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Il Teatro Ditirammu presenta la prima parte della stagione Oper’Arte 2026 dal titolo emblematico Cu mancia fa muddichi, un ricco cartellone pensato dalla direttrice artistica Elisa Parrinello con l’intento di lasciare tracce, briciole di bellezza, di memoria e di futuro attraverso la rappresentazione dal vivo.

Dal 21 marzo al 20 giugno saranno tre le sedi, Teatro Ditirammu alla Bottega 5 dei Cantieri Culturali della Zisa (via Paolo Gili, 4), Teatro Apparte (via Antonio Furitano, 5a) e Teatro Libero (salita Partanna, 4), che ospiteranno di volta in volta le attività rivolte ad un pubblico di famiglie, piccolissimi e giovani spettatori con spettacoli della tradizione, rassegne a tema e l’imperdibile appuntamento per la settimana Santa con il tradizionale Martorio, in scena da venticinque anni.

«Il titolo di questa stagione, Cu mancia fa muddiche, nasce da un’idea semplice e potente che ci accompagna ogni giorno – dichiara Elisa Parrinello. Crescere significa lasciare tracce, fare esperienza, sporcarsi le mani con l’arte per scoprire chi siamo.

Stiamo raccogliendo risultati che ci emozionano profondamente. Progetti come “Che me ne faccio io del Teatro” stanno vivendo un riscontro straordinario nelle scuole, coinvolgendo bambini e ragazzi non solo nell’andare a teatro ma nel fare teatro, nel sentirlo come uno spazio proprio, necessario, vivo. Questo per noi è il traguardo più importante: trasformare il pubblico in una comunità attiva, curiosa, partecipe. Insieme all’Associazione Ditirammu, da oltre trent’anni impegnata nella valorizzazione delle tradizioni popolari siciliane attraverso canto, musica, danza e narrazione, continuiamo a portare avanti una visione che unisce tradizione e innovazione, radici e contemporaneità».

Mantenendo saldo il timone che vede il passato non come memoria immobile ma come materia viva che parla ai giovani con linguaggi nuovi, Parrinello aggiunge: «Il teatro per bambini e ragazzi non è solo spettacolo, è spazio protetto, luogo di socializzazione, laboratorio emotivo. È gioco che diventa scoperta, esperienza che diventa consapevolezza. Nei nostri percorsi ogni giovane può trovare la propria voce: nella recitazione, nel canto, nella musica, nella danza, nella scenografia, nelle arti artigianali. Non formiamo soltanto attori o spettatori, ma persone più sicure, sensibili e capaci di ascolto».

A tutto ciò si aggiunge la potenza della lingua siciliana: «Il nostro lavoro restituisce dignità e forza alla cultura di quest’Isola, grazie alla fusione con forme sceniche attuali, inclusive e accessibili alle nuove generazioni. Continueremo a seminare arte perché siamo convinti che il teatro sappia ancora parlare ai giovani con autenticità e forza, offrendo loro uno spazio in cui sognare, creare e riconoscersi».

Diciassette gli spettacoli, di cui sei nuove produzioni, che confermano il Teatro Ditirammu come unica impresa di produzione del teatro per l’infanzia e la gioventù in Sicilia, riconoscimento conferito dal Fondo nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) per il triennio 2025/2027.

La rassegna comincia sabato 21 marzo alle ore 17.30 (con replica il 22 alla stessa ora) alla Bottega 5 dei Cantieri Culturali della Zisa, con Kirit, scimmietta gentile di Mauro Li Vigni, adattamento e regia Marzia Molinelli, con Livia Modica, Brigida Petruso, Sofia Lupo, Dalila Galati, Flavio Modica.

Nel cuore dell’India, tra i templi sacri di Galta-Ji, vive Kirit, un giovane macaco vivace e irrequieto, soprannominato il “terremoto dei templi”. Dispettoso, curioso e sempre in cerca di attenzioni, Kirit mette a dura prova la pazienza dei pellegrini, dei bramini e soprattutto di sua madre Jita. Il suo più grande desiderio è diventare forte, ricco e rispettato, convinto che solo così potrà essere ammirato da tutti.

