Ha fatto molto scalpore la storia de "Le Iene" picchiate a Siracusa. Del brutto episodio si parla ancora. Non a caso Cristiano Pasca, la iena interessata – e picchiata – ha concesso un'intervista nella quale spiega che "in quei momenti ti rendi conto di quanto sia importante dare voce a denunce come quella di Sea Sheperd nella zona del Plemmirio. Si trattava di spiegare come un certo tipo di pesca, fatta fuori dalle norme previste, possa essere nociva per il patrimonio ittico e ambientale siciliano. I pescatori che abbiamo seguito durante l’inchiesta hanno reagito alla nostra denuncia in modo violento, senza sentire ragioni e preferendo le vie di fatto. E da siciliano questo mi fa doppiamente male, provando per la mia terra un amore assoluto", si legge sul sito "cittadinicomuni.it".

Perché in Sicilia si pesca senza rispettare le regole? "Perché non c’è educazione civica, alcune persone operano senza sapere che queste regole esistono e vanno rispettate. Ciò è sbagliato da un lato perché la legge non ammette ignoranza, dall’altro perché quando qualcuno prova a spiegargliele si reagisce in modo violento e ingiustificabile. Anche un attivista di Sea Sheperd che si trovava con noi è rimasto coinvolto nella rissa. Questo è un discorso che va bene al di là del caso dei ricci di mare che abbiamo documentato. È una realtà molto più complessa, di persone che agiscono in un determinato modo, sbagliando, perché non sono state messe nelle condizioni di sapere come comportarsi. E che nel corso del tempo si sono disabituate all’ascolto, intendendo che il loro modo di agire fosse legittimato dal fatto che si è sempre fatto così, che non esistono strade diverse rispetto a quelle che battono da sempre", dice giustamente Cristiano Pasca.

Dopotutto il suo ragionamento è inattaccabile: "Quando il mare sarà del tutto desertificato dalla pesca massiva, cosa pescheranno? Cosa venderanno?".