• Alexander Hardcastle, un inglese “in love” con la Valle dei Templi di Agrigento.
  • La storia del celebre parco archeologico è strettamente legata a quella del mecenate britannico.
  • Hardcastle restaurò ed esplorò alcuni tesori di Sicilia, ma morì in miseria.

La storia della Valle dei Templi di Agrigento è strettamente connessa a quella di un mecenate inglese. Il suo nome era Alexander Harcastle ed era figlio di Henry e Maria Sophie Hardcastle Hershel. Fu cultore di archeologia e capitano della British Navy ma, a differenza di ciò che si può immaginare, la sua vita non fu solo fatta di glorie. Anzi, ebbe un drammatico epilogo.

Alexander Hardcastle chi era

Negli anni Venti, la scoperta di antiche rovine in Sicilia fu celebrata con entusiasmo dai giornali britannici, che si appassionarono alla storia della Trinacria. Hardcastle aveva prestato servizio nella Royal Navy britannica. Durante la guerra anglo-boera era stato premiato con due medaglie. Nel 1903 fu promosso capitano e trasferito in pensione nel 1907. Fu poi richiamato in servizio nel 1914 a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Il primo incontro tra il mecenate inglese e le rovine di Agrigento avvenne durante una vacanza con il fratello, dopo la fine del primo conflitto mondiale, mentre camminava nella Valle dei Templi. Da semplice archeologo dilettante, presto ne divenne ossessionato e alla fine si allontanò dalla sua famiglia per vivere vicino alle rovine.

Il lavoro di Alexander Hardcastle nella Valle dei Templi

“Gli eroi non celebrati sono sempre un’attrazione, ma il fascino di Hardcastle era la sua decisa elusività”, ha detto Alexandra Richardson. Richardson è autrice del libro “Passionate Patron: The Life of Alexander Hardcastle and the Greek Temples of Agrigento“, pubblicato nel 2009. Il mecenate inglese spese la grande fortuna di famiglia in attività di restauro nella Valle dei Templi. Dedicò 12 anni a lavorare in stretta collaborazione con l’archeologo italiano Pirro Marconi.

“Ci sono diversi motivi per cui è molto meno conosciuto degli altri”, ha spiegato Richardson. “Veniva dai ranghi dell’esercito e non aveva credenziali archeologiche e, sebbene abbia finanziato una serie di scoperte, nessuna aveva il fascino da prima pagina delle scoperte fatte in Egitto o a Creta. Non aveva nemmeno la spettacolarità di Evans o Carter. Ma grazie alle tasche profonde e alla formidabile spinta, è stato in grado di finanziare e portare avanti con fermezza le opere che riteneva più meritevoli”.

Il declino di Hardcastle e la sua memoria ad Agrigento

Purtroppo Alexander Hardcastle fu rovinato dal crollo di Wall Street nel 1929. Vendette tutti i suoi beni, prendendo in prestito denaro dagli amici per continuare i lavori. Alla fine, in bancarotta, fu costretto a vendere la sua casa italiana. Si pensa che abbia subito un crollo mentale. Nel 1933 morì in manicomio ad Agrigento, all’età di 60 anni. La sua residenza ad Agrigento era Villa Aurea.

Il suo contributo, tuttavia, non finì nel dimenticatoio. Per quanto fatto ottenne Commendatore dell’Ordine della Corona d’ Italia. Porta il suo nome la piazza all’ingresso della Valle dei Templi, così come un’altra via agrigentina. Recentemente un piccolo gruppo di accademici e scrittori ha creato la Fondazione Alexander Hardcastle per perpetuare la sua memoria e celebrare l’anniversario della sua morte vicino alla sua tomba. Foto: PalickapLicenza.

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