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Oggi 15 marzo il giornale “La Sicilia” compie 78 anni. Quasi un secolo di storia del giornalismo siciliano, che ha saputo dare voce alle storie del territorio meridionale, con uno sguardo sempre rivolto alle vicende nazionali.

Per celebrare il lieto anniversario si sta svolgendo proprio in queste ore al Grand Hotel delle Palme un incontro alla presenza di giornalisti, esperti, politici e chef stellati per discutere insieme del passato, presente e del futuro della nostra Regione.

“La Sicilia: un giornale oltre il giornale”

Dal 1945 ad oggi molte cose sono cambiate. È cambiata più volte la sede, prima al numero 3 di via Sant’Agata di Catania, poi nella storica via Etnea, poi di nuovo in via Sant’Agata e oggi in via Odorico da Pordenone. Sono cambiati i direttori da Alfio Russo a Giuseppe Gennaro, da Antonio Prestinenza a Mario Ciancio Sanfilippo, fino all’attuale direttore Antonello Piraneo.

Un giornale che è stato una vera e propria fucina di talenti e che è riuscito a cogliere le sfide della ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale e a raccontare il Sud in chiave locale e nazionale, aprendosi nel’99 al mondo digitale con la versione online del giornale, www.lasicilia.it e la nascita del portale www.lasiciliaweb.com.

“Un giornale oltre il giornale”, come ha ricordato oggi sulle pagine de ‘La Sicilia’ il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini, che ha promosso nel tempo “incontri con le scuole, aprendo le pagine agli studenti, facendo con i ragazzi esercizio di memoria, come è accaduto lo scorso anno nel trentennale delle stragi mafiose di Capaci e Via D’Amelio quando ha portato fra i banchi magistrati, prefetti e protagonisti della storia recente dell’isola”.

Ripartire dalle radici de ‘La Sicilia’ per affrontare la crisi dell’editoria

“Anche la formazione e l’informazione hanno bisogno l’una dell’altra – ha poi ribadito Barachini. È così che si possono accendere luci nel difficile percorso che l’editoria sta vivendo. Le radici le abbiamo. Quelle della Sicilia, del vostro giornale e della vostra regione. sono profonde, forti”.

“Con il suo inviato, Livio Messina, il giornale ha raccontato insieme a Tommaso Besozzi, il giallo della morte del bandito Salvatore Giuliano. È stata la casa di Candido Cannavò e di Giuseppe Fava – che firmarono reportage sui lazzaretti di Sicilia e sulla mafia dell’entro-terra, sul Belice devastato dal terremoto del 1968 – di Nino Milazzo, che fu anche vicedirettore del Corriere della Sera, e di tanti altri protagonisti del giornalismo che qui si sono formati, come Francesco Merlo. E le radici servono per crescere, per guardare in avanti”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella solo qualche anno fa in occasione del 70esimo anniversario aveva definito il giornale “una voce che guarda alle attese di forze vive della società, al lavoro per l’innovazione e il progresso, energie che non rinunciano all’esercizio della critica, impegnate nell’affermazione del principio di legalità, in un contesto spesso difficile”.

E allora, come ha ricordato ieri la scrittrice Silvana Grasso, non possiamo che augurare “lunga Vita alla Sicilia e a La Sicilia che, da 78 anni, con rigore passione e metriòtes ci “racconta” il presente senza presunzione di profezie né ciarlataneria di tarocchi, una magnifica avventura che ricomincia ogni mattina, seguendo i ritmi di madre natura, in edicola o al bar, cappuccino caffè cornetto e, lei, La Sicilia”.