Croce patente Paternò“L’Italia senza la Sicilia non lascia immaginazione nello spirito. Qui è la chiave di tutto”. Così scrisse Johann Wolfgang Goethe, il più insigne letterato tedesco, nel suo saggio Italienische Reise (Viaggio in Italia). Terra di straordinaria bellezza, di grandi misteri e tradizioni, la Sicilia, è da sempre crogiolo di popoli e culture nonché oggetto di tante dominazioni: Siculi, Fenici, Greci, Romani, Ostrogoti, Bizantini, Arabi, Normanni. E' proprio negli anni in cui i Normanni si consolidavano in Sicilia, a Cîteax (in latino,Cistercium), in Francia, Roberto di Molesme, il 21 marzo 1098 –

festa di San Benedetto e Domenica delle Palme – fondava l’Ordine dei Cistercensi, una propaggine dell’Ordine Benedettino, nato dal desiderio di maggiore austerità spirituale e temporale nonché per promuovere il ritorno alla stretta osservanza della Regula Benedicti e al lavoro manuale.

Pochi anni dopo nella primavera del 1112, Bernardo di Clairvaux (Chiaravalle) decise di farsi monaco nell’abbazia di Cîteax, diventando il principale pensatore dell’ordine. Ben presto Bernardo assunse un ruolo indiscusso di leadership nella Chiesa del tempo e giocò un ruolo fondamentale, anche se misterioso, nella nascita dei Poveri Compagni d’armi di Cristo e del Tempio di Salomone, meglio conosciuti come Templari. Bernardo, come scrisse Geoffroy d’Auxerre nella sua S. Bernardi Vita prima, fu lo specialis patronus dei Cavalieri Templari, regalando al magister Hugo, uno dei nove fondatori dell’Ordine del Tempio, il De laude novae militiae e la Regola.

Alcuni anni dopo la loro fondazione, i Templari approdarono anche nel Regno di Sicilia. Questa scelta fu dettata dalla posizione geografica, dal momento che esso è stato da sempre crocevia tra Occidente ed Oriente e i suoi porti rappresentavano dei capisaldi per il traffico marittimo, militare e mercantile da e per la Terra Santa.

Al momento l’unico dato certo è che la Militia Christi s’insediò in Sicilia prima del 9 gennaio 1144, data in cui papa Celestino II sollecitò i prelati a proteggere e sostenere gli stanziamenti templari presenti sul territorio.

L'espansione dell'Ordine avvenne secondo una logica ben precisa incline a privilegiare in primo luogo le località costiere, per poi procedere verso l'entroterra; pertanto seguendo questa logica è possibile ipotizzare che Messina, per l’importanza rivestita dal suo porto, fu una delle prime sedi dell’Ordine Templare in Sicilia che, solo in seguito, grazie anche alle prime donazioni di terre, iniziò ad insediarsi nella piana di Catania.

Grazie al manoscritto Diplomata, litterae etc. ad sacram domum militum Sancti Ioannis Hierosolymitani et militum Templariorum pertinentia di Antonino Amico che raccoglie la trascrizione dei documenti originali appartenuti all’archivio templare di Sicilia, sito nella casa madre di Messina, oggi è possibile ricostruire, anche se solo in minima parte, una mappa degli insediamenti templari in Sicilia. Stando a questa preziosa fonte, nel luglio 1146, Enrico (de Bugli o Bubbio o Bubly) insieme alla moglie Beatrice, donava al Tempio un terreno nel territorio di Scordia e confermava loro le donazioni fatte tempo prima dal padre Gerardo de Pentarica, ovvero una terra nei pressi di Pantalica. Nelle campagne di Buccheri si trova il complesso della chiesa di Sant’Andrea e della commenda.

 

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Buccheri, Chiesa di Sant'Andrea

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Commenda di Sant'Andrea

Sulle pareti della chiesa, sono presenti diversi graffiti tra cui dei nodi di Salomone, la triplice cinta, delle croci su omphalos – glifo che ritroviamo spesso inciso su edifici di pertinenza templare –, mentre i due Sandali del Pellegrino e il pesce attestano che il luogo fu oggetto di venerazione.

 

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Chiesa di Sant'Andrea, Nodo di Salomone

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                                  Triplice cinta

 

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Croce su omphalos                                              

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                             Sandalo del Pellegrino                                        

 

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Pesce

 

Su di un muro esterno dell’antica commenda, troviamo incisa una Tau, questo tipo di croce spesso si trova scalfita sui muri delle chiese o degli edifici delle loro antiche commanderie.

 

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Commenda di Sant’Andrea, Tau

 

Dal manoscritto del Pirri Sicilia Sacra disquisitionibus et notitiis illustrata, apprendiamo l’esistenza a Trapani della chiesa di San Giovanni Battista del Tempio, accanto ad essa sorgeva l’ospizio templare; dopo la sospensione dei Templari, nel 1312 la chiesa passò agli Ospitalieri e due anni dopo Federico III donò l’edificio agli agostiniani che dedicarono la chiesa a Sant’Agostino.

 

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Trapani, Chiesa di Sant’Agostino

 

Particolarmente interessante risulta il rosone della chiesa ricco di simbolismo. Esso è scandito da dodici colonnine che si irradiano dall’anello centrale, dove vi è scolpito un Agnus Dei, simbolo presente anche sui sigilli templari.

