Categorie News

Migranti in Sicilia e paura della scabbia, l’esperto: ‘Timore infondato’

Meno di 5 mila i casi registrati quest'anno in Italia, per la precisione 4.700. Ecco perché il timore di un'epidemia di scabbia portata dai migranti che sbarcano in Sicilia è del tutto infondato. Parola di Giulio Tarroemerito di Virologia all'ospedale Cotugno di Napoli. Lo scienziato e ricercatore, super esperto di grandi malattie come l'ebola tranquillizza i "tremebondi" attraverso il sito lavocedinewyork.com:

La scabbia si presenta agli onori della cronaca dopo l'ultima guerra mondiale. Allora era causata da ricoveri affollati. Oggi è motivo di polemica pro e contro l'immigrazione. Si viene a sapere dal Ministero della Salute che il 10% degli immigrati ne è infetto, con previsione di 4.700 casi per il 2015 con 46.000 immigrati, ma con il dato ufficiale di 6.000 casi l'anno di scabbia denunciati in Italia. Il solito polverone dei mezzi d'informazione, vedi il caso della recente epidemia da virus ebola con poche migliaia di morti, mentre soltanto nell'Africa sub-Sahariana, nell'ultimo anno, si registrano oltre un milione di morti per AIDS, stando ai dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il professore entra nello specifico, spiegando nel dettaglio in cosa consiste la scabbia:

È un’infezione della pelle provocata da acari. Si contrae attraverso il contagio di indumenti infestati, biancheria da letto, lenzuoli, federe, asciugamani ed anche per contatto sessuale. Vescicole e croste sono espressione sintomatologica e rappresentano il veicolo di diffusione. Fattori importanti che contribuiscono alla trasmissione della scabbia sono dati dal livello igienico scarso, dalla promiscuità, dai viaggi e dalle case di cura. Più frequente in inverno per il sovraffollamento, colpisce tutte le età, senza differenze di sesso. Gli acari sono microscopici e scavano gallerie cutanee dove vengono depositate le uova, le cui larve fuoriescono dalla superficie della pelle dopo maturazione in meno di due settimane con un’incubazione totale di 3-6 settimane, più breve dopo recidiva. Sintomi sono il prurito fastidioso, talora doloroso con eritema, vescicole e pustole attorno ai polsi ed in mezzo alle dita delle mani ed anche dei piedi, alle ascelle, ai gomiti, al petto, all'ombelico, alle natiche. Superinfezioni da grattamento portano all'impetigine, infezioni batteriche della cute. La terapia della scabbia è a base di creme e lozioni per uccidere gli acari che sopravvivono solo 24-36 ore lontano dall'ospite umano. I presidi terapeutici si trovano in farmacia e vanno applicati a tutto il corpo per 8-12 ore prima della loro rimozione. Si consiglia la ripetizione dopo una settimana. Lavarsi solo dopo il tempo necessario del trattamento, una nottata.

Fausto Rossi