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MORGANTINA

Il sito archeologico di Morgantina si trova circa 3 chilometri da Aidone. Esplorare la storia di Morgantina ci permette di soffermare la nostra attenzione sulla storia della Sicilia antica. Le sue origini si perdono nelle notte dei tempi. Gli scavi archeologici hanno documentato insediamenti a partire da 1800 a.C. 

Nell'’XI sec. è documentato, sulla collina della Cittadella, il primo insediamento di popolazioni di origine italica, i Morgeti, che daranno il nome alla futura città. I Siculi Morgeti hanno lasciato ampia traccia di sé anche dopo l’arrivo dei Greci che ,tra il settimo e il sesto secolo, fondano sulla Cittadella una piccola città , di cui resta l‘agorà. Sarà distrutta nel 459 a. C. da Ducezio, il capo siculo che si era posto a capo del movimento indipendentistico del suo popolo. Ricostruita nel pianoro antistante di Serra Orlando, Morgantina raggiunge il massimo splendore tra il quarto secolo a.C. e la prima metà del terzo. 

Pur dipendendo da Siracusa, a cui paga la decima, è una città molto ricca, come dimostrano i due grandi granai presso l’agorà e la capacità di battere moneta propria. E’ l’epoca in cui acquisisce l’attuale impianto urbanistico e la gran parte degli edifici pubblici, compresa la magnifica scalinata trapezoidale utilizzata come Ekklesiasteron. 

Il sopraggiungere della potenza romana e le alterne vicende e alleanze nelle guerre puniche, porteranno alla conquista cruenta, nel 211 a.C., e alla decadenza della polis, affidata dai Romani ai mercenari spagnoli di Moerico. La città è ridimensionata, le ricche case abbandonate, gli edifici pubblici ridotti a tabernae e officine per vasai; ma la sua ricchezza e vitalià economica è ancora testimoniata dall’unico edificio costruito ex novo in quest’epoca: il Macellum, una sorta di mercato coperto dalla caratteristica struttura squadrata, con tholos centrale. La città è ormai destinata ad un lento ed irreversibile declino. 

Viene definitivamente abbandonata all’inizio dell’era cristiana e, sepolta dal tempo e dalla storia, non intaccata da ulteriori sovrapposizione, si è manifestata nella sua interezza e magnificenza agli archeologi e ai visitatori del nostro secolo. 

Il sito, sul quale si sviluppa la zona archeologica di Morgantina, si estende su un sistema articolato di colline che procedono da Est verso Ovest per una lunghezza di circa tre chilometri; è posizionato nelle vicinanze di un affluente del Simeto, il Gornalunga, e a controllo di un vasto e fertile territorio agricolo. La posizione e la ricchezza del territorio spiegano il ruolo economico e politico avuto da Morgantina nella sua lunga storia. Più che di un sito allora si può parlare almeno di tre siti: il sistema collinare della Cittadella , abitato fin dalle epoche più remote, conserva : tracce del villaggio siculo e l’acropoli, l’agorà e la necropoli della città greca arcaica; è possibile visitarla, ma ancora non è inserita negli itinerari ufficiali; è raggiungibile, a piedi o con auto fuoristrada, continuando lungo la strada che costeggia l'agorà ellenistica per circa un chilometro e con una buona guida. La zona di San Francesco, è un ampio terrazzamento, che, oltre alle tracce delle capanne castellucciane, conserva i ruderi di un’ampia zona sacra, quella da cui i tombaroli trassero fuori gli acroliti di marmo oggi restituiti dal Museo della Virginia, il sito è alle spalle della collina est di Serra Orlando; anche questo non rientra negli itinerari ufficiali; si raggiunge continuando a percorrere la strada che costeggia l'agorà per un centinaio di metri, si svolta, a destra, all'altezza del rudere della chiesa di San Francesco, che dà il nome alla contrada. 

La contrada Serra Orlando è la meta conosciuta da tutti i visitatori, con gli splendidi reperti dell’epoca ellenistica, l'agorà e i quartieri residenziali, posti nelle collinette ad est e ad ovest della stessa agorà. La visita, in genere, non si prolunga alla collina ovest sulla quale sono state rinvenute le case,certamente le più belle ed interessanti, disposte in un regolare reticolato viario. 

