0202010102Proprio ieri, in un nostro editoriale, abbiamo discusso circa gli effetti dell’estremizzazione dei fenomeni naturalisul nostro Bel Paese; ciò a seguito delle ultime alluvioni che hanno, ahinoi, riportato a galla l’annosa questione del dissesto idrogeologico. D’altronde non siamo i primi a voler ribadire che, da qui a cento anni, l’Italia possa finire letteralmente sott’acqua. Fu proprio un team di ricercatori dell’ENEA, in collaborazione con il geofisico Kurt Lambeck, dell’Università di Canberra, a tracciare un’ipotetica mappa dei posti che entro il 2100 potrebbero finire sommersi. Anche Nostradamus, nelle sue profezie, volle esprimere una sua “opinione” a tale proposito : “Roma sarà invasa e finirà in un gigantesco maremoto…“. centroseaQualche giorno fa, invece, sulla homepage di un sito britannico è stata pubblicata una cartina che mostra proprio l’Italia nel 2100: Jay Simons, questo il nome di colui che ha postato l’articolo, afferma che “sono una trentina le aree italiane che rischiano di essere sommersese le dinamiche del cambiamento climatico (riscaldamento globale del clima, scioglimento dei ghiacci, innalzamento dei mari) continueranno a seguire l’andamento intrapreso fin ora”. Davvero sorprendente lo scenario proposto dalla mappa in questione : città comeRomaNapoli, Bologna, Pisa, gran parte della Pianura Padana, Cagliari, Lecce, Catania e Siracusa finirebbero letteralmente sott’acqua. Considerando che, negli ultimi 18.000 anni, il Mediterraneo ha visto crescere il suo livello di 130 metri…sarebbe davvero opportuno cominciare a prendere provvedimenti in tema di prevenzione con azioni mirate, al fine di salvaguardare il nostro magnifico, ma complicato, territorio.

Angelo Ruggieri