Eventi

A Ispica la 25ª edizione del Presepe Vivente: le date

Teatro, musica ed antichi mestieri, tra cultura siciliana ed archeologia, sei date complessive, sette scene teatrali intervallate da 40 mestieri tradizionali ambientati nelle antiche grotte rupestri, un km e mezzo di percorso animato da 130 figuranti, che culmina nell’ “Anfiteatro della Natività“, il grande teatro di pietra, che si apre ad arco davanti agli spettatori, dove, al termine di un percorso geologico, storico, artistico e naturalistico della durata di un’ora e mezza, Giuseppe e Maria duetteranno in dialetto siciliano antico.

Questa la formula della 25esima edizione del Presepe Vivente di Ispica (Ragusa), organizzato dalla PromoEventi, col patrocinio di Assemblea regionale Siciliana, Libero Consorzio di Ragusa, Amministrazione Comunale ed il supporto logistico della ProLoco Spaccaforno, che si terrà nello scenario suggestivo delle grotte a ridosso del centro storico nei giorni 18, 25, 26, dicembre 2022 e 1, 6 e 8 gennaio 2023 dalle 16,30 alle 20,30, e che ogni edizione attira migliaia di visitatori da tutta l’Isola.

L’evento del Natale siciliano è stato presentato presso la Società Operaia Mutuo Soccorso di Ispica durante la tradizionale conferenza stampa alla quale hanno preso parte gli organizzatori. Confermata l’ambientazione dell’itinerario rupestre a ridosso dell’archeologica di Ispica, nell’antica Spaccaforno, costituita da grotte in parte naturali ed in parte scavate dalla mano dell’uomo.

Leggi anche

Dai Negramaro al Capodanno con Renzo Arbore, Messina accende il Natale con tanti grandi eventi

“Il Presepe vivente di Ispica – spiegano gli organizzatori – compie quest’anno 25 anni. Un traguardo che ci stimola ad allestire, sempre di più e sempre meglio, la magia di un evento unico per ambientazione e suggestione”.

La formula dell’edizione 2022-23 è pensata come uno spettacolo articolato in più momenti, dove ai mestieri antichi si intervalla il teatro e la musica, che vedranno alternarsi scene teatrali viventi affidate tra l’altro alla Madre Terra di Sicilia, a contadini, poeti, cantanti, sino all’Anfiteatro della Natività, scavato nella roccia.

Redazione