Pietro GiannoneIl gelso nero è coltivato per i suoi frutti, considerati particolarmente gustosi e ricchi in principi nutritivi. Gli usi medicinali dei frutti di gelso sono decantati da Plinio che narra che presso i Romani i frutti acerbi del gelso nero, portati addosso, arrestavano le emorragie; mentre quelli maturi, uniti a miele, agresto secco, mirra e zafferano, davano un medicamento che veniva consigliato per combattere il mal di gola e i disturbi di stomaco Notizie delle proprietà medicamentose del gelso si trovano anche nella medicina tradizionale cinese, dove viene considerato epatoprotettore, rinforzante delle cartilagini, diuretico e normalizzatore della pressione sanguigna. 
 
I frutti, chiamati more, si raccolgono scalarmente, prelevando quelli maturi molto delicatamente, staccandoli con una leggera pressione delle dita. Va posta molta attenzione alla raccolta , che macchiano pelle e soprattutto tessuti. Essendo rapidamente deperibili, si conservano in frigo solo per qualche giorno. Il gelso bianco è poco usato come pianta da frutto per via del sapore dolciastro, tendente all’acidulo, dei suoi frutti, che venivano considerati lassativi e antibatterici contro il batterio coinvolto nella carie dentale. 
 
I gelsi contengono un alto quantitativo di ferro, circa 185 mg per 100 gr di frutti; una cosa assai rara tra i frutti di bosco, e pochissime calorie, circa 43 per 100 gr. 
 
Il gelso nero, presenta frutti di colore nero-violaceo saporiti, ricchi di antociani,preziosissimi antiossidanti presenti in tutti i vegetali di colore nero, viola e rosso, con azione vasoprotettrice. Nella corteccia della radice, impiegata come diuretico, purgante, ipoglicemizzante ed antianemico, è contenuta la morusina, un flavonoide con azione analgesica ideale nei casi di dolori alle terminazioni nervose (nella cute, sottocute, muscoli, fasce muscolari, articolazioni, periostio, sistema vascolare).
 
Secondo la moderna fitoterapia, le foglie dei gelsi, in infusione, sono efficacissime contro il diabete. L’infuso si ottiene facendo bollire mezzo litro d’acqua, sminuzzandovi poi una manciata di foglie e lasciando riposare il tutto per 10 minuti. Preso nella misura di una tazzina prima dei pasti principali, è anche un ottimo coadiuvante in caso di glicosuria(presenza di glucosio nelle urine). Questo infuso è indicato anche nei casi di ipertensione e contro la diarrea. Dai frutti, invece, si ricava unosciroppo ad azione leggermente astringente (sciroppo di more),usato in farmacia, che è anche un ottimo collutorio per gargarismi in caso di mal di denti e di gengive infiammate. Gli stessi gargarismi si possono effettuare anche con l’infuso di foglie. Il decotto, ottenuto dalla corteccia (da 5 a 12 gr. ogni mezzo litro d’acqua), ha effetti purgativi ed è indicato nei casi di insufficienza renale e nella cura del diabete.
 
In sicilia con i gelsi neri si preparano delle pttome granite.
 
Foto di Pietro Giannone