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Il settore del gioco a distanza in Italia sta attraversando la trasformazione più profonda degli ultimi vent’anni. Dopo mesi di annunci e bozze parlamentari, il riordino normativo sta prendendo una forma concreta, e cambierà il modo in cui gli operatori ottengono le concessioni, gestiscono i dati dei giocatori e rispondono alle autorità di controllo.

Da centinaia di operatori a un mercato più concentrato

Fino a poco tempo fa il mercato italiano contava oltre quattrocento portali autorizzati, molti dei quali erano semplici cloni con lo stesso motore di gioco ma insegne diverse. Il Decreto Legislativo 25 marzo 2024, n. 41, noto anche come Riforma Leo, ha cambiato questo scenario. La gara pubblica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, conclusa il 13 novembre 2025, ha assegnato 52 titoli a 46 operatori, riducendo drasticamente il numero di siti legali attivi sul territorio nazionale.

Questa concentrazione non è un dettaglio tecnico da addetti ai lavori. Significa che il consumatore italiano troverà un numero più contenuto di piattaforme, ciascuna sottoposta a controlli più stringenti su identificazione, autoesclusione e limiti di deposito. Le vecchie concessioni novennali lasciano il posto a un sistema dove la solidità finanziaria dell’operatore pesa quanto la sua storia sul mercato.

Cosa prevede realmente il nuovo testo unico

Il lavoro di riordino non riguarda solo le concessioni. Il governo ha trasmesso alle Camere anche lo schema di decreto legislativo sul testo unico delle disposizioni in materia di adempimenti e accertamento, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 22 aprile 2026. Il provvedimento raccoglie in un unico corpo normativo regole che prima erano sparse tra decreti diversi, semplificando la vita a chi deve rispettarle ma anche a chi deve farle rispettare.

Tra i punti più discussi c’è il Registro Unico delle Autoesclusioni, gestito da Sogei tramite lo strumento di autoesclusione descritto sul portale ufficiale di Sogei. Un giocatore può accedervi con SPID o CIE e scegliere un periodo di stop che va da sette a duecentosettanta giorni, valido su tutte le piattaforme autorizzate in automatico. Prima della riforma, autoescludersi da un singolo sito non impediva di aprire un conto su un altro operatore concorrente.

Il ruolo di chi confronta operatori e offerte

In un mercato che cambia regole così rapidamente, molti giocatori si affidano a chi confronta gli operatori con licenza ADM e ne segue gli aggiornamenti normativi passo dopo passo. Portali come Gambling.com sono diventati un punto di riferimento per chi vuole verificare quali piattaforme abbiano davvero rinnovato la concessione secondo le nuove regole. La riforma rende infatti più urgente distinguere tra chi ha aggiornato i propri sistemi tecnici e chi sta ancora operando in regime transitorio.

Il tema non è secondario neanche dal punto di vista fiscale. Nel 2025 l’Italia ha mosso 165,3 miliardi di euro nel settore del gioco, con entrate erariali che hanno toccato gli 11,4 miliardi. La sola componente online ha superato i 77,85 miliardi, un volume che rende il mercato italiano tra i più osservati d’Europa, quasi il doppio di quello tedesco secondo i dati raccolti dal Centro Europeo Business.

Le scadenze tecniche che gli operatori devono rispettare

Non tutto però è filato liscio. Il termine originariamente fissato al 13 maggio 2026 per la certificazione del nuovo sistema del concessionario si è rivelato troppo stretto: a fine febbraio risultavano depositate pochissime istanze presso gli Organismi di Verifica. L’ADM ha quindi disposto una proroga tecnica al 13 novembre 2026, mantenendo però invariati gli altri obblighi già in vigore dal 13 maggio, come il dominio nazionale gestito direttamente dal concessionario e l’identificazione con documento o identità digitale di livello due.

Per gli operatori questo significa investimenti tecnologici non trascurabili. I sistemi di autoesclusione devono funzionare in tempo reale, i limiti di deposito devono essere configurabili direttamente dall’utente e i report periodici sull’attività di gioco diventano uno strumento di trasparenza obbligatorio, non più un optional lasciato alla buona volontà del singolo operatore.

Un settore che guarda anche oltre i confini nazionali

Le fusioni e acquisizioni hanno accompagnato questa transizione fin dal principio. Flutter Entertainment ha acquisito Sisal nel 2022 per circa due miliardi di euro, un’operazione che ha ridisegnato gli equilibri tra i grandi gruppi presenti in Italia. Con un mercato che si restringe nel numero di operatori ma cresce nel volume complessivo, è probabile che altre operazioni simili seguiranno nei prossimi mesi, man mano che le concessioni più deboli finanziariamente lasceranno spazio a chi ha le risorse per adeguarsi.

Chi segue da vicino l’evoluzione digitale dell’isola sa che questi cambiamenti normativi non restano confinati al settore del gioco. Anche altri ambiti legati alla trasformazione digitale del territorio siciliano mostrano come infrastrutture più solide e regole più chiare finiscano per attrarre investimenti e professionisti, non solo operatori del gioco a distanza.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il percorso parlamentare del testo unico non è ancora concluso. Le commissioni competenti di Camera e Senato devono esprimere il proprio parere entro trenta giorni dalla trasmissione, un passaggio che potrebbe portare a modifiche puntuali prima dell’adozione definitiva. Nel frattempo gli operatori già autorizzati continuano a operare secondo le regole transitorie, mentre l’ADM monitora l’andamento delle certificazioni tecniche in vista della scadenza di novembre.

Per i giocatori italiani, il messaggio di fondo resta lo stesso da mesi: verificare sempre che la piattaforma scelta abbia una concessione ADM valida, e non basarsi solo sul marchio o sulla presenza storica sul mercato. Le regole cambiano, e con esse cambia anche il modo in cui va valutata l’affidabilità di chi offre questi servizi.