35.000 euro per ogni intervista, 2.000 euro per la presenza a Domenica Live, 'regalini' di vario tipo, persino il pagamento delle cure mediche: è un vero e proprio prezziario quello approntato dalle reti Mediaset per assicurarsi alle proprie trasmissioni la presenza dei familiari di Veronica Panarello, accusata di aver ucciso il figlio Loris Stival, il cui corpo è stato trovato lo scorso 29 novembre in un canalone a Santa Croce Camerina.
La Procura di Ragusa ha depositato tutte le carte dell'accusa: così sono spuntate le intercettazioni della madre e della sorella di Veronica, insieme ai compensi per le interviste. Polizia e carabinieri che hanno intercettato i familiari di Veronica Panarello hanno ascoltato anche le conversazioni tra la madre e la sorella della donna e i redattori dei programmi.
Sarebbero testimonianze pesanti. Secondo quanto riportato da Repubblica Palermo:
Per giorni e giorni sono le protagoniste di tante trasmissioni, soprattutto di Mediaset e le conversazioni intercettate, fanno dire agli inquirenti che " la morte di Loris per l'intera famiglia Panarello è diventato un business economico". I magistrati ricostruiscono un vero e proprio tariffario delle comparsate tv dei familiari di Veronica e intercettano anche Barbara D'Urso mentre, per convincere la mamma di Veronica a tornare in trasmissione per sostenere la tesi innocentista, dice: "Dobbiamo rimanere sul pezzo, perchè altrimenti l'opinione pubblica si convince che Veronica è davvero colpevole".
Ancora, madre e sorella di Veronica avrebbero detto di lei:
Lei è capace di tutto. E' una ragazza difficile, molto difficile. E' pazza, è un pericolo per tutti, ha una cattiveria con tutti. Non dovevano lasciarla da sola con i bambini.
Dalle intercettazioni, ai colloqui in carcere tra la donna e il marito Davide Stival, i toni si mantengono drammatici: "Tu mi devi dire che il bambino a scuola non glielo hai portato" – avrebbe urlato il papà di Loris nel parlatorio del carcere di Agrigento. Veronica ha continuato a dire di aver portato il bimbo a scuola: "Io mi ricordo di averlo portato a scuola e basta. Io non l'ho ucciso, voglio scoprire la verità, cercano solo su di me come se fossi il mostro".
Fonte: Repubblica Palermo
