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È il titolo di un nuovo straordinario documentario di Maria Grazia Lo Cicero e Pina Mandolfo, che racconta la nuova Sicilia attraverso voci e storie di donne. In particolare, la Mandolfo è autrice e co-sceneggiatrice del film «Viola di mare», vincitore nel 2009 del Nice festival di New York, San Francisco e Mosca e del premio Capri. Mentre insieme, con «Silenzi e bugie», hanno vinto il film festival di Torino e la Targa Cias. È  un omaggio alla Sicilia e alle sue donne, la riscoperta orgogliosa e tormentata  di un'identità femminile e siciliana.«Avendo per tutta la vita inseguito il miraggio di un nord geografico e simbolico, ormai felicemente naufragato – scrivono le due autrici a chiusura del loro lavoro – abbiamo capito che la nostra specificità di oggi, l'eccentricità del nostro essere, la dobbiamo, in massima parte, alle nostre origini, alla nostra storia in questo sud e alle sue donne. Madri, nonne, zie, sorelle, comari, potente nucleo collettivo e depositarie di riti e tradizioni che esse sole condividono».
Le immagini della Sicilia fatta di meravigliosi paesaggi marini e vulcanici fanno da sfondo al racconto di donne: la storica, la scrittrice, la poetessa, la sindaca, la consigliera comunale, ognuna delle quali racconta di una Sicilia che cambia proprio attraverso le donne: Emma Baeri, Maria Attanasio, Marilena Monti, Marinella Fiume, Grazia Giurato, Antonella Monastra e tante altre. “Donne coraggiose, – scrive Pinella Leocata – avanguardia nelle lotte e nella ricerca femminista, donne che hanno ritessuto attraverso storie e romanzi i legami dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo e con essi le proprie radici. Donne che non si sono tirate indietro di fronte all'impegno politico quando tutto sembrava crollare e i cittadini, esasperati, cercavano figure di riferimento in cui riporre fiducia e speranza.”
Storie di donne che, prime in Italia, hanno infranto i codici mafiosi e si sono ribellate, pagando un prezzo altissimo, come Rita Atria, suicida dopo la morte del giudice Borsellino.  O Michela Buscemi che ha denunciato gli assassini dei fratelli e, nonostante le minacce, ha continuato a lottare contro la mafia. Storie di tante altre donne che hanno rotto il patto di omertà e di sudditanza trasformandosi in grandi accusatrici, come Felicita Impastato.  Per finire con le «Mamme No Muos» in lotta a tutela della salute dei propri figli e contro un sistema di guerra che porta la morte ad altri bambini del mondo. Il filmato racconta un Sud che cambia proprio perché cambiano le sue donne.

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M.F.