Oltre l'Isola

“Milano su Misura”, cinque siciliani in corsa per il premio della sartoria maschile

Sono cinque i sarti siciliani in corsa per la vittoria alla terza edizione di “Milano su Misura“. Il 14 e il 15 ottobre, a Milano, ci saranno due giorni dedicati al fatto a mano su misura in Italia, con eventi, convegni, incontri.

Cinque sarti siciliani a “Milano su Misura”

Anche quest’anno sono due le categorie in cui sono divisi i sarti. Ci sono gli “Iuvenes“, cioè i giovani talenti di età inferiore ai 35 anni, e i “Magistri” del Trofeo Arbiter. In questa categoria rientra di diritto anche il vincitore degli Iuvenes dell’anno precedente. I partecipanti avranno dei temi, a seconda della categoria, per realizzare le loro creazioni, che sfileranno poi in passerella per il Trofeo.

A conclusione della manifestazione, nella serata di sabato 15 ottobre, ci sarà la Cena di Gala, nel corso della quale verranno consegnati i premi e annunciato l’Arbiter Excellence Ranking per il 2022 con l’assegnazione dei trofei.

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I partecipanti dovranno realizzare un capo seguendo un tema: per i Magistri un viaggio d’affari Milano-Dubai e ritorno in un abito. Eleganza, fra libertà e leggerezza. Per gli Iuvenes coniugare i valori sartoriali del passato con l’abito tecnico e contemporaneo.

I sarti siciliani a Milano saranno cinque:

  • Claudio Italiano, 37 anni, nato a Palermo. È figlio d’arte di Luigi, 82 anni, che è ancora in attività mantenendo intatta la passione per la sartoria. “Il mio stile si basa su abiti confortevoli – spiega – la maggior parte dei miei clienti preferiscono capi di questo tipo. I tessuti sono prettamente leggeri, anche per la stagione invernale. Mi ispiro molto alla tradizione della sartoria milanese. Il nostro capo principe è la giacca monopetto con i revers con punta a lancia, destrutturata”.
  • Lorenzo Sparatore, 34 anni, nato a Ragusa. “Ho studiato moda in un istituto di Milano – racconta -. Poi sono tornato nella mia terra e ho iniziato a lavorare in una sartoria storica di Ragusa. Il mio stile è retrò e innovativo al tempo stesso. Il lavoro è quello tradizionale ma mi piace cambiare i canoni estetici. I tessuti che utilizzo sono vari, dal capospalla al semipesante e anche i capi da sera, con la seta. Mi piacciono molto i tessuti tecnici, i sintetici”.
  • Guido Davì, 52 anni, nato a Palermo. “Sono figlio d’arte, mio padre Giuseppe ha fatto questo mestiere per 67 anni. Ho iniziato nel 1990, il mio stile è molto sempice e lineare ma avendo lavorato in Inghilterra ho un contaminazione british nei miei lavori. I tessuti che utilizzo sono leggeri, pettinati. Adesso si predilige, in alcuni casi, la comodità rispetto alla forma. Il capo per cui abbiamo una particolare ‘simpatia’ è il monopetto con petti a lancia”.
  • Leonardo Maltese, 25 anni, di Vittoria. “Sono stato sempre affascinato dalla sartoria, la passione per questo lavoro arriva però dopo. Ho provato all’università il percorso di interior design ma durante gli studi ho scoperto di essere appassionato oltre che affascinato. Il mio stile è basato sull’esperienza che ho maturato a Napoli e altre città d’Italia. I tessuti che utilizzo sono principalmente leggeri, blend come lana, lino, seta e ad alto ritorto”.
  • Samuele Gallo, 34 anni, nato a Ragusa. “La passione per la sartoria nasce dall’esigenza di un 16enne che piuttosto che chiedere come regali videogiochi o altro preferivo sempre un doppiopetto. Ho iniziato a freqentare le sartorie della mia città, poi il corso di taglio e ho deciso di intraprendere la carriera di sarto. Il mio stile è un po’ sartoriale ma c’è molta innovazione da parte mia. Personalizzo l’abito utilizzato qualsiasi tipo di tessuto. Mi piacciono in particolare il cachemire, il tweed, la vigogna”.
Redazione