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Le Madonie entrano ufficialmente nella rete internazionale delle Blue Community. Il riconoscimento è stato assegnato durante la Giornata mondiale dell’acqua 2026 nel Comune di Udine e coinvolge 14 Comuni del comprensorio madonita, segnando un passaggio concreto nella gestione pubblica della risorsa idrica in Sicilia.

Si tratta di uno dei primi due riconoscimenti ufficiali in Italia, insieme a quello attribuito al Comune di Udine. Un risultato che porta le Madonie in un circuito internazionale impegnato a difendere l’acqua come diritto umano fondamentale e bene comune.

Cosa significa essere Blue Community

L’adesione alla rete Blue Community non è solo simbolica. Impone impegni precisi alle amministrazioni locali:

  • gestione pubblica del servizio idrico;
  • riduzione dell’uso di plastica monouso;
  • accesso libero e sicuro all’acqua potabile;
  • promozione di una cultura dell’acqua condivisa.

Il progetto Madonie nasce in coerenza con la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e con il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. L’obiettivo è rafforzare un modello di gestione sostenibile, partendo dalle risorse locali.

I 14 Comuni coinvolti e il sistema in salvaguardia

Il riconoscimento riguarda i Comuni che gestiscono il servizio idrico in regime di salvaguardia: Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Castelbuono, Collesano, Gangi, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, Scillato e Sclafani Bagni.

“Il riconoscimento dell’Unione dei Comuni Madonie quale Blue Community – afferma il Presidente dell’unione dei comuni Madonie Luigi Iuppa – per i 14 comuni dell’area che gestiscono il servizio idrico in regime di salvaguardia (…) rappresenta contemporaneamente un punto di arrivo per le azioni intraprese negli ultimi anni per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione della risorsa idrica ed un punto di partenza per le azioni da portare avanti per superare le criticità che ancora riguardano il servizio. Con le scuole, le consulte giovanili, le associazioni e le imprese verrà condiviso un programma di azioni positive per l’uso efficiente e il riuso dell’acqua e per mettere in atto best practies realizzate in altre aree”.

Il ruolo di SO.SVI.MA. e i risultati concreti sulle reti idriche

La candidatura è stata costruita da SO.SVI.MA. S.p.A., che coordina tecnicamente i Comuni dal 2019.

“La candidatura è stata predisposta e presentata dalla SO.SVI.MA. Spa, spiega l’Amministratore Unico Alessandro Ficile, che – sotto il profilo tecnico – dal 2019 coordina i 14 comuni in regime di salvaguardia, ed ha coinvolto il Parco delle Madonie ed alcune associazioni che da anni operano sul territorio. La candidatura fonda le proprie radici sui principi posti alla base del quesito referendario sull’acqua pubblica svoltosi nel 2011 e pertanto rifugge dalla logica che sull’acqua si possano lucrare profitti ma invece si debba semplicemente puntare alla copertura dei costi”.

Uno degli elementi più concreti riguarda le reti idriche. Grazie agli interventi finanziati dal PNRR, la dispersione è scesa da oltre il 70% a meno del 40%. Un dato che fotografa un miglioramento reale, anche se il margine di intervento resta ampio.

Un territorio unico in Europa: acqua, geologia e biodiversità

Il riconoscimento si inserisce in un contesto territoriale già unico. Il Madonie UNESCO Global Geopark, riconosciuto nel 2015, custodisce oltre 235 milioni di anni di storia geologica.

Le rocce carbonatiche funzionano come un grande serbatoio naturale, alimentando acquiferi tra i più importanti della Sicilia. A questo si aggiunge una biodiversità rilevante: tra le specie simbolo ci sono l’Aquila reale, il Capovaccaio e l’Abies nebrodensis, pianta rara che rappresenta la resilienza del territorio.

Un passaggio istituzionale e culturale

“Il riconoscimento delle Madonie quale Blue Community – dichiara il Presidente del Madonie UNESCO Global Geopark, Giuseppe Ferrarello – segna un passaggio di grande valore istituzionale, che afferma l’acqua come diritto umano fondamentale e bene comune. Ottenuto in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, questo traguardo rappresenta non un punto di arrivo, ma l’inizio di una responsabilità condivisa: rafforzare una gestione pubblica, equa e sostenibile della risorsa idrica, promuovendo al contempo una nuova cultura dell’acqua, fondata su tutela, consapevolezza e partecipazione”.

Ferrarello ha anche sottolineato il ruolo delle istituzioni locali:

“Desidero esprimere un sentito ringraziamento al Presidente dell’Unione dei Comuni Madonie, Luigi Iuppa, e all’Amministratore Unico di SO.SVI.MA. S.p.A., Alessandro Ficile, per la visione e il lavoro svolto, determinanti per il conseguimento di questo importante riconoscimento. Il Madonie UNESCO Global Geopark rinnova così il proprio impegno al fianco delle comunità locali: custodire l’acqua significa custodire la vita, l’identità e il futuro del territorio”.

Cosa cambia davvero per le Madonie

Il riconoscimento non resta sulla carta. Si traduce in azioni operative e in un cambio di prospettiva.

Le numerose sorgenti delle Madonie diventano il centro di una nuova strategia territoriale. La tutela dell’acqua si lega direttamente alla lotta contro i cambiamenti climatici e allo spopolamento delle aree interne.

I Comuni coinvolti hanno già previsto strumenti di monitoraggio: verranno pubblicati report annuali per rendere trasparenti i risultati e le criticità ancora presenti.

Cosa significa Blue Community?

È una rete internazionale che promuove la gestione pubblica dell’acqua come diritto umano. Le comunità aderenti si impegnano a garantire accesso equo, sostenibilità e riduzione dell’impatto ambientale.

Quali Comuni delle Madonie sono coinvolti?

Sono 14 Comuni in regime di salvaguardia, distribuiti tra costa e aree interne. Insieme gestiscono direttamente il servizio idrico.

Qual è il risultato più concreto ottenuto finora?

La riduzione delle perdite idriche: dal 70% a meno del 40%, grazie a interventi finanziati dal PNRR.

Perché questo riconoscimento è rilevante?

Perché collega tutela ambientale, gestione pubblica e sviluppo territoriale, offrendo un modello replicabile anche in altre aree italiane.