Sabato 28 alle ore 17.30 (con replica il 29 alla stessa ora), segue Clowns in viaggio con Virginia Viviano, Vinicius Ibanez, Violeta Ibanez. Lo spettacolo mette in primo piano la mimica, il corpo e la manipolazione di oggetti nel raccontare di un viaggio o meglio, della sua attesa, nella quale sogni e desideri si intrecciano con la noia, generando invenzioni e piccoli stratagemmi per superarla. Un percorso scenico che parla d’amore per il mondo e per le sue infinite sorprese.

In occasione della Pasqua torna in scena sabato 4 aprile alle ore 21.00 e domenica 5 aprile alle ore 18.30 Martorio – Parti di La Simana Santa, scritto da Vito Parrinello, Rosa Mistretta e Fabrizio Lupo, interpretato da Filippo Luna, Elisa Parrinello, Giovanni Parrinello, Nico Podix, Massimo Vella, Rosalia Raffa, Serena Cosentino, Gabrio Bevilacqua. La pièce è una rappresentazione che la Compagnia del Teatro Ditirammu porta in scena come rito collettivo di memoria e devozione. Lo spettacolo rilegge con intensa forza poetica gli ultimi istanti della vita di Gesù, mettendo al centro il dolore straziante della madre Maria.

Martorio non è solo teatro, è un atto di fede laica, un momento di condivisione comunitaria in cui il sacro si fa carne, voce e memoria.

Il terzo weekend di aprile appuntamento il 17 e 18 alle ore 21.00, domenica 19 alle ore 18.30, con Liberi di ridere scritto e interpretato da Marco Li Vigni. Nello spettacolo si alternano monologhi comici a momenti pratici di Yoga della Risata, ponendo al centro della performance il potere della risata e del respiro consapevole. Il pubblico non è semplice spettatore ma parte attiva di un percorso ludico e coinvolgente.

Un vero e proprio Cultural show in cui il racconto dei benefici della risata si fonde con le situazioni quotidiane e i momenti di comicità leggera.

Domenica 26 aprile alle ore 17.30 prende il via la rassegna Ta Dà…, un ciclo di spettacoli a data secca le domeniche rivolto ai più piccoli.

Apre Il Pianeta delle stelle scritto e diretto da Piero Tutone che lo interpreta anche, insieme a Carlo Di Vita e Giulia Tomasino.

Nel silenzio del cielo Zeus ha spento tutte le stelle, deluso dagli uomini che hanno dimenticato di guardare verso l’alto. Solo una luce resta viva: Astra, giovane ninfa danzante, ultimo battito luminoso dell’universo. Ermes, il messaggero degli dei, tenta di convincere Zeus a ridare al mondo la luce ma il sovrano dell’Olimpo pone una condizione: se esiste ancora una scintilla di umanità capace di meravigliarsi, dovranno trovarla e portargliela prima che sorga il nuovo giorno.

Segue domenica 3 maggio alle ore 17.30 Il piccolo Shakespeare di Carlo Di Vita, in scena anche insieme a Margherita Scrima, con la partecipazione di Yara Baruffato, Federico Grimaudo e Alessandro Prestimonaco.

Esiste una tesi secondo la quale il celebre autore William Shakespeare fosse tale Michelangelo Florio, figlio di Giovanni Florio e della nobile messinese Guglielma Scrollalancia (o Crollalancia). Shakespeare quindi… era siciliano? Lo racconterà il nostro “piccolo Shakespeare” insieme Yaya e Carletto e agli strampalati personaggi fuori dal comune della compagnia “Errabonda”.

Domenica 10 maggio alle ore 11.30 è in scena la nuova produzione Rita e la pianta dei cappelli di Francesca Picciurro che lo interpreta insieme a Laura Geraci, Laura Faraone; aiuto regia Teri Demma.

Rita è una bambina molto intelligente e studiosa, a causa della sua fisicità non corrispondente ai canoni imposti dalla società viene bullizzata dai suoi compagni di scuola. Rimane spesso a casa e dedica il suo tempo alle piante, sue uniche amiche. Un giorno da sola a casa si trova al cospetto della bellissima farfalla Virginia che le regalerà la pianta dei cappelli per aiutarla a superare i problemi legati alla socialità e all’accettazione di se stessa. Ogni cappello ha un significato. Raccogliendo i vari cappelli dalla pianta si imbatterà in vari personaggi che le consegneranno qualcosa che la condurrà alla conquista del cappello multicolore, grazie al quale potrà affrontare i suoi compagni.

