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Nel 2024, l’Italia ha detto meno “sì” rispetto al passato. I matrimoni sono scesi a 173.272, con un calo del 5,9% rispetto al 2023. Un dato che conferma una tendenza in atto da anni: gli italiani si sposano di meno, sempre più tardi, e sempre meno in chiesa.

Ma in Sicilia, la storia è diversa. Come riportato da Leggo.it se nel Nord Italia oltre il 58% dei matrimoni è civile, nell’Isola solo il 26% segue questa via. Il restante 74% si celebra ancora con rito religioso, segno che qui la tradizione conserva una forza simbolica e culturale che altrove sembra svanita.

Una scelta che non riguarda solo la fede, ma anche l’identità. In Sicilia, il matrimonio è ancora un rito sociale, collettivo, partecipato. Nonostante i cambiamenti demografici, l’Isola si conferma fedele a un modello familiare che altrove va scomparendo.

Meno nozze in Italia, ma il Sud non rinuncia al rito

I dati Istat parlano chiaro: i matrimoni religiosi sono in calo in tutta Italia, con un -11,4% solo nel 2024. Tuttavia, nelle regioni del Sud, e in particolare in Sicilia, la resistenza è netta.

Questo dato riflette una profonda differenza culturale. Mentre nelle grandi città e nelle regioni settentrionali prevalgono scelte più laiche o minimaliste, nel Sud Italia il matrimonio conserva una centralità sociale forte.

In Sicilia, più che altrove, sposarsi in chiesa è ancora sinonimo di festa pubblica, legame familiare e riconoscimento comunitario. Il rito religioso è vissuto come un momento solenne e condiviso, che unisce sacralità e tradizione. Rappresenta un passaggio simbolico profondo, sentito dalla coppia e dall’intera comunità. Non è solo una scelta spirituale, ma anche culturale e identitaria.

Sposarsi sì, ma sempre più tardi

Un aspetto comune a tutto il Paese è l’età sempre più avanzata degli sposi. Nel 2024, gli uomini si sposano in media a 34,8 anni, le donne a 32,8. Il matrimonio non è più un passaggio giovanile, ma una scelta posticipata, spesso dopo convivenze o figli.

Anche le seconde nozze subiscono un rallentamento: sono state 42.784 nel 2024, in calo del 3,5%. La scelta più diffusa tra le coppie – ben il 74% – è la separazione dei beni, chiaro indicatore di una crescente attenzione all’autonomia economica all’interno della coppia.

Divorzi e separazioni: numeri in discesa

A fronte di un minor numero di matrimoni, anche le separazioni e i divorzi registrano un calo. Nel 2024 le separazioni sono state 75.014 (-9%), i divorzi 77.364 (-3,1%).

Un trend che può essere letto in due modi: da un lato, il minore numero di unioni produce ovviamente meno rotture. Dall’altro, si può ipotizzare una stabilità maggiore delle coppie attuali, che scelgono di sposarsi dopo percorsi più lunghi, maturi e consapevoli.

In Sicilia il matrimonio è una scommessa: l'isola batte un record che non ti aspetti

Secondo Gian Ettore Gassani, avvocato matrimonialista: “Il matrimonio non è più il sogno degli italiani: dagli oltre 450.000 matrimoni del 1970 agli appena 173.000 di oggi. Ma non significa che le famiglie non si formino: convivono, scelgono unioni civili, hanno figli fuori dal matrimonio”.

Unioni civili e matrimoni misti: dove e con chi?

Le unioni civili tra persone dello stesso sesso nel 2024 sono state 2.936, in lieve calo del 2,7% rispetto al 2023. La maggior parte si concentra nel Nord-Ovest e nelle grandi città, come Roma e Milano, dove l’accettazione sociale e i servizi pubblici risultano più accessibili.

I matrimoni misti, con almeno uno sposo straniero, rappresentano il 16,9% del totale nazionale, ma nel Mezzogiorno la percentuale scende drasticamente: in Sicilia e Puglia si ferma all’8,6%, una delle più basse in Italia.

La maggioranza di queste unioni coinvolge uomini italiani e donne straniere (71,7%), confermando un certo profilo culturale e migratorio radicato nelle dinamiche mediterranee.

Sicilia, l’isola dove il matrimonio è ancora un rito collettivo

In una fase storica in cui il matrimonio perde centralità sociale, la Sicilia conserva un rapporto privilegiato con il rito religioso. Non si tratta solo di un aspetto liturgico, ma di un modello culturale che attribuisce alla celebrazione nuziale un valore identitario, familiare e comunitario.

Anche se il numero complessivo di matrimoni cala anche qui, la Sicilia si distingue per la tenacia con cui mantiene viva la cerimonia tradizionale, in controtendenza rispetto al resto del Paese.