01010101Sembra una stupidaggine, ma sono in tanti a non sapersi lavare le mani. E un passaggio ultrarapido davanti al lavabo, spesso ignorando il sapone, non manda certo via microbi e batteri. Con le infezioni in agguato: complicazioni che, ad esempio in ospedale, prolungano la degenza dei pazienti. E allora nasce il progetto “Mani pulite” di Cittadinanza attiva. Le toghe non c’entrano niente: si tratta di un invito a perdere qualche minuto in piu’ sotto il getto d’acqua del rubinetto. Con un un mini convegno con tanto di dimostrazione pratica. “Molti – spiega Franca Pretta, coordinatrice regionale del tribunale per i diritti del malato-Cittadinzattiva – sono convinti che basti sciacquarsi le mani. E invece lavarsele davvero e’ un’altra cosa. C’e’ una tecnica non difficile da imparare, quasi un gioco. Ma e’ un’azione positiva. Per il proprio benessere e per quello degli altri”. Qualche secondo in piu’ per farsi scorrere l’acqua anche fra le dita o magari pulire il pollice, il dorso della mano o le parti vicine agli anelli che si indossano. Il sapone? A volte e’ uno sconosciuto. “Da una piccola indagine che abbiamo condotto – spiega Pretta – abbiamo scoperto che, soprattutto nei luoghi pubblici, le persone non si fidano dei contenitori con il sapone liquido”. Durante l’incontro di questo pomeriggio nella sede di Cittadinanzattiva, insieme alla dimostrazione pratica, sono stati approfonditi i temi relativi alla sicurezza del paziente. Con istruzioni che arrivano direttamente dagli ospedali: “Cosa fare e quando farlo: istruzioni per l’uso”.

Renato sansone
MeteoWeb