"Il cerume è il risultato del duro lavoro di due tipi di ghiandole che si trovano nel terzo più esterno del condotto uditivo: quelle sebacee, che producono sebo, e le apocrine modificate ceruminose, a cui si deve la 'fabbricazione' della sostanza base che forma il cerume". A parlare, dalle pagine del "Corriere della Sera", è Claudio Albizzati del servizio di otorinolaringoiatria dell’ospedale Multimedica di Milano. Le ghiandole apocrine sono simili alle ghiandole mammarie, per questo più vengono toccate, più cerume producono, motivo per il quale non bisogna pulirsi le orecchie. Le cellule all’interno del canale uditivo infatti sono uniche nel corpo umano, perché migrano. L’orecchio ha un sistema tutto suo per tenersi pulito, simile a un nastro trasportatore che spinge la cera verso l’esterno. Si ritiene che i normali movimenti della mandibola (mentre mangiamo o parliamo) diano origine a questo processo.

A COSA SERVE IL CERUME

"Prima di tutto funziona come lubrificante. Ooi impedisce, fra l’altro, l’ingresso di insetti e altro materiale indesiderato, infine è una barriera contro le infezioni da funghi e probabilmente anche da quelle sostenute da batteri. Dovrebbero essere argomenti sufficienti a convincerci che la produzione di cerume è indice di un orecchio sano e non di un orecchio sporco". La protezione contro gli insetti è dovuta alla natura appiccicosa della sostanza base del cerume, mentre quella contro le infezioni è dovuta alla lisozima, un enzima antibatterico.

Altro particolare: "Non tutti produciamo lo stesso cerume". Spiega il professore: "Quello di caucasici e neri è diverso per consistenza da quello degli asiatici, che peraltro manca del caratteristico odore. Non sorprende quindi che questa vituperata secrezione sia servita anche per studiare migrazioni di popolazioni". La distinzione è tra due tipi diversi di cerume: secco o cosiddetto "a squame", proprio degli asiatici e umido o "appiccicoso" proprio delle altre popolazioni e la diversità è dovuta a uno specifico gene.

PULIZIA DELLE ORECCHIE: COSE DA SAPERE

Evitiamo se vogliamo sentire bene. Non è l’invito a un’igiene approssimativa. Detergere bene il padiglione è sacrosanto, ma fermiamoci lì: il condotto uditivo lasciamolo stare, perché se la cava bene da solo, salvo eccezioni, e non gradisce intrusioni. Chi pensa di levarsi il cerume dall’orecchio non si fa affatto un favore. Va bene – si dirà – ma quando è troppo è troppo: se forma un tappo finisce che ci impedisce di sentire bene e magari ci fa venire anche le vertigini o ci fa sentire i fischi. Vero, però se bisogna proprio toglierlo meglio non fare da soli. "Normalmente il cerume migra da solo verso l’esterno, insieme con la pelle del condotto uditivo, in piccole scaglie, senza bisogno di nessun intervento – spiega Claudio Albizzati – Se però ristagna e diventa un tappo, va rimosso da uno specialista, con idonei mezzi meccanici o con aspirazione". Spesso questo procedimento però si rende necessario solo nel caso di persone che portano apparecchi acustici che impediscono all’orecchio di svolgere le sue normali funzioni, come quella della pulizia.

METODI

I bastoncini di cotone
"Vanno benissimo per altri usi, se però si introducono nel condotto uditivo per togliere il cerume c’è il rischio che invece lo spingano più in fondo", dice il professor Albizzati. "Fra l’altro anche toccare continuamente la zona non fa altro che incrementare la produzione del cerume perché si verifica un effetto mungitura nei confronti della ghiandole apocrine, che così aumentano la loro attività". 

Il lavaggio auricolare 
"Il lavaggio auricolare praticato con siringa, anche se tradizionale può dare luogo a complicazioni come acufeni, rottura del timpano e lacerazioni del condotto, stando a un recentissimo studio scozzese, in un caso su mille, cioè moltissimo, visto quanto è diffusa questa procedura". 

La "speratura dell’orecchio"
È una pratica della medicina alternativa che utilizza una candela fatta come un tubo cavo di cera d’api o paraffina da inserire nell’orecchio e bruciare all’estremità esterna. L’idea è che il calore all’interno della candela attiri il cerume fuori dal condotto uditivo. Una teoria assolutamente non suffragata in alcun modo.

La micro-aspirazione
Il metodo più usato (e con successo) dallo specialista è la micro-aspirazione, con l’intera procedura che viene eseguita mentre di guarda nel condotto uditivo con un microscopio.