Ha suscitato non poche polemiche quanto riportato sulla guida turistica dedicata alla Sicilia edita da Feltrinelli per la collana Easy Rough Guide. Sul volume, a firma di Ros Belford, si legge, a proposito della città di Agrigento:

“Le statistiche del governo indicano che Agrigento è una delle città più povere d’Italia e non risulta una sorpresa apprendere che qui gli atteggiamenti di tipo mafioso sono ben radicati”.

E ancora:

La città “ha uno scarso senso d’identità”. “Nessun pericolo per i turisti solo una maggiore tendenza tra i ristoratori, rispetto al resto della Sicilia, a perpetrare piccole truffe come l’aggiunta di rincari per il coperto o presentarsi con degli ‘assaggi’ che non avete ordinato e poi metterveli nel conto”.

Immediata la replica di Gabriella Cucchiara, presidente Fipe Confcommercio: «Il fatto che la città di Agrigento venga indicata come una delle città più povere d’Italia non autorizza nessuno a scrivere che qui da noi gli atteggiamenti mafiosi sono ben radicati e soprattutto a far passare il messaggio a dir poco forviante che i ristoratori agrigentini tendono a truffare i turisti».

E ancora: «Gli operatori del settore sono rimasti indignati dalle accuse a loro rivolte. È grave etichettare in malo modo un’intera classe di ristoratori la cui stragrande maggioranza, facendo di tutto per soddisfare turisti e visitatori, eccelle nel proprio lavoro raccogliendo migliaia di feedback positivi».

Cucchiara, in rappresentanza di tutti i ristoratori agrigentini, ha chiesto ai responsabili della guida “una formale smentita e le dovute scuse alla città intera”.

«La guida è piena di passi sconcertanti – dice il presidente di Confcommercio Sicilia, Francesco Picarella – un’offesa ai commercianti onesti, a coloro che credono nel lavoro, a quelli che si sono battuti per anni affinché il buon nome della Sicilia non venisse necessariamente affiancato alla parola mafia. Considerazioni false ed offensive, una diffamazione che ha suscitato non poca indignazione».

«Chiederò alla casa editrice Feltrinelli di proporre a Ros Belford una riscrittura della guida sulla Sicilia più rispettosa della genuina e generosa gente di Agrigento e di Sicilia, che non merita di certo di esser qualificata in questo modo – afferma il sindaco Lillo Firetto – Soprattutto non lo meritano i tanti lavoratori che onestamente e tra tante difficoltà si guadagnano da vivere. Tutti possono impegnarsi a fare meglio e di più per rendere più bella e accogliente Agrigento, ma la città non corrisponde per niente a come viene descritta».

Le scuse del gruppo Feltrinelli

Il gruppo Feltrinelli ha risposto attraverso una nota, in cui si legge:

«Abbiamo letto con interesse le sue riflessioni in merito ad alcune descrizioni della città di Agrigento riportate nella Rough Guide dedicata alla Sicilia, distribuita in Italia dal 2008. Come Gruppo Feltrinelli prestiamo da sempre particolare attenzione alla valorizzazione di tutto il territorio del nostro Paese. Non appartiene, dunque, alla nostra identità e al nostro linguaggio qualunque intento denigratorio nei confronti di regioni e città; ancor meno quando si parla di una terra intrisa di storia e colma di bellezze come quella siciliana, che ha peraltro regalato alla nostra letteratura degli autentici capolavori».

«Feltrinelli – aggiunge la nota – è il concessionario italiano di Rough Guide, uno dei marchi più autorevoli dell’editoria di viaggio. Le Rough Guide, note per lo stile diretto e l’approccio personale al viaggio, riportano considerazioni di carattere soggettivo, frutto di un’esperienza dell’autore stesso nei luoghi raccontati. Non possiamo che ringraziarla per la segnalazione che ci ha fatto pervenire, e sarà nostra cura condividere il suo punto di vista con la sede centrale di Rough Guide a Londra, con l’obiettivo, nei limiti della dovuta salvaguardia di libertà e autonomia di pensiero, di stimolare un adeguamento, sotto un profilo sostanziale e formale, di alcune parti della guida “Sicilia” in vista di eventuali nuove edizioni italiane ed internazionali».