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Fonte: Agromobile – La mappa del gusto

Il Mandarino Tardivo di Ciaculli prende il nome dall’area in cui viene prodotto, situata nella zona agricola circostante la città di Palermo. Il percorso alla scoperta di questo frutto che matura più tardi rispetto agli altri, parte dal capoluogo siciliano, noto per la sua storia, cultura, architettura e gastronomia plurimillenaria, per poi condurvi alla scoperta di Monreale. Da qui vi sposterete verso l'area agricola circostante la città, sita nella pianuraConca d'Oro. Giungerete poi a Ciaculli, ricca di agrumeti dedicati alla coltivazione del mandarino. Il percorso continua verso l'interno della Sicilia, alla scoperta del Parco della Ficuzza e si conclude aPalazzo Adriano.

 

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Il Mandarino tardivo di Ciaculli prende il nome dall’area in cui fu scoperto, Ciaculli, e dall’epoca di maturazione tardiva rispetto a quella del mandarino avana.
Il suo successo è dovuto principalmente alle eccellenti caratteristiche del prodotto: il forte aroma, l’alto contenuto zuccherino dei frutti, la scarsa tendenza a spigare, la finezza della buccia, la buona resistenza alla manipolazione ed al trasporto, la non eccessiva presenza di semi. 

 

 

Ha una forma sferica appiattita con un colore arancio chiaro, il peso oscilla tra 40 e 150 grammi.
La piena maturazione avviene tra i mesi di gennaio e febbraio, la fioritura si ha nel periodo marzo/giugno.
Il “Mandarino Tardivo di Ciaculli” viene prodotto dai terreni individuati all’interno del parco agricolo di Palermo e contenente i fondi siti nella contrada Ciaculli – Croceverde – Giardina. In considerazione della prevalente utilizzazione agricola dei suoi suoli, Ciaculli rappresenta, per livello d’intensificazione e omogeneità colturale, il maggiore comprensorio agricolo e mandarinicolo della Conca D’oro.

Le caratteristiche pedoclimatiche, quali, la profondità dei suoli, che permettono di ospitare sistemi radicali estesi, la tessitura e la struttura equilibrate, che consentono un costante mantenimento dell’acqua tale da impedire fenomeni d’asfissia; la ricca dotazione di sostanze organiche e di sostanze nutritive minerali, un clima mite e fortemente soleggiato; la presenza frequente di venti che permettono il mantenimento di un’umidità relativa non elevata, una ricchissima falda acquifera, sono tra i fattori principali che hanno contribuito allo sviluppo della mandarino-coltura a Ciaculli.

Il progetto MandarInArte:
Il progetto MandarinArte ha sede in un terreno confiscato alla mafia, in una zona agricola a poca distanza dalla frazione di Ciaculli, famosa per la coltivazione del mandarino tardivo. Il bene è stato affidato all’associazione Acunamatata la quale, insieme ad una rete di realtà presenti sul territorio, ha ricevuto nel 2012 un finanziamento dalla Fondazione per il Sud con cui ha potuto recuperare l’immobile e dare vita a una serie di attività tese alla valorizzazione del bene attraverso la  creazione di un polo di sviluppo locale.
La strategia di intervento è stata quella di innescare un processo di contaminazione progressiva del territorio, facendo uso dello strumento relazionale, per permettere la sperimentazione e lo sviluppo di modelli economici basati sulla fiducia reciproca, sulle risorse locali e sull’autosostenibilità.

Per ulteriori informazioni:
MandarInArte
Associazione Acunamatata Onlus – acunamatata@tin.it
Cooperativa AltriRitmi – altriritmicooperativa@gmail.com

Per saperne di più: 
Distretto produttivo Agrumi di Sicilia
Consorzio Il Tardivo di Ciaculli 

Dove poter assaggiare il prodotto
 
Casale Borgia
C.da Favara di Borgia 90030 – Palazzo Adriano (PA)
Tel: +39 091 8348774; +39 329 4049388; +39 338 9274201
E-mail: info@casaleborgia.it
www.casaleborgia.it

 

 

Ai Cascinari Trattoria
Via D'Ossuna, 43/45, 90138 Palermo

I Pupi Ristorante 
Via del Cavaliere, 59, 90011 Bagheria
Tel.: 091 902579

Ciuri Ciuri
Via Principe Di Belmonte , 119 Angolo Via Ruggero Settimo, 90139 Palermo
Tel.: 091 651 9804

 
 
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PALERMO
 
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Il capoluogo siciliano è noto per la sua storia, cultura, architettura e gastronomia plurimillenariaLa sua storia svolge un ruolo rilevante all’interno di quella del Mediterraneo e dell'Italia: fondata come città-porto dai Fenici intorno al 734 a.C., è stata sempre un nodo commerciale e culturale fra Occidente ed Orientre, dunque il più importante punto strategico al centro del Mediterraneo.

