"Caro Signor Questore, sia orgoglioso di avere questi uomini, nonché angeli in divisa, che portano in alto tra la gente il nome della Questura di Palermo e dell’intera polizia di Stato". A scrivere sono i genitori di un bambino nato lo scorso maggio, grazie al provvidenziale intervento dei poliziotti. La mamma era, in procinto di partorire, ma era rimasta bloccata nel traffico durante la corsa in ospedale.

I genitori del piccolo Francesco – questo il nome del bimbo – hanno cercato a lungo di rintracciare i poliziotti che li avevano aiutati in quella circostanza. Grazie anche alla pagina Facebook della Questura di Palermo, sono riusciti ad abbracciare tra le lacrime gli agenti e hanno scritto una lettera al Questore.

I fatti risalgono allo scorso 23 maggio e a raccontare i dettagli è proprio la polizia. "Una corsa contro il tempo tra le auto imbottigliate nel traffico per le commemorazioni per la strage di Capaci. Poi l’arrivo in ospedale, le cure dei medici e la nascita del piccolo Francesco. Quello dello scorso 23 maggio è stato un intervento degno della sceneggiatura di un film. Tutto è iniziato quando gli agenti dell’unità operativa pronto intervento, dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico si sono accorti che, all’interno di una vettura bloccata nel traffico, stava accadendo qualcosa di grave".

"A bordo della macchina – raccontano dalla polizia – c’erano una donna, alla trentaseiesima settimana di gravidanza, ormai in procinto di partorire e il marito che, alla guida, tentava disperatamente di raggiungere l’ospedale. I poliziotti hanno notato che qualcosa non andava e si sono avvicinati. Appena hanno capito che era in corso un parto prematuro e che non bisognava perdere altro tempo, hanno provveduto a far spostare le auto che ingombravano la carreggiata".

“L’intervento dei poliziotti –  hanno spiegato i medici dell’ospedale – è servito probabilmente a salvare la vita sia alla donna che al bimbo che portava in grembo. Così facendo gli hanno permesso di arrivare in tempo per sottoporli agli interventi necessari”.