01Con il consenso del paziente le ricette potrebbero presto essere lasciate direttamente nelle sale d’attese dei medici e nelle farmacie, anziché nelle mani del paziente.

Alcuni studi medici lo fanno già da almeno un anno, ma per chi ancora non avesse messo in pratica questa nuova possibilità, ecco tutto quello che c’è da sapere per pazienti e medici.
Adesso si potrà infatti decidere di lasciare le proprie richieste al medico in una busta chiusa sigillata da rilasciare presso la segreteria o su un tavolino della sua sala d’attesa.

Così chi prende farmaci per malattie croniche o chi sia sotto prescrizione medica regolare, non dovrà ogni volta prendere appuntamento dal medico e aspettare code interminabili solo per vedersi rilasciare la sua solita ricetta.

L’idea innovativa è stata però regolamentata dal Garante della privacy, a seguito di una serie di controlli a sorpresa messi a segno il mese scorso dalla Guardia di Finanza. Alla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale sottolineano dunque che le proprie richieste debbano essere inoltrate al medico in busta chiusa e inoltre raccolte alla fine della giornata di lavoro in un luogo custodito.

Esse dovranno ritornare disponibili, il giorno dopo, solo in concomitanza del turno medico, per evitare che altre persone possano violare la privacy dei pazienti. Una volta arrivata l’ora del rituro, che volendo può essere regolata autonomamente da ciascuno studio, solo e soltanto il paziente potrà richiedere la sua ricetta al medico stesso o alla segretaria; in alternativa, anche un delegato di fiducia indicato dal paziente andrà bene.

Infine, il medico di famiglia avrà anche la possibilità di rilasciare la ricetta direttamente in farmacia, anziché consegnarla allo scrivente; questa modalità però secondo Federfarma, dovrebbe essere circoscritta solo ai casi di emergenza. E nel caso in cui l’interessato non possa provvedere al ritiro diretto della prescrizione, potrà passare un parente, un amico, una badante, ma il farmaco dovrà essere rilasciato solo dietro delega scritta del paziente.

In quest’ultimo caso in particolare, non sarà il medico a decidere quando, se e in quale farmacia rilasciare la ricetta; sarà sempre il paziente che, tramite richiesta scritta, dovrà provvedere ad indicare un particolare incaricato della farmacia di suo interesse; magari quella più vicino a casa.

Un’altra novità in ambito medico è poi arrivata due mesi fa nell’ambito dei certificati. Il noto foglietto di “sana e robusta costituzione” che si richiede in palestra ma anche a scuola in caso di attività extracurricolari, non sarà infatti più obbligatorio per legge.

Il Ministero ha diffuso le linee guida della novità già a inizio settembre, stabilendo quali sono ancora le situazioni per cui il certificato è invece ancora necessario.
Nei casi di attività non agonistica, ovvero quando lo sport viene effettuato in maniera regolare; le palestre ancora lo inseriscono come requisito fondamentale all’iscrizione, ma in realtà sarebbe infatti solo circoscritto a chi partecipa ad eventi, giochi, competizioni che richiedano un allenamento fisso, magari tutti i giorni.

Chiunque sia dunque iscritto a federazioni o a enti di promozione sportiva come il C.O.N.I., dovrà ancora procurarsi il certificato, che viene rilasciato dai medici di base ogni anno previo controllo.

Autore | Enrica Bartalotta