un percorso che conferma la volontà dei Borgia di mantenere uno standard alto anche nei format più informali, portando tecnica e attenzione al dettaglio in ogni proposta.

Un posto unico: tavoli affacciati sul porticciolo, vista aperta sul mare, un’atmosfera rilassata e informale che rappresenta una valida alternativa al centro cittadino, pur trovandosi a pochi minuti dal centro storico.

“La scelta del luogo non è casuale – spiega Saverio Borgia -: Borgia Group, a Palermo come a Milano, continua a investire in spazi urbani dal forte potenziale, contribuendo a valorizzarli e renderli vivi, accessibili e frequentati. Sant’Erasmo Burger Box si inserisce così in un contesto già consolidato, arricchendolo con un’offerta diversa ma complementare rispetto al contesto e agli altri locali di nostra proprietà”. 

Alla base del progetto, che dal prossimo autunno conta di allargare l’offerta inserendo anche le pizze nel proprio menu, resta una visione chiara: fare ristorazione informale ma di alta qualità, puntando su ingredienti selezionati, attenzione al servizio e ambienti capaci di mettere le persone a proprio agio. Un format che i fratelli Borgia portano avanti sin dall’apertura del primo Bioesserì a Milano nel 2012 e che, negli anni, è stato sviluppato e declinato in più concept, mantenendo sempre una forte coerenza di fondo.

Con questa nuova apertura, il gruppo aggiunge un ulteriore tassello al proprio percorso di crescita, consolidando la propria presenza tra Sicilia e Lombardia e continuando a interpretare una ristorazione contemporanea, accessibile e attenta ai cambiamenti del gusto.