Dopo, si susseguirono cartaginesi, antichi greci e romani e per più di mille anni i bizantini. Inoltre, fu capitale tra il 1816 e il 1817 del Regno delle Due Sicilie e successivamente divenne la seconda città per importanza dello stesso regno duo-siciliano.

Palermo possiede una storia millenaria che le ha regalato un notevole e unico patrimonio artistico e architettonico che spazia dai resti delle mura puniche per giungere a ville in stile liberty, passando dalle residenze e dai luoghi di culto in stile bizantino e arabo-normanno, alle architetture gotiche e basiliche barocche, ai teatri neoclassici e ai palazzi razionalisti. 

Il centro storico e i quartieri periferici adiacenti conservano un vasto patrimonio artistico e architettonico in stile liberty che fanno di Palermo la capitale dello stile liberty.

Il maggior numero di monumenti della città è dislocato all'interno del centro storico; altri sono distribuiti in tutto il territorio palermitano: ville storiche, torri d'avvistamento, tonnare, graffiti rupestri o antiche chiese o palazzi nobiliari. Le residenze normanne, la cattedrale e altre chiese insieme all'itinerario arabo-normanno di Monreale e Cefalù, sono state candidate dall'Unesco per l'inserimento nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità.

Palermo conta numerosi monumenti risalenti al periodo normanno: nei pressi del Palazzo dei Normanni, che è diventato la sede del Parlamento Siciliano, è collocata la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, che con le sue caratteristiche cupole rosse (cromaticamente inventate nel XIX secolo) è diventata uno dei simboli della città.

Va ricordata poi la Chiese della Martorana, dalla ricchissima decorazione a mosaico, del più puro stile bizantino, situata in piazza Bellini.

Costruita agli inizi dell’anno Mille, la Basilica La Magione, conosciuta anche come chiesa della Santissima Trinità, presenta una pianta a forma basilicale a tre navate sorrette da colonne, mentre internamente la costruzione si presenta molto squadrata e movimentata da una serie di archi ogivali tipici dell'architettura normanna, che girano intorno la chiesa. Dello stesso periodo è la Chiesa dello Spirito Santo (all'interno del Cimitero di Sant'Orsola), dove motivi ornamentali in stile normanno s'inseriscono in una sobria architettura articolata da archetti ogivali e portali d’ingresso.

Sul Cassaro si affaccia lo splendido complesso della Cattedrale eretta nel  1185 su un'area pianeggiante precedentemente occupata da una moschea araba. La splendida commistione artistica presente nell'edificio sembra ripercorrere l'intera storia cittadina e dei popoli che l'hanno guidata mettendo in bella mostra un portale laterale e delle torrette campanarie in stile gotico catalano, una facciata quattrocentesca, un'abside con decorazioni arabo-normanne e una cupola tardo barocca. In seguito a un disastroso incendio avvenuto negli ultimi anni del XVIII secolo, l'interno venne ricostruito in stile neoclassico.

Di particolare interesse sono anche i Qnat, imponente opera di ingegneria idraulica costruita sotto la città tra la dominazione araba e il periodo normanno. A questo periodo risalgono anche diversi palazzi appartenuti ai sovrani normanni e utilizzati come residenze di villeggiature immerse spesso nel verde. Fra questi ricordiamo La Zisa e il suo sistema di fontane, La Cuba dallo stile austero e severo, il Castello di Maredolce antico sollazzo arabo circondato dalle acque di un lago e sito all'interno del Parco della Favara.

Piazza Pretoria, delimitata tra il Palazzo Pretorio, la Chiesa di Santa Caterina Palazzo Bonocore, oltre che dalla Via Maqueda, sulla quale si affaccia la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini. Al centro della piazza, l’imponente fontana di Francesco Camilliani. La piazza è conosciuta anche come "Piazza della Vergogna" con riferimento alla nudità dei soggetti immortalati dalle sculture della fontana.

