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L’omicidio-suicidio vicino Roma: altri dettagli controversi

L'Italia intera è sconvolta per l'omicidio della giovane Yasmine, accoltellata alla gola dalla madre che poi si è uccisa dando fuoco all'appartamento vicino a Roma dove vivevano. Che qualcosa non andasse era chiaro a diverse persone, scrivono oggi i giornali. A scuola Yasmine aveva partecipato al progetto di formazione "Giornalista non per Caso".

"Non voglio tornare da lei, lei è il diavolo", avrebbe detto al personale del 118 durante l'ultima visita in ospedale. "La prossima volta che verrete qui sarò morta", avrebbe poi dichiarato in un'altra occasione al personale dell'ambulanza arrivato a casa sua.  Ora gli inquirenti sono a lavoro per ricostruire il contesto familiare in cui l'omicidio-suicidio si è consumato.

Ad oggi è emerso che la madre era oppressiva. La donna tentava di controllare ogni movimento della figlia con cui aveva continui litigi. Da una parte un'adolescente con la voglia di vivere di una giovane di neanche 20 anni, curiosa e desiderosa di mettersi alla prova, dall'altra un contesto familiare segnato dai problemi dalla madre, autoritaria e violenta.

 

Fausto Rossi