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La storia di alcuni giovani siciliani è stata raccontata nella puntata de Le Iene andata in onda domenica 13 maggio. Si tratta di ragazzi assunti come commessi da un'imprenditrice cinese, tutti senza contratto di lavoro. Lavoravano nel centro commerciale Z&H, a Bagheria (PA): "Facevamo di tutto – raccontano – anche pulire i bagni. Venivamo pagati mensilmente e in contanti, sempre in nero. Non avevamo un contratto di lavoro".

Lo stipendio, per 12 ore, era di 550 euro, senza straordinari, né giorni festivi. Come hanno raccontato i protagonisti, nonostante fossero consapevoli del fatto dei essere sfruttati, avevano bisogno di quei soldi. Quando chiedevano un contratto, gli veniva detto che sarebbe arrivato dopo. Ma non è mai arrivato. La proprietaria e il marito hanno diversi punti vendita in provincia di Palermo.

Nell'ottobre del 2015 le forze dell'ordine hanno fatto alcuni controlli nel centro commerciale di Bagheria, scoprendo che su 12 lavoratori, 11 erano in nero. Il centro commerciale, inoltre, era un dormitorio per alcuni cinesi. Le condizioni igienico-sanitarie erano pessime, con tetti in eternit, escrementi di piccioni (anche sulla merce che veniva messa in vendita) e scatoloni sparsi ovunque.

Per far valere i propri diritti, i giovani siciliani intervistati da Le Iene si sono rivolti a un avvocato. L'inviata della trasmissione è andata a intervistare l'imprenditrice cinese e nel suo servizio ha messo in luce una serie di interessanti retroscena.

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