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Licata – Festeggiamenti in onore del Patrono S.Angelo Martire

La festa di maggio è quella principale, si svolge dal 3 al 6, coinvolge tutta la città ed anche chi viene da fuori per onorare il Santo Patrono. In questi giorni la città è invasa dalle bancarelle, in quella che è definita la “fiera di Maggio”. La festa religiosa ha inizio il 4 maggio quando, dopo la Santa Messa delle ore 19:00, l’urna è prelevata dalla cappella che viene aperta con tre chiavi, come prevede un antico rituale, in cui l’apertura è effettuata dal Sindaco, dal Prevosto della Collegiata della Chiesa Madre e dal Rettore del Santuario, ed in processione viene portata sull’altare maggiore dove hanno inizio i solenni Vespri. La mattina del 5 maggio durante la Santa Messa avviene l’offerta dei doni del mare e della terra, le “mule parate”, una tradizione che richiama alla dominazione spagnola dove gli animali sono adornati con vistose bardature e coperti da ricchi drappi, e vengono benedetti i bambini votati a Sant’Angelo. La sera alle ore 20:00, finita la Messa, si svolge la processione dell’urna di Sant’Angelo, posta su un artistico baldacchino su cui è effigiato lo stemma di Licata, l’aquila sveva. Sant’Angelo durante la processione, così come vuole la tradizione, è accompagnato da quattro ceri che in mattinata vengono portati in Piazzetta Elena aspettando il passaggio dell’urna. I momenti più suggestivi della processione sono le corse dell’urna nel ricordo di eventi drammatici quando le reliquie venivano appunto portate di corse fuori dalla città per custodirle in luoghi sicuri per evitare che venissero profanate dagli invasori. La prima corsa avviene in Piazza Duomo; qui i contadini che hanno uscito l’urna dalla chiesa di Sant’Angelo la consegnano ai marinai, costituiti oggi in Associazione “Pro Sant’Angelo”, che, vestiti dalla divisa della Marina Militare e a piedi scalzi, si preparano alla corsa che avviene fin dentro la Chiesa Madre in un momento davvero esaltante. La processione prosegue in Piazza Progresso, davanti al Palazzo di Città, dove Sant’Angelo si trova in mezzo ai quattro ceri, in quello che lo storico siciliano G. Pitrè ha definito “Sant’Angilu ‘nmenzu ‘ntorci” o “i cincu d’aremi”, a paragonare questo momento al numero cinque delle carte da gioco siciliane. Dopo una lunga processione in cui Sant’Angelo è portato tra le strade della città, a tarda notte vi è il rientro in chiesa, senza non prima aver effettuato l’ultima corsa che questa volta avviene con l’urna seguita dai quattro ceri in un momento davvero suggestivo e ricco di pathos, in cui i marinai corrono fin dentro la chiesa patronale a concludere la processione. Il 6 maggio è la giornata del ringraziamento, nel primo pomeriggio al porto si svolgono i giochi dell’albero della cuccagna (palio a ’ntinna) e del palio a mare. Questi giochi che sono molto divertenti risalgono al 1625 e consistono nell’abilità degli atleti di stare su dei pali posti a terra e a mare, resi viscidi dal sapone, per conquistare degli oggetti posti alla loro estremità. La sera nella Chiesa di Sant’Angelo viene cantato il Te Deum e subito dopo l’urna viene riposta nella cappella che, con lo stesso rituale avvenuto il 4 maggio, viene chiusa dalle tre chiavi per essere riaperta in agosto, per l’altra festa in onore di Sant’Angelo. Con gli spettacoli musicali che avvengono in Piazza Progresso e i fuochi d’artificio di mezzanotte, “u casteddru focu”, che si svolgono nel lungomare è dichiarata conclusa la festa di maggio.

Staff Siciliafan