Emergono nuovi dettagli sull'omicidio di Giuseppe Mattina ucciso nella zona industriale di Agrigento (l'assassino, Giovanni Riggio, si è costituito). Nel  novembre del 2010, Mattina era stato arrestato con l'accusa di estorsione ai fanni di un avvocato di Favara (AG). Secondo l'accusa avrebbe estorto denaro al professionista, che aveva fatto da intermediario per fargli ottenere la liquidazione delle somme per il furto di un'autovettura. 

I dettagli sono riportati da AgrigentoNotizie:

L'avvocato, invece di restituire i soldi al cliente, circa 20 mila euro, avrebbe trattenuto la somma per sé per far fronte ad alcuni problemi economici. Mattina avrebbe quindi iniziato a minacciare il suo avvocato intimandogli di procurargli un’auto dello stesso valore. Il legale avrebbe consegnato alcuni assegni, poi 5 mila euro al mese e infine gli era stata chiesta una "maxi rata finale" da 40 mila euro con una scadenza imminente. L’avvocato ha invece chiamato i carabinieri che hanno organizzato una trappola.

Le "cimici" hanno intercettato il colloquio nel quale veniva fatta la richiesta estorsiva ed è scattato l'arresto di Mattina. Il negoziante, durante l’interrogatorio davanti al gip Luisa Turco, si era difeso sostenendo che non aveva chiesto un euro in più rispetto a quanto dovuto. Poi, attraverso il suo difensore, l’avvocato Salvatore Cusumano – che adesso è stato incaricato dalla moglie di tutelare gli interessi della famiglia – ha deciso di chiedere il patteggiamento ottenendo anche gli arresti domiciliari.

Il gup di Agrigento gli aveva applicato tre anni di reclusione, concedendogli i domiciliari. In seguito, Mattina non aveva avuto altri problemi con la giustizia.