Negli asili nido e nelle case di cura potrebbe esserci una svolta con l'arrivo delle telecamere. Lo prevede una proposta di legge presentata lo scorso aprile. Come si legge nella relazione nella scorsa legislatura la Camera dei deputati aveva infatti esaminato e approvato su iniziativa del gruppo di Forza Italia, un provvedimento simile "che voleva offrire una risposta ai troppo frequenti episodi di violenza fisica e verbale che si consumano all’interno di questi luoghi. Tuttavia, il testo trasmesso al Senato (atto Senato n. 2574) non è mai giunto all’esame dell’Assemblea, e perciò l’intervento legislativo non si è concretizzato".

E ancora: "La volontà di colmare un vuoto normativo grave, in una situazione in cui molto spesso la prevenzione degli abusi è nulla (e a scoprire e denunciare i casi sono le famiglie), era ed è un atto di responsabilità verso coloro i quali non hanno la possibilità di difendersi da soli. La violenza si manifesta infatti ancora più ripugnante e atroce se pensiamo che le vittime di tali episodi sono i soggetti più deboli e indifesi della nostra società. La presente proposta di legge rappresenta il tentativo di individuare una mediazione e un punto di equilibrio tra la tutela della riservatezza e della libertà dei soggetti coinvolti e le esigenze di monitoraggio ed efficacia di intervento in caso di comportamenti anomali a danno di soggetti deboli e bisognosi di tutela".

I deputati per concludere scrivono: "La presente proposta di legge recupera poi un altro aspetto esaminato nel corso del dibattito della XVII legislatura, quello attinente alla formazione del personale addetto alle strutture, delineando i principi di una delega legislativa in grado di assicurare la verifica di requisiti che integrino l’idoneità professionale, con una valutazione attitudinale, nonché la previsione di incontri periodici con lo scopo di individuare precocemente le eventuali criticità e le possibili soluzioni, favorendo la condivisione e la crescita professionale del personale".