Ancora, sparsi nelle campagne tutt’intorno, sono dislocati i santuari, dedicati al culto di Demetra e Kore (Santuario nord, Santuario di contrada Drago, entrambi ricoperti dopo lo scavo per difenderli dai tombaroli) l’edificio termale pubblico erroeneamente ritenuto un edificio sacro dedicato Afrodite, e le necropoli, ma è possibile imbattersi anche nelle tracce delle antiche mura. 

La visita guidata tipica si limita al sito di Serra Orlando, alla città ellenistica, fondata dallo stesso Ducezio, che aveva assediato e distrutto la città arcaica della Cittadella (459 a.C.), e che raggiunse l'attuale assetto nel corso del IV secolo, sotto l'egemonia di Siracusa. 

Il cancello d’ingresso, a nord, ci immette direttamente nell’agorà, la piazza, cuore pulsante delle poleis greche, dove si svolgeva la vita civile , politica ed economica. Siamo nello stoà nord identificato con il gimnasium, spazio, probabilmente, destinato alle attività sportive. A destra vediamo inerpicarsi verso i quartieri occidentali una strada lastricata, la Plateia A, lungo la quale si affaccia il Bouleuterion, sede del Consiglio cittadino, facilmente riconoscibile dall'esedra ad emiciclo. 

Procedendo verso sinistra incontriamo la Fontana Monumentale, a doppia vasca dedicata alle ninfe, quindi lo Stoà est, un grande portico colonnato e, in fondo, il Pritaneion, la sede del Magistrato della città, destinato ad accogliere gli ospiti di riguardo in visita alla città. 

Quasi al centro dell’agorà c’è l’unico edificio romano, il Macellum un mercato coperto, e subito dopo l’Ekklesiasteron , l’ampia gradinata trapezoidale che ospitava l’assemblea cittadina e ospita oggi le manifestazioni teatrali. 

Accanto si apre il Santuario dedicato alle divinità ctonie (Ermes, la Terra e tutti gli dei Ctoni ), caratterizzato dalla presenza di due cortili contigui, con ambienti disposti tutt'intorno; il cortile meridionale, caratterizzato da diversi altari e sacelli, si identifica come lo spazio riservato ai riti sacri; di fronte all'ingresso ovest c'è il Teatro, sulla cui gradinata si legge la dedicatio, di tale Eucleide, a Dioniso. 

Procedendo verso sud-est incontriamo il Granaio est, al suo interno ci sono delle piccole fornaci per ceramica e una, più grande, con prefurnio e appoggio per i vasi quasi intatto. Lungo lo stesso lato, in fondo, a ridosso delle antiche mura, troviamo la Fornace grande, un vero e proprio monumento, con due prefurni e, al centro, la camera di combustione e la grande camera di cottura. 

Ritorniamo sui nostri passi fino al Pritaneion, in questo edificio è leggibile la tipica architettura della casa ellenistica, con il cortile porticato e le stanze disposte tutte intorno; lo costeggiamo salendo verso il Quartiere est. 

In cima c’è la Casa del saluto o del capitello dorico, caratterizzata dall’ampio cortile con peristilio, dagli eleganti pavimenti in cocciopesto, tra cui quello mosaicato con la scritta “eukei”, le colonne fittili, che qui possono ammirarsi nella loro struttura, e le cisterne per la raccolta delle acque piovane. 

Andando ancora a destra troviamo la Casa di Ganimede, così chiamata per la presenza del mosaico, rappresentante il ratto di Ganimede. La suddivisione in due parti dell’ampio cortile rettangolare, circondato da peristilio, testimonia l’utilizzo che ne fecero i mercenari ispani e il ridimensionamento della città in epoca romana. La visita in genere si ferma qui, di fronte al panorama maestoso dell’agorà, ma varrebbe la pena continuare con la visita al Quartiere ovest caratterizzato dal rigoroso impianto ortogonale e dalle bellissime case. 

