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C’è un luogo siciliano dove il paesaggio smette di essere terrestre per diventare alieno. Non stiamo parlando di un set cinematografico hollywoodiano ma dei versanti scuri e brulli dell’Etna.

Negli ultimi anni, infatti, “Iddu” non è stato solo meta di turisti e appassionati di trekking ma è diventato ufficialmente il laboratorio a cielo aperto più importante d’Europa per l’esplorazione planetaria.

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA), insieme a partner internazionali come la DLR (l’agenzia spaziale tedesca) e l’italiana ASI, ha scelto ripetutamente il vulcano attivo più alto d’Europa per le campagne di test chiamate ARCHES. Ma perché proprio la Sicilia? La risposta risiede nella geologia unica di questa terra.

Perché l’Etna somiglia alla Luna e a Marte?

La scelta dell’Etna non è casuale. Il suolo vulcanico, composto da basalti, ceneri e flussi lavici recenti, presenta caratteristiche geologiche e chimiche estremamente simili a quelle che i rover troveranno sulla Luna (nelle zone dei mari basaltici) e su Marte.

La granularità della cenere dell’Etna simula perfettamente la regolite, quella polvere sottile e abrasiva che ricopre i corpi celesti e che rappresenta una delle sfide ingegneristiche più grandi per i mezzi meccanici. Testare un robot a 2.600 metri di quota, tra raffiche di vento, sbalzi termici e pendenze scoscese, permette agli scienziati di capire se i sensori e le ruote resisteranno alle condizioni estreme dello spazio profondo.

Le campagne ARCHES: robot che collaborano tra i crateri

Durante le recenti missioni sull’Etna, gli scienziati hanno testato sistemi di robotica collaborativa. Non si tratta di un singolo robot solitario, ma di una vera e propria “squadra” di macchine intelligenti.

Immaginate la scena: un rover principale che trasporta piccoli droni in grado di volare in atmosfera rarefatta (testando la navigazione autonoma) e bracci meccanici che installano antenne Wi-Fi sulla lava per creare una rete di comunicazione. Questi test servono a preparare la futura stazione lunare Gateway, dove la cooperazione uomo-macchina sarà fondamentale. L’Etna fornisce l’ostacolo perfetto: se un robot riesce a navigare tra le sabbie mobili della cenere vulcanica e i blocchi di pietra lavica tagliente, potrà farlo ovunque nel sistema solare.

L’impatto tecnologico e il ruolo della Sicilia

Questo legame tra la Sicilia e lo spazio non è solo una curiosità scientifica ma un volano di sviluppo. Università siciliane e aziende tecnologiche locali sono spesso coinvolte nel supporto logistico e scientifico di queste missioni. La Sicilia si conferma così non solo isola di storia e tradizioni millenarie ma anche avamposto tecnologico verso il futuro.

L’Etna, con la sua maestosità distruttrice e creatrice, si spoglia della sua veste mitologica per indossare quella della scienza moderna. Ogni volta che guardiamo una foto dei rover della NASA o dell’ESA che scavano nel suolo rosso di Marte, c’è un pezzetto di quella tecnologia che è stata “battezzata” dal fuoco e dalla cenere del nostro vulcano.

Un’esperienza “spaziale” per i turisti

Oggi è possibile per chiunque vivere un briciolo di questa emozione spaziale. Molte guide vulcanologiche offrono tour specifici nei luoghi dove sono avvenuti i test dell’ESA. Camminare nelle zone di Piano del Lago o vicino ai Crateri Barbagallo dà davvero la sensazione di essere sbarcati su un altro pianeta. Il contrasto tra il nero della lava e l’azzurro intenso del cielo d’alta quota crea un’illusione ottica che disorienta e affascina.

FAQ – Domande Frequenti

Posso vedere i rover dell’ESA sull’Etna? Le campagne di test non sono permanenti. Avvengono in periodi specifici dell’anno (solitamente tra giugno e settembre) e le aree di test sono spesso delimitate per motivi di sicurezza ma i luoghi restano visitabili con guide autorizzate dopo la fine delle missioni.

Perché usano l’Etna e non il Vesuvio? L’Etna è molto più attivo e offre flussi lavici recenti e una varietà di terreni basaltici che sono geologicamente più simili al suolo lunare rispetto alla composizione del Vesuvio. Inoltre, l’altitudine e l’estensione delle zone desertiche sommitali facilitano i test di isolamento.

I test danneggiano il vulcano? No, l’ESA opera nel massimo rispetto dell’ambiente. I rover sono alimentati elettricamente e non lasciano residui. Gli scienziati seguono rigidi protocolli per non alterare l’ecosistema del Parco dell’Etna.

Quali altri luoghi al mondo sono simili all’Etna per la scienza spaziale? Altri “analoghi terrestri” includono i campi di lava dell’Islanda, il deserto di Atacama in Cile e le isole Hawaii. Tuttavia, l’Etna è considerato uno dei migliori per la facilità di accesso e la varietà di sedimenti.