Il 15 e 16 maggio (rispettivamente alle ore 21.00 e alle ore 17.30) la programmazione si sposta al Teatro Apparte con Nicù e la Bella e la bestia di Elisa Parrinello. In scena insieme a Parrinello Piero Tutone, Adele Balsamo, Carlo Di Vita, Marco Li Vigni, Francesco Maria Stabile e gli allievi del Ditirammu Lab; video mapping Peppe Scozzola, scene e costumi Elisa Parrinello.

Lo spettacolo racconta la storia di un principe superbo ed egoista che, per punizione, viene trasformato in una bestia da una fata, proprio come nella celebre fiaba de La Bella e la Bestia.

Nicù, come sempre, rielabora la fiaba a suo modo riscrivendola con uno sguardo moderno e attuale, più vicina alla sensibilità di oggi, per coinvolgere ancora di più bambine, bambini e giovani spettatori, invitandoli a riflettere sull’importanza dell’amore, della gentilezza e della capacità di guardare oltre le apparenze.

Domenica 17 maggio alle ore 17.30 riprende la rassegna Ta Dà… alla Bottega 5 dei Cantieri culturali della Zisa con Chiovi, chiovi, chiovi, scritto e diretto da Elisa Parrinello, con Noa Flandina, Giulia Pino, Simone Ruvolo, Serena Sabatino.

La Sicilia è una terra ricca di miti e leggende ma soprattutto di luoghi che hanno ispirato la nascita di affascinanti racconti: principesse, paladini, divinità greche e ninfe sono i protagonisti principali dei racconti di questo spettacolo musicale dedicato ai bambini.

Nel penultimo weekend di maggio, sabato 23 alle ore 21.00 e domenica 24 alle ore 18.30, va in scena Nel nome di Maria, regia di Chiara Gambino che lo interpreta insieme a Giada Baiamonte.

Lo spettacolo rielabora un fatto di cronaca legato alla mafia avvenuto a Palermo il 14 novembre del 1982. La domanda che ha preceduto la stesura drammaturgica è stata: “Sarebbe potuto andare diversamente?”. Maria Lo Bello protagonista del racconto risponde inconsapevole a questa domanda per tutto lo spettacolo con un flusso di coscienza autentico e ironico, fragile e disincantato raccontando l’incontro, e in seguito l’amore, con Calogero Zucchetto (Lillo), poliziotto della Squadra Mobile di Palermo.

Dal 29 maggio ci si sposta al Teatro Libero dove va in scena alle 18.30 Momo match finale (replica il 30 alla stessa ora), scritto e diretto da Pietro Tutone, con gli allievi del laboratorio teatrale permanente DitirammuLab; coreografie Patrizia Veneziano.

In una città indefinita viveva una bambina riccia e ribelle, Momo era il suo nome. Non aveva niente, neanche un parente e non si sapeva da dove venisse, eppure presto la gente si affezionò a lei, per il suo modo di fare. Momo era proprio speciale perché sapeva ascoltare. E sapeva farlo talmente bene da far tornare alla memoria cose dimenticate, guarire silenzi troppo lunghi, fermare per un momento anche il tempo. Ma non era sola. C’era Cassiopea, la tartaruga che vedeva un po’ avanti nel tempo….

Il 18 giugno, sempre sul palcoscenico del Teatro Libero, doppio appuntamento: alle 18.30 con la nuova produzione Jolla Folk, regia di Elisa Parrinello; con Elisa Parrinello, Virginia Maiorana, Nino Nobile e gli allievi del DitirammuLab.

Attraverso brevi cunti, giochi ritmici, piccole danze e cori semplici, i bambini raccontano il ciclo delle quattro stagioni secondo un antico almanacco di usi e ritualità. Il repertorio musicale comprende adattamenti vocali e strumentali tratti da canti di lavoro, filastrocche, preghiere e serenate, selezionati e rielaborati in forma accessibile.

