Un fungo parassita, che viene usato come afrodisiaco paragonabile al Viagra, rischia di scomparire dalla faccia della Terra. Si tratta dello yarsagumba, che si trova nelle zone dell'Himalaya e viene raccolto tra maggio e luglio ogni anno dai contadini locali, costituendo una notevole fonte di reddito. Tutto è partito negli anni '80, quando il potere afrodisiaco del yarsagumba si è diffuso tra le popolazioni asiatiche non solo in Himalaya, come in Cina e a Singapore, giungendo presto negli Stati Uniti e oltre.

Una diffusione capillare, tant'è che oggi si parla di "viagra naturale" (ben oltre il caffè, per intenderci). Nel 1993, in particolare, questa fama è giunta in tutto il mondo, grazie alla performance di certi corridori cinesi in alcune gare su pista: il loro allenatore attribuì il merito proprio allo yarsagumba. Sebbene i maligni ventilarono lo spettro del doping, la reputazione del fungo crebbe a dismisura.

Crescendo la domanda, è cresciuto anche il prezzo del fungo e quindi il guadagno dei "raccoglitori" che vanno a caccia dello yarsagumba su e giù per le valli a ridosso della catena himalayana, che comprende la zona del Nepal, l'India settentrionale, il Bhutan, il Tibet e la Cina. Mentre prima i raccoglitori erano diverse migliaia, oggi sono scesi a qualche centinaio, proprio per la scarsità del fungo nell'ultima stagione. Va ricordato che quest'attività ha permesso a molti di accedere all'istruzione, alle cure mediche e in molti casi addirittura all'elettricità.

Di certo il prezzo del fungo raggiunge livelli record: arriva a 50.000 dollari e il reddito procapite dei proventi da yarsagumba di ogni raccoglitore ammonta a 2.500 dollari, il 56% del suo reddito totale annuo.