ImmagineL’ipotiroidismo è una disfunzione della tiroide dovuta a ridotta o assente secrezione degli ormoni tiroidei. SINTOMITra i sintomi più comuni: facile affaticabilità, diminuzione della frequenza cardiaca, calo della libido, talvolta aumento di peso, stipsi, ridotta concentrazione o memoria, variazioni del tono dell’umore, sonnolenza frequente, intorpidimento muscolare. Inoltre: cute secca e desquamante, con i palmi delle mani di colore giallo, voce più roca, lingua ingrossata, gonfiore evidente del corpo, capelli secchi e fragili. Vi è un ridotto metabolismo di tutti gli organi con i relativi scompensi che ne derivano come menorragia e polimenorrea, ovvero flussi mestruali eccessivi o eccessivamente frequenti. A volte può essere riscontrata ipoglicemia reattiva.

IPOTIROIDISMO 1CAUSE Fra le cause di ipotiroidismo più importanti: malattie autoimmuni (es. tiroide cronica autoimmune nota anche cometiroidite di Hashimoto: nelle condizioni di autoimmunità, il sistema immunitario reagisce contro alcune strutture cellulari proprie dell’organismo che non vengono riconosciute come tali), pregressi interventi chirurgici di asportazione, totale o parziale, della tiroide; pregressa somministrazione di iodio radioattivo per il trattamento dell’ipertiroidismo o di alcune forme di cancro tiroideo; alcuni farmaci (ad es. l’amiodarone utilizzato per le aritmie cardiache, il litio per determinati problemi psichiatrici, propiltiouracile, metimazolo), deficit di iodio o, al contrario, assunzione di elevate quantità di iodio sotto forma di farmaci (es. è contenuto negli sciroppi per la tosse) o di integratori alimentari. Talvolta, l’ipotiroidismo può essere causato da deficit congeniti di sviluppo della ghiandola tiroidea, dall’incapacità della ghiandola ipofisaria di produrre l’ormone necessario alla stimolazione della tiroide (TSH), dalla gravidanza. FATTORI DI RISCHIO I fattori di rischio sono rappresentati da: familiarità positiva per malattie della tiroide, età avanzata, sesso femminile, presenza di altra malattia autoimmune (diabete tipo 1), vitiligine, anemia perniciosa, celiachia (PGA), sindrome di Down. Il rischio di sviluppare ipotiroidismo aumenta in particolar modo durante la gravidanza, dopo il parto, in età menopausale.

 

IPOTIROIDISMODIAGNOSI Se vi è il sospetto di ipotiroidismo si procede all’anamnesi accurata del paziente e la diagnosi può essere confermata con unprelievo del sangue per misurare la concentrazione di TSH (Thyroid Stimulating Hormone, ormone tireostimolante), prodotto dall’ipofisi, che regola le concentrazioni di T3 e T4. Quando le quantità nel sangue di T3(triiodotironina) e T4 (tiroxina)risultano troppo basse, l’ipofisi, tramite il TSH, invia un segnale alla tiroide per comunicarle di lavorare più intensamente. L’aumento del TSH indica, quindi, che la tiroide è poco attiva e deve essere stimolata. In alcuni casi, per poter formulare una diagnosi corretta, il medico prescrive ulteriori esami del sangue per individuare eventuali anomalie del sistema immunitario. Se il paziente ipotiroideo presenta un gozzo (ingrossamento della tiroide), il medico può raccomandare l’esecuzione di un’ecografia tiroidea.

IPOTIROIDISMO 2CURA: Il trattamento dell’ipotiroidismoconsiste nella somministrazione dell’ormone tiroideo sintetico, in forma di compresse. Una volta ottenuta la diagnosi di ipotiroidismo, la malattia è irreversibile, ossia la tiroide non potrà mai riprendere a funzionare regolarmente; per cui la terapia deve essere attuata per tutta la vita. Si tratta quindi di una terapia “sostitutiva” , che sostituisce la funzione della tiroide: dato che la tiroide non funziona, il paziente deve assumere l’ormone tiroideo per bocca e la sospensione della terapia comporta la ricomparsa dell’ipotiroidismo. La compressa contenente ormone tiroideo (levotiroxina) si assume di norma al mattino, tutti i giorni, prima di colazione, al dosaggio stabilito dal medico in base in base a criteri clinici ed alla determinazione dei livelli di TSH nel sangue. PREVENZIONE:Non esiste prevenzione per l’ipotiroidismo per cui, per evitare le conseguenze sulla salute derivanti da uno stadio grave della malattia, occorre diagnosticare precocemente la malattia, soprattutto nei soggetti che presentano fattori di rischio e/o sintomi e  nelle donne in gravidanza. Tutti i neonati,  poi, sono sottoposti per legge a screening per l’ipotiroidismo congenito.

Caterina Lenti

Meteoweb