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Ernesto Basile e la Sicilia

Esponente del Modernismo internazionale e del Liberty, architetto, figlio d’arte: Ernesto Basile.
Nato a Palermo nel 1857 e subito instradato alla professione, prima attraverso l’iscrizione alla scuola di architettura e poi, presso la cattedra che suo padre, Giovan Battista Filippo Basile, quello del Teatro Massimo di Palermo, deteneva presso la Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri e Architetti dove suo figlio si laureò.

Dopo la morte del padre, nel 1891, Basile concluse l'opera più importante della Palermo dell’epoca, il Teatro Massimo. Il più grande edificio teatrale lirico d'Italia, e uno dei più grandi d'Europa (7.700 metri quadri di gusto neoclassico), fu iniziato nel 1875 dal padre di Basile e completato, anche nei disegni, dal figlio, che grazie a questa commissione conobbe poi alcuni dei suoi più importanti collaboratori nell’ambito del Liberty di Palermo: il pittore Ettore De Maria Bergler, e Vittorio Ducrot, imprenditore dei Cantieri Culturali alla Zisa e designer.

Il giovane Basile continuò a lavorare nella sua città per tutta la vita spostandosi per tutta l’Italia meridionale e altre città della sua regione e non solo. Destreggiandosi tra diverse commissioni, fu dapprima protagonista del Modernismo a Torino, poi a Milano, poi a Messina. Adottato da Roma, Basile si mise alla lavorazione di alcune dimore signorili e dell'ala nuova di Montecitorio, inclusa l’aula del Parlamento (1902-1927).

I suoi studi, erano improntati sulla necessità di fondere le tradizioni consolidate (in particolare gli stili arabo-normanno e rinascimentale caratteristici della Sicilia) con nuove possibilità tecnologiche, sperimentazioni artistiche e architettoniche. In Belgio c’era Victor Horta, Antoni Gaudí presidiava Barcellona, Otto Wagner, Vienna e in Italia, Basile. La sua Villa Florio dell'Olivuzza (1899-1900), fu il primo esempio di opera modernista costruito nella Penisola; seguì a ruota Villa Igiea (1899-1900).

Villa Florio, è la residenza della famiglia Basile che ancora oggi si staglia sul viale Regina Margherita di Palermo. La struttura che ci ammicca dalle sue altezze, è stata restaurata di recente a seguito di un incendio, nel ‘62. Nel progetto originale, Basile aveva unito elementi di diversa provenienza, come la torretta presa a prestito dai castelli della Loira, le capriate tipiche dell’architettura nordica, e i bugnati rinascimentali; tutti elementi uniti con grande eclettismo e armonia in un unico luogo, come a fornire un percorso tra arte e bellezza. Ad esso fa seguito Villa Igiea, albergo 5 stelle superiore di Palermo situato sopra il porto dell’Acquasanta. Inizialmente villa privata, Basile lo trasformò in un perfetto esempio di Art Nouveau, dopo averlo acquistato come edificio neogotico. Giardino esotico, pareti decorate con pitture e arredamenti in stile floreale, sono queste le caratteristiche principali delle 134 stanze e suite lussuose del complesso, sovrastato da torrette e merli.

Ernesto Basile si dedicò anche alla progettazione d’arredi, con design d’avanguardia, che lo resero famoso in tutta Europa. Il suo talento architettonico fu messo a disposizione di molte opere, sia religiose che laiche, dell’Italia modernista: costruì Palazzo Bruno di Belmonte, ora sede comunale di Ispica, presso Ragusa, e a Canicattì, in provincia di Agrigento, il Teatro Sociale e il Villino Firriato. Sempre suo è il Villino Gregorietti, a Mondello, e il Sacrario di Pianto Romano a Calatafimi, del 1892. A Palermo, oltre a Villa Florio e Villa Igiea, ricordiamo Cappella Lanza di Scalea, sita nel cimitero di S. Maria di Gesù, Casa Utveggio, e la Chiesa di Santa Rosalia. Molteplici furono anche gli edifici ad uso commerciale, come l’Edificio della Centrale Elettrica a Caltagirone, il Palazzo delle Assicurazioni Generali Venezia (Palermo) e il Cinema-teatro Kursaal Biondo (sempre a Palermo). A Roma, Ernesto Basile realizzò anche il Caffè Faraglia e il Villino Ximenes; suo il Palazzo San Giorgio a Reggio Calabria (costruito nel 1918, completato nel 1921), la Cassa di Risparmio a Messina, il Monumento al Redentore a Caltanissetta (1900). Ma le opere di Basile non sono finite; alcune sono state demolite o andate distrutte dopo il Dopoguerra, ma tra le altre, completano il quadro anche Villino Ida Basile, sempre a Palermo (il palazzo è sede della Sovrintendenza ai monumenti), Villino Rudinì a Roma (1904-1906), il Palazzo municipale di Licata, Villa Tantillo a Modica, Villa Manganelli a Catania (1909-1914). All’estero, Basile impegnò il suo talento per Le Théâtre Municipal di Tunisi.

Morì a Palermo nel 1932. È sepolto presso il Cimitero dei Rotoli.

 

Autore | Enrica Bartalotta

Staff Siciliafan