Cibi e abbronzatura: smentiamo alcuni luoghi comuni

Cibi e abbronzatura, davvero sono così correlati? È vero che l'alimentazione riesce a predisporci meglio alla produzione di melanina, la sostanza stimolata durante l’esposizione al sole, che dona il colore scuro alla nostra pelle. Viva le carote allora. Assolutamente sì, ma occhio a un particolare: apportano un particolare nutriente, il beta carotene, che se assunto in eccesso riesce a colorare di arancione la pelle, ma in questo caso si tratta di accumulo di carotene e non di abbronzatura.

Il beta carotene, quando ingerito in eccesso, viene assimilato e depositato al livello dell’ipoderma (un livello profondo della pelle) dove si trovano le nostre cellule adipose (grasso). Qui si accumula fungendo da zona di deposito, in grado di rifornire il derma di questa preziosa sostanza capace di contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi, proteggendo così la pelle da un invecchiamento precoce per blocco dell’attività dei radicali liberi in eccesso. Quindi è bene ingerire quotidianamente carote soprattutto nel periodo estivo, magari sotto forma di centrifugato.

La seconda regola da seguire è quella di bere molta acqua fuori dai pasti, fino a 2 litri al giorno (magari anche 4, come nel caso di una ragazza "particolare"), e se il caso integrare con integratori idrosalini. Per gli alimenti, si consiglia di prediligere frutta e verdura di colore rosso intenso, giallo o arancione, ma soprattutto pomodori maturi per il loro contenuto in polifenoli (sostanze antiossidanti), sali minerali e licopene, una molecola antiossidante dalle ormai note proprietà antitumorali. Consigliati anche spinaci, sedano, limone e mele.
 

Fausto Rossi