Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di SiciliaFan! Iscriviti, cliccando qui!
UNISCITI

Il 2026 si apre con 10 nuovi ingressi nella Guida Michelin Italia. Le novità, pubblicate sul sito ufficiale e sull’app della Rossa, raccontano un lavoro di selezione continuo, che non conosce stagioni. Tra Nord e Sud la Sicilia si fa notare, con ben 3 ristoranti entrati in Guida solo mese di gennaio.

Non si tratta di stelle, ma di un primo riconoscimento significativo. L’ingresso in Guida rappresenta infatti il primo passo nel percorso Michelin, una selezione che segnala indirizzi solidi, coerenti e potenzialmente pronti a crescere.

Le nuove selezioni Michelin in Italia

La lista delle new entry è un viaggio da Nord a Sud e viceversa. A Bolzano entra in Guida Castel Flavon – Haselburg, castello medievale che ospita la cucina di Michele Iaconeta, chef di origini pugliesi. A Belluno, nel centro storico, viene segnalato Terracotta, ristorante che lavora su ricette italiane e internazionali, rilette con un approccio personale. In provincia di Brescia, a Concesio, entra I Mori, indirizzo dedicato al pesce, con una proposta che cambia in base al mercato.

A Cesenatico, l’Osteria Erbaluce punta sulla griglia, sulle paste fresche e sui dolci fatti in casa, mentre in Toscana, a Montevarchi, viene premiata la “cucina improvvisa” di Barlèsh.

La Michelin a gennaio segnala anche Peculiare Restaurant ad Aversa, dove un giovane chef lavora tra tradizione e creatività, e Cinque Foglie a Battipaglia, ristorante dello chef Roberto Allocca che valorizza i prodotti dell’azienda agricola di famiglia nella Piana del Sele.

La Sicilia protagonista della selezione

È però la Sicilia a segnare il dato più rilevante della selezione di gennaio 2026: ben 3 ristoranti su dieci si trovano sull’isola. Due a Palermo, uno a Modica, nel Ragusano.

Nel capoluogo siciliano entra in Guida Badalamenti – Cucina e Bottega, storico indirizzo di Mondello, in via Galatea. Nato come bottega di salumi, formaggi e vini, oggi è alla terza generazione. “Rimane ‘la bottega’ dove acquistare eccellenze locali – scrivono dalla Michelin – ma si apre anche alla cucina: piatti della tradizione tra terra e mare, rivisitati con gusto e personalità”.

Sempre a Palermo viene selezionato CR21, bistrot nel centro storico, in via dei Cartari, all’interno di Palazzo Cartari. Il ristorante definisce la propria proposta come “fusion e soul siciliano”. “Ogni creazione – scrive la Michelin – è un invito a scoprire sapori autentici in chiave innovativa, in un’atmosfera che unisce eleganza e convivialità”.

Il terzo indirizzo siciliano si trova a Modica, in piazza Principe di Napoli. Dabbanna nasce da una tradizione di famiglia che dura da tre generazioni. In questo nuovo progetto, la cucina guarda al presente, partendo da ingredienti locali. “La proposta parte dai prodotti e dalle ricette dell’isola, aprendosi anche a suggestioni esotiche come il ceviche, in dialetto e in carta ‘Ciauru ri mari’, e reinterpretando il tutto con uno sguardo contemporaneo”, si legge nella Guida. Il risultato sono piatti colorati e ben presentati, ottime materie prime e un servizio al femminile, delicato e attento”.

Un primo passo nella “Rossa”

L’ingresso in Guida Michelin non equivale a una stella. È però un segnale di qualità costante, identità chiara e una cucina che merita attenzione. Per la Sicilia, questo risultato rafforza una tendenza già evidente: l’isola continua a esprimere ristoranti capaci di dialogare con la tradizione e con il presente, senza forzature. Tre nuovi ingressi in un solo mese raccontano una scena gastronomica viva, distribuita tra città e territori, con linguaggi diversi ma una base comune: il valore delle materie prime e una visione consapevole della cucina contemporanea.

Articoli correlati