Festa del Tataratà (Casteltermini): una leggenda del paese di Casteltermini narra l’origine di una chiesetta appena fuori dall’abitato. Un tempo un pastore trovò un frammento della Croce con delle scritte misteriose che nessuno è mai riuscito a decifrare. A seguito del ritrovamento, la chiesetta fu chiamata di “Santa Croce”. Ogni quarta domenica di maggio si celebra una speciale ricorrenza, la “Festa del Tataratà” con una singolare processione a carattere militaresco. Gli “Spatulaturi” (i lavoratori del lino), camuffati da Turchi con grossi turbanti in testa, accompagnano il loro incedere con un ritmico rullare di tamburi che genera un suono che onomatopeicamente fa “tàtara tataratà”, ed è proprio da questo particolare suono che nasce il nome di questa celebrazione locale: “Festa del Tataratà”. Durante la marcia i Turchi fanno cozzare le spade che portano in mano, interrompendosi solo per fare dei profondi inchini ad uno solo di loro, camuffato da Sultano.  Non si comprende bene il significato dell’alternanza di due cavalcate nelle quali la prima volta vanno a cavallo i Borghesi ed i Contadini a piedi, la seconda esattamente il contrario, ma secondo il noto folklorista siciliano Giuseppe Pitrè, in tal modo si rappresenterebbe la liberazione dalla schiavitù con l’Editto di Costantino del 313, mentre è di chiaro fondamento storico il significato della leggenda relativa al ritrovamento della Croce attribuito a Sant’Elena, madre di Costantino.