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L’area attorno alla lapide che commemora la terribile esplosione del 19 luglio 1992, in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e la sua scorta, è diventata una colonia per gatti, con resti di cibo e feci. Il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, ha deciso di rendere pubblica questa situazione, esprimendo la sua preoccupazione e il suo disappunto.

Salvatore Borsellino sottolinea di non avere nulla in contrario a un luogo di accoglienza per gli animali, ma chiede rispetto per il significato e la sacralità di quel posto. Lamenta che un luogo simbolo come questo sia stato trasformato in una colonia per gatti, senza che si siano trovate alternative più adeguate per accogliere gli animali.

Nella sua dichiarazione, Borsellino si chiede se non ci sia un’altra soluzione per offrire ai gatti un rifugio e cibo, senza compromettere l’integrità e la dignità di quel luogo di memoria. Ha riferito di aver trovato piccoli ricoveri improvvisati, realizzati con materiali come polistirolo o mattoni, e numerosi piatti contenenti resti di cibo lasciati intorno alla lapide.

Questa denuncia di Salvatore Borsellino mette in luce l’importanza di preservare i luoghi di memoria e di rispettare il loro significato storico. Invita a trovare soluzioni più adeguate per garantire la cura degli animali senza compromettere la memoria delle vittime di eventi tragici come la strage di via D’Amelio.

La reazione del Comune

Rassicurazioni per un intervento immediato sono arrivate dal vicesindaco del Comune di Palermo Carolina Varchi, a cui lo stesso Borsellino, subito dopo la pubblicazione del post aveva inviato un messaggio: “Sono d’accordo con te e mi occuperò anche di questo, il benessere animale può coniugarsi con il decoro”, ha scritto Varchi.

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