Dipendenti pubblici, arriva l’aumento: 85 euro in più al mese

Raggiunta l'intesa che sblocca, dopo sette anni, la contrattazione per 3,3 milioni di dipendenti. Con il governo firmano Cgil, Cisl e Uil. Previsto un aumento medio di 85 euro al mese, per un impegno complessivo di 5 miliardi di euro a regime. Marianna Madia, ministro della Pubblica amministrazione, parla di un patto "innovativo" che mette fine ai "premi a pioggia" e promuove la "lotta all'assenteismo", ridando "spazio alla contrattazione".

L'aumento, chiarisce il ministro, è "medio" perché andrà poi graduato sui diversi livelli di reddito, con "una maggiore attenzione e un maggiore sostegno ai redditi bassi". L'obiettivo dichiarato dell'intesa è infatti "ridurre la forbice" retributiva, senza "penalizzazioni" per chi rivede il bonus Irpef. Renzi parla di "riconoscere il merito, scommettere sulla qualità dei servizi".

"Buste paga più pesanti e più qualità per il lavoro e i servizi pubblici", dice la leader della Cisl Annamaria Furlan, evidenziando l'accento che sarà dato al secondo livello di contrattazione, dove si gioca la partita della produttività. Si apre inoltre alla previdenza e alla sanità integrativa, con la revisione di incentivi fiscali ad hoc. "Un accordo così un anno fa ce lo potevamo sognare", fa notare il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo, spiegando che in conclusione è stata trovata anche una soluzione per il mantenimento del bonus 80 euro: c'è un salvagente che sarà messo a punto in sede di contrattazione, quando verrà messa mano anche alla scala parametrale.

Non a caso il sottosegretario alla Pubblica amministrazione, Angelo Rughetti, parla di "un cambio di paradigma rispetto al passato quando chi guadagnava di più prendeva di più". Uno dei nodi, su cui la trattativa a un certo punto si è incagliata, è stata la sovrapposizione tra l'aumento contrattuale e il bonus Irpef, che comunque, specifica Madia, riguarda una platea "non superiore ai 200 mila" dipendenti. Le parti quindi garantiscono che nulla andrà perso, anzi il ministro parla di "un effetto domino a favore della redistribuzione del reddito".

 

Fausto Rossi