Ogni giorno gli aeroporti ospitano moltissimi passeggeri provenienti da tutto il mondo. Pensate che, soltanto a London Heathrow arrivano quotidianamente in media 205.000 persone, che corrispondono a circa 75 milioni l'anno. Questi passeggeri, però, non solo "soli": secondo uno studio pubblicato su Clinical Microbiology and Infection, le maniglie delle porte dei bagni degli aeroporti ospitano invisibili batteri resistenti, che i viaggiatori possono raccogliere e diffondere nel loro Paese, una volta tornati a casa. Per dimostrare la loro teoria, i ricercatori hanno usato questo approccio: ogni volta che un membro del gruppo faceva un viaggio internazionale, eseguiva un tampone sulla superficie di una porta del bagno dell'aeroporto visitato, conservandolo per poi testarlo una volta tornato in laboratorio.

Dallo studio è emerso che i viaggi aerei possono potenzialmente introdurre batteri resistenti ai farmaci su superfici che sono letteralmente a portata di mano. I piccoli numeri dei tamponi analizzati rappresentano un limite dello studio, ma si può concludere che i viaggi internazionali presentano un rischio fino adesso insospettato per la salute pubblica. 

AdnKronos riporta i dettagli della ricerca:

Nel corso della loro ricerca, gli studiosi hanno esaminato 400 porte del bagno di 136 aeroporti in 59 Paesi. Il 60% dei campioni è stato prelevato da bagni maschili, il resto da toilette per signore. La coltura in laboratorio è durata in media 7 giorni. I campioni sono stati prelevati agli arrivi, alle partenze e nelle zone di sosta.

Ebbene, la maggior parte dei batteri 'scovati' è costituita da S. aureus, presente nel 5,5% dei campioni. Lo S. maltophilia era presente nel 2% e l'Acinetobacter baumannii è stato trovato nell'1,3% dei campioni. Gli altri batteri isolati erano per lo più enterococchi, 'spia' di contaminazione fecale. I ricercatori sottolineano comunque una buona notizia: l'assenza nell'elenco di altri patogeni molto insidiosi, come Pseudomonas aeruginosa ed enteroccocchi resistenti alla vancomicina, microrganismi questi ultimi particolarmente virulenti.

I batteri scoperti sono stati a loro volta testati, e in alcuni casi hanno mostrato una resistenza agli antibiotici. In particolare uno S. aureus – trovato sulla porta di un bagno a Parigi – ha mostrato invulnerabilità a diversi farmaci, ma si è rivelato suscettibile ad altri antibiotici, fra cui glicopeptidi e rifampicina. Insomma, se secondo la tradizione popolare mani, mosche e maniglie sono ricettacoli di sudiciume, dalla scienza questa volta arriva una conferma, almeno per mani e maniglie.