A pochi passi, la piazza ottagonale che rappresenta il centro della città, piazza Vigliena, o Quattro Canti raffigurante, le quattro stagioni, le quattro sante patrone del capoluogo, e i quattro re spagnoli di Palermo.

Piazza Indipendenza, collocata alle spalle del Palazzo Reale, poco oltre Porta Nuova, presenta al centro un ampio giardino di pini e palme.

Di fronte palazzo Steri l’ampia Piazza Marina, ridefinita da Giovan Battista Basile nel 1863 e dominata da due imponenti tropicali ficus magnolioides.

La cucina palermitana è una cucina tipicamente povera ma ricchissima di calorie. È composta in larga parte da i tranci meno nobili degli animali, che in altre zone d’Italia vengono eliminati e non mangiati. Di particolare interesse è il “cibo da strada!, ancora largamente diffuso, che rappresenta perfettamente i gusti dei palermitani. Re del Fast food stile palermitano e uno tra i cibi preferiti dai palermitani è il panino con la milza, esso viene consumato caldo con dentro scaglie di caciocavallo e fette di milza di vitello fritta nello strutto. Molto presente anche la cultura e la tradizione araba, in particolare nei dolci come la cassata e la frutta Martorana. C'è inoltre da dire che esiste una variante palermitana della Pizza: lo sfincione.

Palermo conserva ancora gran parte del suo aspetto mediterraneo nei vari mercati storici disseminati nella città: i più caratteristici sono la Vucciria, Ballarò e il Capo

 

MONREALE

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Le origini di Monreale, si presume, deriverebbero da un antico villaggio arabo situato alle pendici del Monte Caputo a 310 m sul livello del mare.

L'importanza di Monreale comincia ad essere tale con l’avvento della dinastia normanna verso l’XI secolo.

La costruzione più rappresentativa di Monreale è il Duomo costruito, sempre per volontà di Guglielmo II, fra il 1172 ed il 1176. Lo stile di questo monumento conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo è composito, poiché si uniscono gusti differenti che rimandano all’architettura dell’Europa del nord e all’arte araba.

Le due torri massicce e solenni, fiancheggianti il portico d'ingresso costruito nel sec. XVIII) non conservano la forma originale, poiché in seguito ad un fulmine (1807) una è rimasta mutilata.

Molto importanti sono le porte bronzee in stile romanico: quella principale, eseguita da Bonanno Pisano, è composta da quaranta pannelli con scene tratte dalle narrazioni bibliche.

L’interno, illuminato dai magnifici mosaici rilucenti d’oro che creano l’illusione di trovarsi in un luogo paradisiaco, è a croce latina, con le navate divise da colonne sormontate da una sequenza ritmica d’archi ogivali. L’intero edificio è rivestito da mosaici risalenti al tempo di Guglielmo II il Buono e forse di Tancredi. La narrazione, che s’estende per ben 7584 m², racconta l’intera storia del cristianesimo nei momenti dell’attesa di Cristo, della sua vicenda terrena e di ciò che è avvenuto dopo la sua morte e risurrezione.

Pur rimandando alla cultura bizantina, questi mosaici (soprattutto quelli più recenti) risentono del linguaggio romanico di quelli di San Marco a Venezia. Uno dei momenti più alti è costituito dall’immagine del Cristo Pantocratore (nel catino absidale) che sembra dominare l’intera aula sacra.

Fra i tesori della cattedrale sono da ricordare le cappelle di San Castrense, di San Benedetto e del SS. Crocifisso: quest’ultima splendido esempio di barocco a marmi mischi. La chiesa custodisce anche le tombe reali del primo e del secondo Guglielmo.

È interessante anche il tesoro, al quale si accede per la Cappella del Crocifisso, realizzata in periodo barocco. Il chiostro, altro luogo di delizie per gli occhi ed il cuore, è un vero capolavoro dell’arte della scultura e dell’intarsio di pietre dure. Le 228 colonnine gemine, ognuna delle quali presenta decori differenti, sono sormontate da elaboratissimi capitelli che sostengono archi d’ispirazione araba.

Il Duomo rientra tra quelli proposti all'Unesco nell'ambito dell'Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale come Patrimonio dell'Umanità, la cui approvazione si attende del 2015.