 

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Trapani, Chiesa di Sant’Agostino, Rosone, Agnus Dei

 

Osservandolo meglio, non si può far a meno di notare che vi sono solo quattro trafori con fiori a otto petali; unendo questi fiori con una linea immaginaria otteniamo una croce e, non è un caso che il numero dei petali sia otto, in quanto la croce templare ha otto punte; tra i trafori troviamo anche tre sigilli di Salomone (Stella o Scudo di Davide, Esagramma) simbolo spesso presente sulle loro costruzioni, sotto uno di essi vi è scolpito Hermes, dio greco della conoscenza, chiaramente riconoscibile dall’elmo alato.

 

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In seguito i Templari si stanziarono nel territorio di Paternò dove gli furono donati diversi terreni, testimonianza del loro passaggio in città è la chiesa di Santa Maria di Valle Josaphat situata nei pressi del castello, dove ai lati del portale si trovano scolpite due croci patenti.

 

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Paternò, Chiesa di Santa Maria di Valle Josaphat                                        

 

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Croce patente

 

In seguito furono donati agli stessi: il casale di Murro nel tenimento di San Filippo d’Agira; molti terreni nel territorio di Lentini, altri nei territori di: Partinico, Aidone, Monreale, due casali a Butera, un casale a Siracusa, altre terre a Caltagirone. Qui si trovava la chiesetta della Madonna del Tempio, toponimo questo specifico a proprietà templari.

Esigui, purtroppo, sono i documenti giunti fino ai giorni nostri, pertanto essi devono essere intergrati con i “documenti di pietra” presenti su tutta l’Isola, testimoni muti del passaggio dei cavalieri rossocrociati.

Ne è un esempio la chiesa Matrice di Erice, dedicata alla Vergine Assunta, dove sul muro meridionale troviamo inserite nove croci. Questo esemplare di croce templare, secondo lo studioso Tim Wallace-Murphy, ha un profondo significato gnostico; ma ancor più importante, a nostro avviso, è il sigillo di Salomone sulla torre campanaria, presente, come detto precedentemente, su alcuni edifici appartenuti ai Templari.

 

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Erice chiesa matrice

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                  croci muro meridionale

 

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Torre campanaria della Chiesa Matrice, Sigillo di Salomone

 

Un altro esempio è dato dalla chiesa cistercense di Santa Maria della Stella a Spanò. Fu papa Urbano II nel 1088 ha estendere, all’abate nullius della chiesa di Santa Maria di Randazzo, la giurisdizione su queste terre. La chiesa fu fondata da un certo Nicola da Troina, nel settembre del 1263.

 

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Spanò –Randazzo–, Chiesa di Santa Maria della Stella

 

Sopra il portale della chiesa vi è scolpita una “croce spinata” inscritta in un cerchio, inequivocabile segno della frequentazione del monastero da parte dei monaci guerrieri.

 

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Chiesa di Santa Maria della Stella, Portale, “croce spinata”

Gli insediamenti templari erano sempre legati a validi motivi strategici e collocati a ridosso delle maggiori vie di comunicazioni, di conseguenza durante i loro spostamenti lungo la Via Pubblica, in seguito Regia Trazzera, di certo non dovette sfuggirgli la piccola città di Randazzo.

 

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Sebbene non disponiamo di documenti scritti è probabile che i Cavalieri Templari si stabilirono nel quartiere di San Giovanni Battista e commissionarono la costruzione della loro commenda che, dopo la sospensione dell’ordine da parte di papa Clemente V, venne concessa all’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme. Inoltre, per un motivo ancora ignoto, la città fu scelta per realizzare un singolare progetto, ovvero, le chiese dedicate alla Vergine Maria e quelle dedicate a santi molto cari agli stessi, riproducono sul terreno, con grande approssimazione, lo schema della costellazione della Vergine, proprio come le famose cattedrali francesi dell’Ile de France.

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Questo però non è l’unico legame di queste chiese con il cielo, poiché tra le loro mura si cela un vero trattato astronomico.

I Templari vollero tramandare, ai posteri, dei messaggi che celarono accortamente tra le sculture e gli affreschi dei loro edifici sacri: le cattedrali francesi, la cappella di Rosslyn in Scozia, la chiesa di Ognissanti a Trani, la chiesa di San Bevignate a Perugia non sono che un piccolo esempio.

A Randazzo, sopra i timpani delle trifore della cella campanaria del campanile della chiesa di San Martino, troviamo scolpiti una Stella a sei punte, dei Fiori della Vita, una Ruota a sei raggi, e una Stella di Davide ruotata di 90 gradi, chiaro riferimento alla Vergine Maria in quanto esso forma una M, simbolo quest’ultimo che abbiamo già incontrato nel rosone della chiesa di Sant’Agostino di Trapani e sul campanile della chiesa Matrice di Erice.

 

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Randazzo, Campanile della chiesa di San Martino

 

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                      Stella a sei punte                             Fiore della Vita e ruota a sei raggi

 

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Stella di Davide

Il Fiore della Vita e la Stella di Davide erano due simboli che in Occidente venivano spesso scolpiti dai Cavalieri Templari nei loro edifici.

Si dice che il modo migliore per nascondere un segreto è quello di metterlo davanti agli occhi di tutti. Questa affermazione ben si adatta al campanile della chiesa di San Martino, dal momento che tra le sue pietre è stato celato, molto probabilmente, un segreto, ovvero il luogo dove fu portata e nascosta un’importante reliquia della storia dell’umanità.