Stavolta ad essere ripreso è stato proprio lui. Carlo Cracco, lo chef che non le manda certo a dire in quel di Masterchef. Accusato dai palati intenditori di amatriciana doc per aver affermato durante la trasmissione “C’è posta per te” di Canale 5, andata in onda sabato scorso, che nella preparazione del sugo iall'amatriciana lui aggiunge pure “l’aglio in camicia” come tocco personale di gran gourmet.

Non l’avesse mai detto! Tanto che l'intera amministrazione comunale di Amatrice si è scagliata contro lo chef. Ed ecco che è partita subito una nota su Facebook in cui sindaco e assessori scrivono: "gli unici ingredienti che compongono la vera amatriciana sono guanciale, pecorino, vino bianco, pomodoro San Marzano, pepe e peperoncino. A rafforzare ancor di più l'autenticità della ricetta, rammentiamo l’istituzione del marchio De.Co., che proprio qualche settimana fa ha visto fiorire i primi prodotti a denominazione comunale, tra i quali il guanciale Amatriciano ed il pecorino Amatriciano". Neanche a dirlo che la polemica ha fatto il giro del web ed è rimbalzata sui media.

E il comune di Amatrice continua imperterrito: "Siamo sicuri", si legge,"che da parte del celebre chef sia stato un 'lapsus', vista la sua storia professionale ed anche la sua capacità di stare al gioco, pubblicizzando una nota marca di patatine. Ribadendo che siamo certi della buona fede del noto chef, siamo convinti che lo stesso abbia comunque piena libertà di inserire “l’aglio in camicia” nel sugo da lui preparato, e siamo ancora più convinti che tale sugo potrà anche essere buono, ma non lo si può chiamare Amatriciana".

Il Comune di Amatrice ha anche invitato Cracco proprio nei luoghi che hanno dato i natali al famoso sugo per fare pace magari davanti a un bel piatto di spaghetti all'amatriciana.