NOTO (SIRACUSA) – "Questa terra meravigliosa e piena di cultura anni fa ha ispirato 'Sicilia amante mia', testo scritto con Gianni Bella. È così che ho descritto il mio rapporto con quest'isola magica". Una storia raccontata a tempo di musica quella di Mogol, che tra aneddoti e canzoni sabato sera ha fatto ripercorrere al pubblico di Noto oltre 50 anni di musica leggera italiana e una vita ricca di esperienze originali.

'Pensieri e Parole' è il tour che ha fatto il giro dell'Italia, nel quale, dice Mogol, "spiego anche che l'obiettivo della scuola di musica Cet da me fondata è formare i nuovi professionisti della musica pop. Artisti come Arisa e Giuseppe Anastasi hanno frequentato le nostre aule".

Un modo per combattere il "degrado degli ultimi anni fatto di talenti decretati dai reality show, che se sono fortunati sopravvivono a una stagione di celebrità. Bisognerebbe, invece, premiare la qualità al posto del profitto. Negli anni di Battisti, Rino Gaetano e Cocciante emergevano le vere capacità, fatte anche di tante ore di studio, d'altronde il talento è una forma di bugia. La creatività se non è supportata dall'impegno non conduce a buoni risultati".