Sarà il giudice a stabilire se quanto accaduto a Enna può ritenersi un episodio di malasanità. Un ragazzo di 13 anni è morto dopo essere stato ricoverato all'ospedale Umberto I e, secondo quanto sostenuto da una denuncia presentata alla procura della Repubblica, ai familiari non era stata comunicata alcuna diagnosi.

Calogero Tropea, questo il nome del giovane, era stato ricoverato nella giornata di martedì 1 settembre ed è deceduto domenica 6 settembre. Da alcuni giorni accusava febbre e malessere: in un primo momento il medico di famiglia aveva attribuito i sintomi a una forma influenzale, ma le condizioni sono peggiorate. La febbre era aumentata ed erano giunte alcune convulsioni, quindi il ragazzo era stato trasportato in ospedale: qui, i medici avrebbero spiegato che per precauzione il tredicenne sarebbe stato ricoverato in rianimazione e che sarebbe stato sedato per scongiurare altre convulsioni.

Soltanto il giorno dopo i genitori avrebbero appreso che il figlio era entrato in coma: un'infermiera l'avrebbe riferito alla madre, che si era recata in ospedale per visitarlo. Come spiegato dal legale dei familiari, ieri mattina ai genitori era stato comunicato che i valori si erano normalizzati. Alle 18.30 il giovane è stato trasportato dalla rianimazione alla sala Tac, dove sarebbe rimasto per una decina di minuti, quindi riportato in rianimazione.

Alle 19.30 è stato comunicato ai familiari il decesso. L'avvocato ha chiesto il sequestro della cartella clinica e della documentazione ospedaliera, spiegando che ai familiari non è stata comunicata alcuna diagnosi durante i 6 giorni di ricovero.