È possibile far ridere, informare e invitare alla solidarietà nello stesso momento? La risposta, ancora una volta, arriva dalla radio pubblica. E più precisamente dalla voce di Fiorello, che anche nella puntata di oggi, martedì 27 gennaio, di La Pennicanza su Radio2 ha dimostrato come l’intrattenimento possa diventare uno spazio di riflessione collettiva.
Il programma, ormai riconoscibile per il suo tono surreale e intelligente, ha aperto con un tema serio. Non una battuta, ma un invito diretto all’attenzione. E soprattutto all’azione.
La radio, in questo contesto, torna a essere un mezzo caldo. Intimo. Capace di parlare a tutti senza urlare.
Solidarietà per il Sud: l’apertura di Fiorello
Fiorello apre la trasmissione con parole che non lasciano spazio a fraintendimenti. Il tema è sempre lo stesso, dice, ma non per questo meno urgente:
“L’anteprimanza de La Pennicanza è dedicata, come sempre, allo stesso tema. Ieri sono stati stanziati 100 milioni di euro per tutto il Sud: Sicilia, Sardegna e Calabria. A dire il vero mi sembrano un po’ pochi, spero che vengano fatte stime più realistiche. Inoltre, la Regione Siciliana ha attivato un Iban per le donazioni: lo trovate sui miei social (lo trovate in fondo al post, n.d.r.). Donate quello che potete, anche un euro può fare la differenza”.
Il tono è diretto. Non polemico, ma nemmeno indulgente. Fiorello non fa proclami. Osserva. Commenta. E invita a partecipare.
Il riferimento ai fondi stanziati apre una riflessione più ampia sul rapporto tra emergenze territoriali e risposte istituzionali. Senza mai scivolare nello scontro, lo showman lascia intendere che la questione non è solo economica, ma anche di visione.
E l’invito alla donazione, rilanciato sui social, dimostra come la radio possa diventare un ponte tra informazione e impegno civico.
TonyPitony: il talento misterioso che divide e incuriosisce
Il cuore della puntata, però, è dedicato alla musica. O meglio, a ciò che di imprevedibile la musica può ancora offrire.
Fiorello introduce TonyPitony con parole che sono già una dichiarazione di poetica:
“In questo piattume musicale che affligge la scena italiana, a illuminare tutto con la sua genialità arriva TonyPitony. Nessuno sa come si chiami davvero, nessuno ha mai visto il suo volto. Dicono che i suoi testi siano grevi… ma l’arte è arte”.
L’immagine è chiara. TonyPitony è l’anti-personaggio. Sfugge alle regole del mercato, ai meccanismi dell’esposizione continua, alla necessità di mostrarsi.
E forse proprio per questo incuriosisce.
Fiorello lo chiama in diretta, segnando la sua prima volta in Rai. Il dialogo è surreale, come nello stile di entrambi:
“Non mi rendo conto del successo, e meno male. In questo momento sono a casa a Londra e sto leggendo ‘Le 9999 foto dei piedi’: in realtà non esiste, è un libro che prima bisogna scrivere e poi leggere”.
Una battuta che diventa manifesto. L’arte come gioco, come paradosso, come spazio libero.
Poi arriva il riferimento al FantaSanremo: “La sigla del FantaSanremo è merito del signor Papalina, che ha avuto fiducia in me. Io a Sanremo? No. Ma farà ridere”.
Fiorello rilancia subito, immaginando scenari futuri: “Tony chiude i suoi concerti con My Way: il punto di arrivo della mia carriera sarà proprio duettare con te sulle note di My Way”.
E aggiunge: “Se io fossi un cantante in gara a Sanremo, ti chiamerei per il duetto nella serata delle cover”.
La telefonata si chiude con un vero duetto simbolico. Un momento radiofonico che gioca con i confini tra serio e faceto, tra aspirazione artistica e ironia.
Le telefonate surreali: politica, mozzarella e geografia
Non manca la satira politica, affidata alle immancabili incursioni telefoniche.
La prima voce è quella del Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che entra in scena con una serie di domande apparentemente ingenue:
“Buongiorno, sono il presidente della Regione Campania. Scusate, ma la costiera cilentana è in Campania, giusto? E scusate ancora: in Campania non ci sono anche la costiera amalfitana e quella sorrentina? Quindi sono tre… giusto? Segnale. Ma quella amalfitana è quella dove c’è anche Amalfi?”.
La satira gioca sull’eccesso di burocrazia e sulla confusione istituzionale. Subito dopo arriva un’altra chiamata: “Ma la mozzarella di bufala più buona si trova a Battipaglia o a Paestum? Il caseificio Vannulo dite? Con la V di Vesuvio?”.
E infine: “Buongiorno sono il Presidente della Regione Campania Roberto Fico, Vannulo? Ah no, ho sbagliato numero”.
Papa Leone e la satira religiosa
La puntata si chiude con un’altra telefonata, forse la più surreale. Quella di Papa Leone: “Cari fedeli, buongiorno. Visiterò cinque parrocchie di Roma e sto adeguando il mio linguaggio per arrivare al cuore dei romani. Quando la Messa finisce, invece di dire ‘andate in pace’, dirò: ‘se beccamo'”.
Poi il commento sul vescovo di Alessandria: “Un vescovo non dovrebbe avere una Tesla, ma una macchina più consona, per esempio una San-dero. La Tesla può essere usata in modo un po’ peccaminoso… ‘Tesla di…’. Il Camerlengo? Lui ha una Panda”.
E ancora “I dipendenti del Vaticano non vogliono lavorare la domenica, ma la domenica è il nostro giorno! E poi si lamentano perché, quando facciamo una gita, li portiamo sempre a Lourdes. E dove volevano andare? Ad Amsterdam? Noi non chiamiamo la retromarcia così: la chiamiamo ‘vade retro’. Un saluto a tutti voi”.
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INTESTATARIO
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CAUSALE
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