Anch’esso coevo alla costruzione del Duomo, il chiostro ha forma quadrangolare e racchiude, in un piccolo spazio, un intero campionario di forme e di culture desunti dall’arte provenzale, borgognona, dal classicismo dell’area salernitana e, come sempre in questa zona della Sicilia, dall’arte araba. Nell’angolo meridionale è il recinto quadrato con la fontana con alto stelo, che evoca la forma del tronco di una palma, e rimanda, con la delicatezza delle forme e dei colori, alle magiche e sensuali atmosfere delle dimore orientali.

CIACULLI

Ciaculli, località a sud-est di Palermo, è una delle aree verdi immersa nella Conca d'Oro palermitana che conserva ancora le caratteristiche della borgata di campagna.
Ciaculli presenta esempi di edilizia contadina e tra le sue contrade non sono pochi i vecchi casali o bagli di grandi proprietari terrieri del 700 e dell'800. Molti sono anche i vecchi magazzini risalenti alla fine Ottocento, usati come depositi per gli strumenti da campagna, questi magazzini o Malaseni così chiamati in siciliano possiedono un caratteristico tetto ricoperto di tegole. In quest'area è presente il Parco Agricolo in cui viene coltivato il mandarino tardivo di Ciaculli,  tutelato da Slow Food ed esportato in tutto il mondo.
Dalla lavorazione di questa specie di mandarino si producono: la marmellata di Ciaculli, il Rosolio che è un liquore dolce ottenuto dal mandarino ancora verde, ed il miele, prodotto dai fiori di Zagara, prima della maturazione del frutto.

 

CONCA D'ORO

La Conca d'Oro è la pianura sulla quale è adagiata la città di Palermo, compresa fra i Monti di Palermo ed il Mar Tirreno. E' attraversata dal principale fiume palermitano, l'Oreto. Si estende per circa cento chilometri quadrati, da sotto i rilievi di Bagheria e Villabate a est sino a ad ovest, ed era un tempo interamente coltivata ad agrumeto, da cui proviene il nome, legato alle tipiche colorazioni dei frutti riecheggianti il dorato.
Parte di quest'area è dedicata alla coltivazione del Mandarino tardivo di Ciaculli. 

 

FICUZZA

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Ficuzza è una frazione del comune di Corleone, in provincia di Palermo.

La nascita si deve al re Borbone Ferdinando III di Sicilia che qui fece costruire una palazzina di caccia nel 1799, denominata Real Casina di Caccia, dopo aver acquistato i feudi Cappelliere, Lupo e Ficuzza, prima appartenenti al clero. La passione del sovrano per la caccia determinò dunque la nascita del primo nucleo della borgata.

La Real Casina di Caccia di Ficuzza, costruita nel parco della Ficuzza, si caratterizza per la sua facciata rettangolare e severa. Il primo progetto fu affidato ad Alessandro Emmanuele Marvuglia, che venne però abbandonato, e fu preferito il padre Giuseppe Venanzio Marvuglia il cui progetto fu realizzato con la collaborazione dell’allievo Nicolò Puglia nei primi anni del XIX secolo. Il palazzo è stato riaperto al pubblico nell’aprile 2009.

 

CASALE BORGIA PALAZZO ADRIANO

Casale Borgia Resort si trova a Palazzo Adriano, Pallaci in arbëreshe, u Palàzzu in siciliano, in provincia di Palermo. Tra bellezze naturali e ricchezze culturali insospettabili, in una valle incantata, tra le provincie di Palermo e Agrigento, nasce questo splendido Resort dove la tranquillità e il benessere sono la regola. Sarà possibile partire alla scoperta di borghi e di boschi circostanti a piedi, a cavallo o in mountain bike, respirando aria pura, godendo di splendidi paesaggi.

Palazzo Adriano uno dei paesi dell'entroterra palermitano confinanti con la provincia di Agrigento, in origine arbëreshe, che conserva ancora il rito liturgico greco-cattolico e appartiene all’eparchia bizantina di Piana degli Albanesi. Noto per essere stato tra i set naturali del film Nuovo Cinema Paradiso, vincitore di un premio Oscar nel 1990, dal 2012 è sede, insieme a Bivona, del Parco dei Monti Sicani. Nel 2014 ha ottenuto dalla Regione Siciliana il riconoscimento di "paese a vocazione turistica”.