PALERMO – "Si chiuieru sti iecca sangu" ("si sono chiusi all'interno questi ***"): è quello che avrebbe detto uno degli anziani durante un sopralluogo prima di lanciare una molotov contro due fidanzati a Ciaculli, nel cuore di Palermo. Il cerchio delle indagini si è chiuso: l'accusa è di tentato omicidio di Umberto Geraci e Jessica Modica, rispettivamente di 22 e 23 anni. Gli agenti della squadra mobile diretta da Rodolfo Ruperti – che ieri erano riusciti a risalire a Benedetto Fici, pregiudicato di 77 anni – questa mattina hanno fermato anche Antonino Faraone.

"Gli anziani non hanno detto nulla per giustificare il loro gesto – ha spiegato Ruperti – I fatti sono quelli che ci sono stati raccontati in modo concordante dai due feriti. Il ragazzo era andato via da un anno e viveva nel casolare di via Tenaglia, a poche centinaia di metri dalla fidanzata, usando la tenda come rifugio. Già negli scorsi mesi, dopo una serie di minacce e vessazioni, il primo rudere era stato bruciato. Nella seconda circostanza, lunedì, l'esplosione di alcune molotov si è verificata durante la permanenza dei due giovani. Ci sono pochi dubbi sul dolo. Le molotov sono state lanciate da entrambi gli anziani. I due giovani sono stati raggiunti dalle bottiglie incendiarie, piene di benzina e pezzi di ferro. La ragazza ha riportato ustioni sul 20% del corpo, mentre il ragazzo è stato ridotto in fin di vita e si trova nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Civico".