cetriolo_campaniachevaiIl cetriolo (Cucumis sativus) è una pianta annuale a fusto rampicante, appartenente allafamiglia delle Cucurbitaceae (di cui fa parte anche la zucca), che produce un frutto cilindrico, più o meno allungato, di colore verde o bianco, giallo alla maturità e polpa bianca che racchiude i semi. Originario dell’India, era uno degli ortaggi più graditi sulla tavola dei Faraoni egiziani e fossili di cetrioli, posti come cibo per i morti, sono stati rinvenuti nel corso degli scavi nelle tombe egizie della XII dinastica, nel 2000 a.C. La Bibbia riporta che gli Ebrei, arrivati nella Terra Promessa, ne fecero il loro pasto preferito. Nel suo cammino verso l’Occidente, si diffuse prima nelle odierne Bulgaria e Turchia, poi in Mesopotamia e in Grecia, dove fu chiamato “σίκυον”.

CETRIOLO 1

Tra le fonti che ne parlano, troviamo l’Epopea di Gilgamesh, nel quale il cetriolo viene indicato come uno dei cibi più frequenti sulle tavole dell’antica Ur, e la Naturalis Historia, nella quale Plinio il Vecchio afferma che la pianta era nota in diverse varietà a seconda che venisse piantata in Italia o Africa e che nascesse selvaggia o venisse piantata. Presso i Greci e Romani, l’ortaggio ottenne la fama di stimolatore dell’intelligenza e, grazie all’altissima percentuale di acqua contenuta, venne apprezzato come dissetante e rinfrescante. L’imperatore Tiberio, per degustare i cetrioli tutto l’anno, andò addirittura contro i suoi principi di parsimonioso e rude guerriero, facendosi costruire delle costose serre montate su ruote,dicendo: “le preziose piantine possono così essere trasportate al sole di giorno e protette in luogo chiuso di notte”.

CETRIOLO 2I Romani, oltre che per scopo alimentare, impiegarono l’ortaggio a scopo terapeutico, preparando farmaci per problemi alla vista, sieri contro i morsi da scorpione e per spaventare i topi. Il cetriolo è uno dei vari casi in cui un vegetale venne esportato dall’Europa nel Nuovo Mondo: è infatti ancora una volta Cristoforo Colombo a farlo approdare ad Haiti, nel 1494, e sono i colonizzatori a insegnare agli amerindi come coltivarlo. Già nel ‘500, al cetriolo si riconoscevano, oltre a qualità gastronomiche, anche proprietà cosmetiche, utilizzandolo nella composizione di pomate e lozioni.

Cucumber --- Image by © Garcia/photocuisine/CorbisFreschissimi e gustosi, i cetrioli apportano straordinari benefici alla salute dell’intero organismo umano: costituiti quasi al 96% da acqua, idratano e rivitalizzano il corpo, conferendo un aspetto radioso alla pelle; sonoipocalorici (contengono appena 12 kcal per 100 gr. di prodotto) e totalmente privi di colesterolo, per questo consigliati nella maggior parte delle diete dimagranti; sono un’ottima fonte di minerali, concentrati principalmente nella buccia, tra cui il potassio, il calcio e il fosforo, essenziali per regolare il metabolismo idrico generale e il volume de sangue, contengono molta fibra, fondamentale per garantire la corretta funzionalità dell’intestino, hanno un discreto apporto di vitamina A, che ha un ruolo di estrema importanza nel ripristinare la visione notturna, permettendo agli occhi di percepire anche quantità ridotte di luce in ambienti bui e nel contribuire al corretto funzionamento dei globuli bianchi; vitamine del gruppo B, come la B3 (niacina), che si è dimostrata sperimentalmente in grado di migliorare la circolazione negli arti inferiori, prevenendo crampi e dolori, e la B9 (acido folico), utile nella prevenzione di disturbi cardiovascolari e di varie forme di tumore; la vitamina C, valido antiossidante e toccasana per il sistema immunitario; la vitamina K, che favorisce la coagulazione del sangue.

CETRIOLO 4Contengono l’acido tartarico che è molto indicato nelle diete, in quanto è in grado di impedire che i carboidrati immessi nell’organismo si trasformino in grassi, oltre ad essere un ottimo antinfiammatorio e un diuretico, a contrastare la gotta e l’artrosi e a combattere l’insorgenza di calcoli renali. I cetrioli, grazie al loro elevato contenuto di acqua e sali minerali, sono decisamente diuretici, fungono da ottimo coadiuvante nelle infezioni del tratto urinario, eliminano la ritenzione idrica, disintossicano, grazie agli enzimi e alle fibre contenuti nella buccia; favoriscono la corretta digestione e i processi metabolici del fegato; combattono il diabete, stimolando, grazie ai principi contenuti nella buccia, le funzioni del pancreas e regolando la glicemia. Al momento dell’acquisto, assicuratevi che siano sodi e non avvizziti, non ammaccati e con la buccia priva di striature. Potete conservarli in frigorifero, nel reparto delle verdure, fino a una settimana, consumandoli prevalentemente crudi poiché l’acido tartarico si distrugge con la cottura; ma sono ottimi anche sotto forma di conserve, sia sott’olio che sott’aceto.

Caterina Lenti

Meteoweb