Alle ore 21.00 debutta un’altra nuova produzione La storia di Palermo con la regia di Elisa Parrinello; con Antonio Adamo Vella, Virginia Maiorana, Nino Nobile e gli allievi del Ditirammu Lab.

Lo spettacolo è un viaggio teatrale e musicale che attraversa i secoli della città, dalle origini mitiche fino ai giorni nostri. Attraverso canti della tradizione popolare, narrazione, movimento scenico e quadri corali prende vita una Palermo fatta di dominazioni, incontri di culture, lotte, speranze e contraddizioni.

Il 19 giugno ancora un doppio appuntamento al Libero.

Alle ore 18.30 debutta la nuova produzione Fellini for Ever con la regia di Elisa Parrinello, che lo interpreta anche insieme ad Antonio Adamo Vella gli allievi del Ditirammu Lab.

Fellini For Ever è una commedia teatrale comica e visionaria che mette in scena il delirio creativo di un regista, Achille, schiacciato dal proprio ruolo di autore, maestro, genio e bersaglio umano.

Alle ore 20.00 appuntamento con Fasola Folk, regia di Elisa Parrinello, con Virginia Maiorana, Nino Nobile, Piero Tutone e gli allievi del Ditirammu Lab.

Spettacolo sulle tradizioni popolari delle quattro stagioni, secondo un antico almanacco di usi, costumi e ritualità popolari; un repertorio musicale che si arricchisce di danze tipiche siciliane come la Fasola, la Contraddanza, le tarantelle insieme ai canti, i racconti, le leggende popolari trascritte tra l’’800 e il ‘900, di raccolte e di catalogazioni effettuate dalla famiglia Parrinello che includono canti di lavoro, di preghiera, di scongiuri, di note d’amore per la donna amata, di serenate e matinate, le Cialome della mattanza, canti dei pescatori di corallo e altre espressioni della cultura popolare siciliana.

Gli appuntamenti del 20 giugno, sempre ospitati dal teatro Libero, chiudono la prima parte della stagione 2026.

Alle ore 18.30 debutta la nuova produzione Tirichitolla Folk con la regia di Elisa Parrinello; in scena Virginia Maiorana, Nino Nobile, Carlo Di Vita e gli allievi del Ditirammu Lab.

Performance dedicata al patrimonio orale e coreutico siciliano, articolata come un racconto per stagioni che segue un antico almanacco di pratiche e ritualità. Gli interpreti adulti affrontano un repertorio completo, includendo cunti di tradizione, canti di lavoro, preghiere, scongiuri e serenate, con attenzione alle fonti documentate tra Ottocento e Novecento.

Alle 20.30 ancora un debutto con OverLisistrata, regia di Dario Muratore che lo interpreta anche insieme gli allievi del Ditirammu Lab.

In un mondo lacerato dai conflitti dove il potere maschile, impulsivo e bellico, coltiva solamente odio e competizione Lisistrata, personaggio audace e imprevedibile, chiama a raccolta le donne di tutte le città greche. Con astuzia e determinazione propone uno sciopero del sesso: nessun piacere finché gli uomini non depongano le armi. In OverLisistrata il comico si intreccia al tragico della guerra per mostrarci come la vera rivoluzione nasca dal coraggio di non fermarsi, andare avanti, nell’accettazione di se stessi, nel rifiuto di ogni violenza. OverLisistrata è una ribellione ironica e potente dove la carne diventa strumento di lotta e il corpo arma di pace, un inno al femminile oltre qualsiasi età.

I biglietti degli spettacoli (da euro 5 a 12, con riduzioni sul secondo acquisto in alcuni casi) si possono acquistare online attraverso il sito www.teatroditirammu.it oppure ai botteghini sul posto.

La Stagione “Cu mancia fa muddichi” è realizzata grazie al sostegno del Ministero della Cultura (MIC) Direzione Generale Spettacolo dal Vivo, dell’Assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo e dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana.

In allegato la stagione 2026 con calendario e sinossi complete, costo biglietti e riduzioni, foto degli spettacoli.


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