Vini

I vini siciliani: eccellenze regionali sul podio dei migliori vini in assoluto

La Sicilia: non solo spiagge e arancini, ma anche vini!

Quando, nel “continente” si parla di Sicilia, si pensa al sole, al mare e a centinaia di km di coste, alcune allo stato selvaggio e poco frequentate; si pensa all’Etna, ovviamente, e alle sue eruzioni, tanto affascinanti, quanto pericolose. 

Da un punto di vista gastronomico, il pensiero corre subito ai dolci, come i cannoli farciti con la ricotta di pecora e la cassata, ricoperta di frutta martorana. E poi ci sono gli arancini al ragù e la pasta alla norma, gli involtini di pesce spada, i pistacchi di Bronte e l’uvetta di Pantelleria, l’origano fresco, … e tanto altro ancora.

Ma i vini? La maggior parte delle persone, forse, è portata a pensare che la produzione del vino italiano più rinomato, anche a livello internazionale, si concentri prevalentemente nelle zone del Piemonte, della Lombardia, del Veneto e del Friuli, senza dimenticare la Toscana, ovviamente. 

Leggi anche

‘Festival del giornalismo enogastronomico’, a Galati Mamertino la Sicilia DOP protagonista

I più attenti, però, non si fanno di certo sfuggire che anche la Sicilia inanella, anno dopo anno, una serie di successi sul mercato internazionale grazie a dei cépage di tutto rispetto, a dei vini di una varietà tale da poter trovare sempre e comunque almeno una bottiglia ideale per accompagnare qualsiasi pietanza venga servita a tavola: primi e secondi piatti, carne e pesce; e dolci, ovviamente!

 

Leggi anche

‘Guida ai Vini di Sicilia 2024’, a Palermo l’evento di AIS Sicilia: come partecipare

I riconoscimenti internazionali per i vini di Sicilia al Vinitaly 2023

E a dirlo non sono soli i siciliani, giustamente orgogliosi dei propri prodotti d’eccellenza, ma il mercato internazionale e i più grandi intenditori di vino a livello mondiale. L’edizione 2023 del Vinitaly, ad esempio, ha attribuito ben 5 premi alle cantine e ai vini siciliani. A votare per i riconoscimenti ai prodotti enologici insulari è stata una giuria internazionale estremamente qualificata: era infatti composta da ben 80 giudici (25 italiani), selezionati tra Master of Wine, Master of Sommelier, diplomati WSET, VIA expert e ambassadors, enologi, e giornalisti.

Partiamo dall’azienda vinicola Al-Cantàra: è stata premiata come Cantina dell’anno – Gran Vinitaly 2023 e sono addirittura otto le etichette di questa cantina ad essersi piazzate ai primi tre posti in diverse categorie di vini. L’azienda ha sede a Randazzo, sulle pendici nord dell’Etna.

Tra i premi ricevuti dai singoli vini, poi, non poteva mancare un Passito di Pantelleria: il premio di Miglior Vino Dolce 2023 è andato al Doc Ben Ryé 2021 dell’azienda vitivinicola Donnafugata, vero big del vino in Sicilia, che dispone di vigneti in tutta l’isola, da nord a sud, da est ad ovest, isole minori comprese.

La Sicilia ha portato a casa altri premi, come quello per il Miglior Vino Biologico Dolce 2023, vinto dall’Azienda vitivinicola Giuseppina Milazzo, la quale ha incassato anche altre nove referenze premiate: segno che i 75 ettari di vigneti posizionati nell’agrigentino, a 400 mt sul livello del mare, sono ottimamente curati.

L’Azienda vitivinicola Gorghi Tondi ha ottenuto il premio per Miglior Vino Biologico Frizzante 2023, grazie al Terre siciliane IGP Bianco Vino frizzante biologico Babbìo N.V. Il terroir in questo caso è quello di Mazara del Vallo, nel trapanese.

A completamento del quintetto di premi siciliani troviamo l’Etna Rosso Doc vendemmia 2020 dell’azienda Tenute Bosco, premiato come Miglior Vino Biologico Rosso 2023. Le uve utilizzate per questo vino sono , ovviamente raccolte sull’Etna, coltivate in soli 10 ettari, idealmente posizionati sul versante nord est del vulcano, a 600 mt sul livello del mare.

 

100 giorni di vendemmia ogni anno: un “unicum”!

I premi ottenuti al Vinitaly di quest’anno sono solo la conferma di un enorme potenziale, che i piccoli, medi e grandi produttori locali stanno riuscendo a mettere a frutto.
Basti pensare che la Sicilia è la regione d’Italia dove la vendemmia dura più a lungo in assoluto, ben 100 giorni! Dai primissimi grappoli raccolti nel ragusano, a sud est dell’isola, via via fino a quelli più tardivi, coltivati sulle “fredde” pendici dell’Etna.

Il clima particolare ed estremamente diversificato, i terreni variegati (c’è un abisso, da ogni punto di vista, tra il ragusano e il trapanese, da un lato, e la sabbia lavica del catanese settentrionale) e il sole caldo tutto l’anno consentono di produrre dei vini particolari e differenziati.

 

IGT, DOC e DOCG: tutti i vini di Sicilia

Le aree della Sicilia riconosciute e alle quali sono stati attribuite le denominazioni ufficiali DOP, DOC, DOCG e IGT/IGP si concentrano in sette macro aree. 

Partendo da nord est e proseguendo in senso orario, troviamo, nel messinese, la zona di produzione del Mamertino; appena più a sud, la zona dell’Etna, mentre scendendo ulteriormente lungo la costa e superando la provincia di Catania si giunge nel siracusano: i disciplinari del Ministero qui individuano la zona dell’Eloro, del Noto e del Siracusa. Proseguendo verso ovest, direzione ragusano, i vigneti sono quelli del Vittoria, del Cerasuolo di Vittoria e del Riesi

Il trapanese, l’agrigentino e il palermitano vedono la concentrazione maggiore della produzione vitivinicola regionale: Sciacca, Menfi, Sambuca di Sicilia, Contessa Entellina, Salaparuta, Santa Margherita di Belice, Delia Nivolelli, Marsala ed Erice, per arrivare infine all’Alcamo e al palermitano Monreale.

Le ultime due aree individuate dai disciplinari ministeriali per la produzione di uve “controllate” e “garantite” si caratterizzano ciascuna per una particolarità: l’una è Pantelleria, piccola isola che offre il moscato, e l’altra è l’area del vino Contea di Sclafani o Valledolmo, area dell’entroterra che rientra amministrativamente in tre province differenti: Palermo, Caltanissetta e Agrigento.

I vini siciliani premiati al Vinitaly 2023 sono l’espressione della tradizione e dell’eccellenza italiana. Parallelamente, cresce l’interesse degli italiani verso i siti di scommesse stranieri online, simbolo di modernità e innovazione. 

Mentre i vini rappresentano l’orgoglio del nostro patrimonio, i bookmakers stranieri online riflettono l’apertura verso nuove frontiere digitali. In entrambi i contesti, l’Italia dimostra di saper valorizzare la tradizione e di essere pronta a nuove sfide.

Redazione