IL MUSEO ARCHEOLOGICO, è ospitato nel secentesco convento dei Cappuccini e vi sono esposti reperti provenienti dagli scavi condotti a Cittadella, Serra Orlando, e nelle contrade San Francesco e Agnese, a partire dagli anni '50, dalla Missione Americana delle Università di Princeton e Virginia e dalle Soprintendenze di Siracusa, Agrigento ed Enna. La disposizione, per ordine cronologico, é arricchita da carte topografiche, pannelli didascalici e plastici. 

I materiali sono disposti , nelle sale espositive, secondo un ordine cronologico e tematico. Nella prima sala sono esposti materiali risalenti all’Età del Bronzo e del Ferro provenienti dagli insediamenti preistorici e protostorici di C.da S.Francesco e la Cittadella. 

Al primo piano, nella seconda sala i reperti, relativi ai primi contatti tra Greci e Morgeti , 570-550 a.C, e poi alla progressiva ellenizzazione, provenienti dalla Cittadella, dai Santuari e dalle necropoli. Notevole è il Cratere di Euthymides. Nella terza sala i reperti di epoca ellenistica e romana, provenienti dall’agorà, dalle case e dai santuari di Serra Orlando . 

Un evento senza precedenti sta investendo Aidone ed il suo Museo Archeologico: finalmente, dopo anni di attesa, i primi tra i reperti trafugati da Morgantina sono rientrati nei luoghi dai quali erano stati portati via in modo criminale. Dal 13 dicembre 2009 sono esposti all'ammirazione di tutti, nel Museo di Aidone, gli splendidi Acroliti del VI sec. a.C., magnificamente forniti di un corpo dall'architetto Salvo Russo e vestite dalla più grande stilista siciliana, Marella Ferrera. 


Nel 1979 gli acroliti furono rinvenuti da alcuni tombaroli nell'area sacra di San Francesco, venduti sul mercato nero, acquistati nel 1980 dal collezionista belga-americano Maurice Tempelsman (ultimo compagno di Jacqueline Kennedy) e da questi donati all'Università della Virginia; sono stati restituiti dopo un lungo contenzioso allo Stato italiano. Gli acroliti, risalenti all'epoca arcaica (VI sec. a.C), nella tipologia greca sono le parti nobili, in marmo, pietra o avorio, di una statua altrimenti povera; sono infatti due teste, le mani e i piedi di due statue, che rappresentano forse Demetra e Persefone, e il cui corpo era probabilmente in legno. 

Il 13 dicembre con una grande festa a cui ha partecipato attivamente tutta la comunità culturale e mediatica, le autorità politiche e civili, ma anche e soprattutto la comunità aidonese, sono state accolte le dee in modo degno, proprio come si fa quando un proprio figlio torna dopo una lunga assenza. 
E' stata la prova generale degli altri due grandi ritorni, quello degli argenti dal Metropolitan Museum di New York, e della cosiddetta Venere di Morgantina resituita dal museo Paul Getty di Malibù, che giungerà in Aidone agli inizi del 2011. 

EVENTI A MORGANTINA: Da molti anni ormai nel teatro di Morgantina, tra luglio e agosto, vengono rappresentate le opere collegate al circuito “Teatri di pietra”; le manifestazioni sono realizzate di sera per godere appieno della suggestione del teatro e dell’agorà illuminata da lucerne. Da tre anni sulle stesse “pietre” gli studenti, nell’ambito della rassegna teatrale “Il teatro delle Scuole”, organizzata dal Liceo Classico e Scientifico di Piazza Armerina, si cimentano nella messa in scena di opere classiche e moderne. 

Ad agosto la sezione aidonese dell’Archeoclub organizza a Morgantina la manifestazione “Morgantina rivive”, centinaia di figuranti in costume greco occupano gli spazi della città con cortei, giochi, performance teatrali. 


Per ulteriori dettagli, informazioni e foto: 

http://it.wikipedia.org/wiki/Morgantina 

http://commons.wikimedia.org/wiki/Morgantina 

A cura di Francesca Ciantia

Staff Siciliafan