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Sempre più stranieri comprano casa nell’isola: alla Bit la Sicilia punta su ‘turismo relazionale’ e albergo diffuso

Alla Bi la Sicilia punta su ‘turismo relazionale’ e albergo diffuso. E’ infatti  il turismo relazionale la nuova scommessa della Sicilia alla Borsa internazionale del Turismo in corso a Milano: scoprire un territorio attraverso esperienze autentiche, a contatto con gli abitanti, alla scoperta di antichi borghi e itinerari poco battuti ma di grande fascino.  

La Regione Sicilia ha presentato nuove proposte ed itinerari alla Bit aperta fino a domenica 14 febbraio alla fiera di Milano Rho, con l'obiettivo di catturare sempre più turisti in vista dell’appuntamento con l’Expo ma anche per conquistare una nuova fetta di mercato, quella dei viaggiatori che amano il turismo residenziale.

In Sicilia il turismo relazionale assume tre tipologie: l'albergo diffuso e le dimore storiche, il turismo residenziale in particolare per il pubblico straniero, gli itinerari religiosi e naturalistici. In virtù della crescente richiesta di soggiorni in contesti urbani di pregio si è arrivati all'idea dell'offerta dell'albergo diffuso, dove i turisti possono vivere a contatto con la popolazione usufruendo dei servizi alberghieri.


In Sicilia da pochi giorni la Giunta regionale ha approvato un regolamento sull'albergo diffuso, "che permetterà anche di riqualificare centro storici e borghi e arginare il fenomeno dello spopolamento dei piccoli Comuni", come hanno sottolineato alla presentazione.

 L'isola punta anche "sul binomio Sicilia-Unesco – ha spiegato l'assessore al Turismo di Regione Sicilia, Cleo Li Calzi – fondamentale per stare il mercato internazionale e rafforzare il nostro brand". L'interesse per itinerari alternativi "è dimostrato anche dal fatto che in Sicilia è cresciuto l'acquisto di seconde case da parte di stranieri – ha aggiunto – anche in località lontane dalla costa".

Per chi ama la cultura c'è anche la Strada degli scrittori: 30 chilometri che ripercorrono i luoghi che hanno ispirato grandi scrittori come Pirandello, Sciascia, Camilleri e Tomasi di Lampedusa.

 

Il punto sul turismo in Italia alla vigilia di Expo

Foody la mascotte dell’ esposizione universale che prende il via il primo di maggio è stata la grande protagonista anche alla Borsa del Turismo . "E' chiaro che contiamo molto sulla Bit per la promozione dell'esposizione universale – ha detto Piero Galli, direttore generale gestione evento Expo – sono già otto milioni i biglietti venduti e non era mai successo prima che un Expo ne avesse venduti così tanti a diversi mesi dall'apertura: 5 milioni di questi otto sono stati venduti fuori Italia". "Siamo quel paese conosciuto soprattutto per il Colosseo e il Canal Grande ma questo non basta più – ha detto Michele Perini, presidente della Fiera di Milano – adesso dobbiamo fare tutti gli sforzi necessari per dimostrare di avere capacità organizzative". Il turismo rappresenta per l'Italia il 10,4% del Pil, inchiodato a questo livello ormai da anni. "La nostra ambizione sarebbe quella di tornare ad avere un 15%, e questo sarebbe un contributo al Paese sia in termini di occupazione che di reddito", ha spiegato il presidente di Confturismo-Confcommercio Luca Patanè. "Per arrivare all'obiettivo però – ha aggiunto – le condizioni sono importanti. Ci servono riforme strutturali, la principale delle quali dovrebbe essere quella fiscale con la riduzione di imposte e accise e un aumento del reddito disponibile. Expo 2015 è  una straordinaria opportunità, senza eguali, che dev'essere sfruttata appieno per rilanciare il brand e la grande bellezza dell'Italia".

La destinazione Italia, è on top alla classifica da sempre, e tra i punti fermi del turismo rimane il fatto che in termini di passeggeri, l'estate vale il circa il 70% delle partenze e resta la vacanza di una settimana la più prenotata, con decisioni che in genere restano ancora concentrate a ridosso della data di partenza.

Staff Siciliafan